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comunicazione storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

I piccoli gesti

L’iniziativa di AMUSE per i Martiri delle Fosse Ardeatine

Le associazioni senza fini di lucro spesso svolgono un ruolo importante che non sempre è adeguatamente conosciuto in una società digitale, così veloce; tuttavia queste, insieme alle Istituzioni, possono rappresentare un ausilio significativo nella costruzione di un comune sentire.

L’associazione AMUSE – Amici del Municipio Secondo di Roma riunisce persone interessate ad approfondire la conoscenza della storia del II Municipio del comune di Roma. Una storia complessa, sicuramente più giovane, rispetto ad altri municipi, ma non per questo meno interessante.

Tra le tante iniziative avviate dall’associazione, ci è sembrato importante ricordarne una dedicata ai Martiri della Fosse Ardeatine che sono vissuti nel municipio.

Roma, 16 gennaio 2026. Un momento della breve presentazione del tenente colonnello Giovanni Frignani tenuta dall’autore del volume sull’ufficiale, Mario Avagliano.

Il percorso di approfondimento è iniziato qualche tempo fa, nel 2024, quando, sempre per iniziativa dell’Associazione è stato possibile tenere una “passeggiata” all’interno del territorio municipale che si è concentrata su i seguenti punti. Il 24 settembre del 2024, su iniziativa dell’Associazione AMUSE è stato possibile realizzare effettivamente una passeggiata che si è fermata nei pressi delle abitazioni dove risiedevano i generali della Regia Aeronautica Roberto Lordi (via Antonio Bertoloni 26/B) e Sabato Martelli Castaldi (via Bruxelles 67), nonché il tenente colonnello dei Carabinieri Reali Giovanni Frignani (via Panama 114).

In realtà, il percorso è stato molto più lungo perché si è snodati lungo le strade dove abitavano i Martiri delle Fosse Ardeatine residenti nel Secondo Municipio. Dunque, oltre ai 3 ufficiali citati, il percorso ha raggiunto anche anche Luigi Bruno di Belmonte (via Vincenzo Bellini 16) e Aldo Finzi (via Panama 26).

In questa occasione, si sono succeduti nella narrazione delle brevi biografie dei Martiri delle Fosse Ardeatine Mario Avagliano, Edoardo Grassia e Flavio Carbone.

Roma, 16 gennaio 2026. Il posizionamento della pietra della memoria in via Panama n. 114.

A questa opportunità di confronto e di conoscenza, è seguito molto altro.

Innanzitutto, una conferenza stampa di presentazione delle iniziative successive, tenutasi il 19 novembre 2025, presso il Centro Scout (Largo dello Scautismo 1, già Largo S. Ippolito) che ha avuto lo scopo di presentare il progetto “Pietre d’inciampo”.

L’impegno più consistente del lungo percorso, in particolare, si è condensato i giorni del 15 e del 16 gennaio 2026 quando è stato finalmente possibile posizionare le “pietre d’inciampo” dinanzi i portoni d’ingresso delle abitazioni di uomini catturati e poi massacrati alle Fosse Ardeatine. Se ne è parlato brevemente nel Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri 1/2026.

Il progetto realizzato per iniziativa di AMUSE (Amici Municipio Secondo) in collaborazione con l’Associazione Arte in Memoria e l’amministrazione del Municipio II di Roma ha permesso di realizzare l’iniziativa nei quartieri Nomentano, Parioli, Pinciano e Trieste.

Roma, 16 gennaio 2026. Un momento dell’intervento della Professoressa Ada Chiara Zevi

In particolare, per chi scrive, l’attenzione si è concentrata su via Panama n. 114, dove abitava il tenente colonnello Giovanni Frignani, comandante del Gruppo di Roma Interno che fu protagonista, insieme a due capitani suoi dipendenti, del cosiddetto “arresto” di Mussolini.

Qui ci si sofferma su di un aspetto. Nella maggior parte dei casi, la cattura dei membri della Resistenza romana, avviene per delazione. Tuttavia, è anche vero che nonostante le torture subite da questi, a via Tasso gli esiti sono nulli. I torturati non parlano. Purtroppo, non poterono raccontare le loro vicende a noi posteri, se non attraverso lo strazio dei loro corpi lasciati decomporre nelle cave ardeatine.

Roma, 16 gennaio 2026. Al termine della cerimonia, il dottor Mario Avagliano, Giovanni Frignani discendente dell’ufficiale, alcuni militari dell’Arma che hanno presenziato alla breve cerimonia.

Resta da considerare un aspetto. Come è stato detto anche altrove, si tratta di iniziative importanti che, dal basso, o meglio iniziative volute da parti consapevoli della società civile che, insieme alle Istituzioni, non vogliono dimenticare.

Comunicare la Resistenza e far conoscere ciò che donne e uomini seppero fare in quei mesi difficili per il nostro Paese rimane un impegno di tutti i cittadini.

E dunque, a noi non resta che invitare il lettore che si trovi a passare per una di quelle vie, a Roma, in Italia e in Europa, a soffermarsi dinanzi a una qualsiasi “pietra di inciampo” e ricordare chi è vissuto in quel luogo con un breve momento di raccoglimento.

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Esposizione museale Museo storico storia dell'Arma dei Carabinieri

Un salto al Museo Storico

di Samanta Segatori

Si ringrazia la Professoressa Samanta Segatori per aver condiviso nel blog La Storia dei Carabinieri alcuni brevi passaggi di due visite che ha curato, con altre docenti della Scuola, presso il Museo Storico dell’Arma.

11 novembre 2025.

L’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria arriva al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri con due classi terze della scuola secondaria di primo grado.

Accolte con un emozionante concerto dal Quartetto di sax della Banda dell’Arma, iniziano poi un percorso tra storia, arte, documenti e testimonianze.

I ragazzi si fermano a lungo davanti ai dipinti raffiguranti “La carica di Pastrengo”, il sacrificio di Salvo d’Acquisto e ripercorrono, insieme al Capitano Anna Cipparrone, momenti salienti dal Risorgimento alla storia contemporanea.

Rimangono ammutoliti e commossi davanti alla teca in cui sono riposte le armi deformate dal calore e sporche di terra così come quando sono state raccolte dopo la strage del 12 novembre 2003 a Nassiriya.

I ragazzi rivivono in quel racconto il dramma della strage di quegli uomini uccisi dall’esplosivo, dei dodici carabinieri mai più tornati a casa.

Rimangono colpiti dai doni lasciati dalle scuole per rendere omaggio alle donne e agli uomini che ogni giorno indossano la divisa anche e soprattutto per loro.

19 marzo 2026.

Una classe dell’Istituto Comprensivo del Parco della Vittoria, la 3 L, accompagnata dalla Professoressa Samanta Segatori, torna al Museo, in quel luogo che con garbo, calore e grande competenza li aveva accolti.

Portano con loro piccoli doni pensati e realizzati come un grazie sentito ed emozionato per tutto quello che le Forze Armate e l’Arma dei Carabinieri in particolare fanno ogni giorno.

Nel corso dell’incontro, il Direttore del Museo ha offerto un volume della Storia dell’Arma

Hanno riflettuto a lungo su cosa ideare, volevano qualcosa di speciale. Sono accolti nel Salone d’onore dal Direttore, Colonnello Gaetano Vitucci, e da alcuni militari:  il Capitano Anna Cipparrone, il Vice Brigadiere Daniele Mancinelli e l’Appuntato Scelto QS Edoardo Grossi.

I ragazzi raccontano le loro idee, presentano le loro testimonianze, condividono le loro emozioni e sono gli unici protagonisti di un momento speciale e irripetibile.

Alcuni studenti della 3L dell’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria con la Professoressa Samanta Segatori al termine della visita al Museo Storico.

Così tra foto di rito, risate e chiacchiere, ringraziano l’Arma dei Carabinieri per il tempo che ha loro concesso e le emozioni che ha saputo loro regalare, ma ciò che più conta è che si vada oltre.

Emerge ancora una volta quanto sia importante il rapporto nato tra la scuola e il Museo e si progettano collaborazioni future e nuovi incontri dettati dalla consapevolezza che oggi la scuola come istituzione non è un microcosmo chiuso in se stesso, ma un luogo la cui anima ha necessità di proiettarsi all’esterno per fare rete sociale.

La Scuola è diventata negli anni “piattaforma relazionale”, spazio di condivisione, di inclusione che ha necessità di incontrare l’altro, anche e soprattutto attraverso realtà che, come il Museo Storico dell’Arma, rappresentano, storia, arte e cultura della legalità.

Un momento di dialogo tra alcuni studenti e il capitano Anna Cipparrone, ufficiale in servizio al Museo Storico.

Qui i ragazzi hanno sperimentato un concetto di connessione a tutto tondo, sono stati accolti e guidati nelle variegate storie di chi ha scelto di indossare una divisa a servizio degli altri, di chi crede che i valori studiati nel percorso risorgimentale esistano ancora e soprattutto che non siano obsoleti, ma ancora adeguatamente rappresentati da donne e uomini che credono fermamente nel giuramento prestato.

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comunicazione storia dell'Arma dei Carabinieri

I Carabinieri del 1943

Un piccolo risultato dal grande valore

Nel corso del 2023 è stato realizzato un progetto collegato a questo principale denominato “Storia dei Carabinieri” ma in ambito professionale. In linea con la ricorrenza degli 80 anni dall’inizio della Resistenza e della Guerra di Liberazione, è stato possibile dedicare un numero speciale della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri a quel periodo storico, dal titolo I Carabinieri del 1943, in considerazione della volontà di ricordare proprio quei militari dell’Arma che in quell’anno incredibile per le sorti dell’Italia ebbero un ruolo determinante.

Da quell’idea iniziale, ha preso piede la costruzione del Numero Speciale che è stato curato dal Flavio Carbone, principale autore di questo blog e ideatore del progetto Storia dei Carabinieri che ha coordinato gli autori e i titoli dei contributi, oltre a seguire gli aspetti editoriali con il pieno supporto della Redazione della rivista.

Il risultato è stato di grande pregio e basta sfogliare una copia cartacea o consultare il file digitale disponibile sul sito dell’Arma per rendersi conto dell’impegno di una intera estate e delle ulteriori incombenze che gravano su di una redazione di una rivista militare.

Dopo la presentazione del Direttore Responsabile della rivista, il generale di divisione Claudio Domizi, una breve introduzione del curatore porta direttamente alla serie di contributi che compongono il numero.

Il professor Emilio Gentile inizia con Italia 1943. Dalla disgregazione del regime fascista alla firma
dell’armistizio
, a cui segue il saggio di Giuseppe Conti intitolato Le Forze Armate italiane nel 1943 che completa il quadro generale di riferimento per l’anno in questione.

Gli aspetti più peculiari che riguardano i Carabinieri iniziano con Sicilia liberata. Vita e morte del maresciallo d’alloggio Pietro Purpi di Diego Scarabelli, a cui seguono I Carabinieri Reali in Calabria nel 1943. Tra esigenze belliche e
controllo del territorio
di Ferdinando Angeletti.

Gli aspetti più importanti dal punto di vista politico sono rappresentati da L’Arma dei Carabinieri Reali dall’arresto di Mussolini alla sua liberazione di Marco Riscaldati a cui seguono gli studi che toccano le vicende dei Carabinieri nella Capitale, nelle zone limitrofe e nella città partenopea: Arma combattente. I Carabinieri Reali nella difesa di Roma di Flavio Carbone; Il Comando della Città Aperta di Roma e l’occupazione tedesca di Alessandro Gionfrida; Nel centenario della nascita del martire Salvo D’Acquisto di Saverio Gaeta (già apparso nelle pagine del periodico); 1943: le quattro giornate di Napoli. I Carabinieri della Stazione di Napoli Porto di Vincenzo Longobardi; 8 settembre / 7 ottobre 1943. Il diario di un testimone di Flavio Carbone; La deportazione rimossa dei Carabinieri romani. 7 ottobre 1943 di Anna Maria Casavola; I piani nazisti per la deportazione dei Carabinieri di Roma nei telegrammi intercettati dagli alleati di Massimiliano Sole; 16 ottobre 1943: una triste storia italiana. I dati storici e le vicende personali di Silvia Haia Antonucci; La partecipazione dei Carabinieri al fronte clandestino di resistenza. Roma 1943 di Flavio Carbone; Due tenenti nella tormenta. Romeo Rodríguez Pereira e Attilio Boldoni di Ciro Niglio.

La parte terminale del volume contiene due contributi particolari: 1943. I Carabinieri paracadutisti e la Resistenza di
Enrico Cursi e Ipotesi per una mostra: Guerra di Resistenza. Il 1943 dei Carabinieri di Flavio Carbone e Vincenzo Longobardi.
Alcune appendici aiutano a dare un quadro d’insieme più ampio che aiuta il lettore ad immergersi nella realtà del periodo. Inizia così La vita a Roma nel 1943 dalle pagine dei quotidiani di Emanuele Martinez; Luglio 1943. Gli archivi della Compagnia Carabinieri di Modica di Maria Letizia Annaloro; La legislazione italiana sui crimini di guerra di
Paolo Formiconi; L’arte come rappresentazione della Resistenza dei Carabinieri di Vincenzo Longobardi.

Già dalla visione d’insieme dei contributi e degli autori è possibile avere un’idea dello sforzo che è stato condotto dalla Redazione e dal curatore per realizzare tale numero speciale.

C’è però ancora qualcosa in più che va sottolineato su tale iniziativa editoriale: grazie alla disponibilità di due Istituzioni pubbliche (Museo di Roma di Palazzo Braschi e Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943 de Le Ciminiere di Catania) è stato possibile impreziosire i testi con gli acquerelli di Pio Pullini custoditi dal primo e una serie di immagini fotografiche di grande importanza per le operazioni militari in Sicilia ricevute dal secondo.

In sostanza, attraverso i contributi degli autori sopra richiamati, si è cercato di offrire un punto di vista diverso della situazione in Italia e in particolare nella Sicilia e Calabria investite dall’avanzata alleata, nonché nel ruolo dei Carabinieri a Napoli, ma soprattutto a Roma da quel lontano 25 luglio 1943 sino alla fine dell’anno in cui Carabinieri e cittadini italiani di fede ebraica furono accomunati dall’unico motivo d’odio dell’occupante tedesco e del suo fedele sgherro repubblichino: la deportazione.

Il fascicolo, importante per il numero di pagine e dei saggi presenti, riesce a dare un quadro, sia pure generale, ma abbastanza ampio della situazione sul territorio nazionale oggetto di studio.

Un breve video che indica come arrivare all’area della rivista e in particolare del fascicolo speciale I Carabinieri del 1943.

Un grande impegno di tutti gli autori che può essere testimoniato dalla necessità di dare corso ad una seconda edizione cartacea da poco consegnata in redazione per la distribuzione ad enti e Istituzioni.