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Rivista Militare 170

Venerdì 27 marzo 2026, la Rivista Militare ha festeggiato i 170 anni di vita dalla sua antica fondazione

La Rivista Militare (già Rivista Militare italiana) presso la Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito, ha celebrato i 170 anni di vita. L’occasione ha permesso alla Direttore Responsabile e a tutto lo staff di ricordare adeguatamente la ricorrenza.

Per l’occasione, si è scelto dunque di realizzare un supplemento lasciandone la realizzazione a docenti e ricercatori universitari, ma anche di restituire un tangibile segno di riconoscenza ai convenuti. Dunque insieme al supplemento distribuito ai convenuti durante l’incontro, è stato possibile assistere alla presentazione di una cartolina commemorativa e all’annullo speciale realizzato per l’occasione.

Un bel momento di condivisione di un lungo percorso che è stato reso possibile grazie alla lungimiranza di un editore come Carlo Voghera e dei suoi eredi che hanno continuato a dare alle stampe il periodico sino al 1919.

La presentazione ha visto due principali relatori, il direttore responsabile del periodico da lunga data, colonnello Giuseppe Cacciaguerra, e il dottor Alessandro Bovini che si sono alternati nel conversare sul supplemento realizzato per ricordare i primi anni di vita del periodico e la lungimiranza dei fratelli Mezzacapo, ex allievi della Scuola Militare Nunziatella ed esuli a Torino, che vollero fortemente dare vita a un periodico dedicato agli studi militari.

A tale proposito sono ricordate le parole del Pinelli che affermava con molta onestà intellettuale che “esisteva nell’Armata Sarda la strana idea che lo studio a nulla valesse ad apprendere l’arte della guerra, ed il solo coraggio bastar potessi. Gli ufficiali studiosi, oltre ad essere quasi scherniti dai compagni che ironicamente chiamanvali “eruditi”, erano poi anche invisi al Governo” (p. 42). La cultura non piace(va).

Una storia insomma che nasce a Napoli, come tante vicende ma che poi diventa patrimonio della città ospite, una Torino risorgimentale che accoglie tanti esuli e diventa il punto di riferimento per la costruzione politica e sociale della nuova Italia unita, quel sogno che vedrà fronteggiarsi politicamente uomini del peso di Cavour, Mazzini, Garibaldi.

Insomma, un supplemento che mette in luce l’opera della Rivista Militare nella costruzione di un sapere tecnico-scientifico di altissimo livello, al pari dei migliori periodici del tempo.

Un aspetto molto interessante, però, lo fa emergere chiaramente il Direttore Responsabile Giuseppe Cacciaguerra quando sottolinea una caratteristica fondamentale della Rivista Militare, la possibilità di dibattere.

Si può affermare che fosse piuttosto comune sfogliare il periodico e scoprire tra gli autori ufficiali di gradi diversi, finanche dei subalterni che presentavano in quelle pagine le proprie idee e osservazioni sul funzionamento dei servizi o introducendo proposte di modifiche ordinative o ancora intervenendo sulla formazione delle reclute e sul ruolo dell’Esercito nella società. Ciò almeno sino alla Prima Guerra Mondiale, quando la censura rallentò il confronto per scomparire sotto il regime, per ritornare nelle parole del Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito (1943-1945), generale di corpo d’armata Paolo Berardi, si dovette attendere il primo numero del 1945 per poter avere almeno la parola del CSM a supporto di quel dialogo tra professionisti che si era interrotto ben prima del fascismo, ma che questo aveva generosamente mantenuto.

La mattinata si è conclusa con una piccola ma significativa cerimonia di apposizione dello speciale annullo postale realizzato proprio per l’occasione. Anche questa attenzione è stata particolarmente apprezzata dai presenti.

Un momento informale con gli amici Giovanni Cecini (Youtuber affermato) e Franco Di Santo (blogger di Storia e Soldati) entrambi attenti storici militari e non solo …

La presentazione è stata anche una grande occasione per incontrare e salutare altri studiosi e amici che non sempre il tempo e gli impegni aiutano a rivedere. In questo caso, tra gli altri, è stato un piacere salutare Franco Di Santo, ufficiale dell’Esercito in quiescenza, attento studioso di cose militari e blogger con Storia e Soldati, insieme a Giovanni Cecini, ben noto Youtuber concentrato sulla storia militare, ma anche su altri temi.

Infine, ci è parso più che opportuno salutare il Direttore Responsabile che ha avuto la grande capacità di portare avanti una rivista come quella dell’Esercito superando sfide brillanti e mettendo sempre in prima posizione l’interesse della collettività e il bene comune. Mi piace ricordare in questa sede, tra i tanti lavori di qualità condotti sinora, l’idea di realizzare una rivista delle Forze Armate in edizione speciale braille, a favore dei non vedenti, attraverso una serie abstract dei contributi più significativi realizzati nel corso dell’anno.

A tutti noi non resta che festeggiare il 170° compleanno della Rivista Militare. Auguri!

Un’ultima nota. Si consiglia l’iscrizione al nostro podcast La Storia dei Carabinieri (ci trovate su tutte le piattaforme di distribuzione) perché prossimamente sarà disponibile la registrazione audio (ci scusiamo per la qualità non ottimale) della presentazione del supplemento.

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Notiziario Storico 1/2026

Come di consueto, il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri è liberamente fruibile con possibilità di scaricarne il contenuto completo dal sito dell’Arma.

La copertina a colori, recente novità del periodico divulgativo dell’Arma, apre con la sfilata per Roma di unità del Regio Esercito che entrano da Porta del Popolo; l’immagine è centrata sui due Carabinieri Reali a cavallo in primo piano.

Il fascicolo è aperto con un contributo su di un Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali meno noto, Bruto Bruti, che suggerisce l’autore accompagnò l’Arma nel XX secolo. Un secondo contributo è dedicato ai Carabinieri Reali in Spagna durante la guerra civile al quale si rinvia.

Un articolo molto attento alla ricostruzione degli avvenimenti è quello a firma di Giovanni Salierno che si concentra sul ruolo dei Carabinieri nell’occupazione di Roma al seguito del corpo di osservazione del generale Cadorna, dal quale è stata scelta la copertina del periodico. Qui l’autore è attento nel ricostruire il ruolo di polizia militare e di intelligence dell’Arma, quest’ultimo svolto egregiamente da quell’Arma territoriale dislocata sul confine con lo Stato Pontificio. Inoltre, molto correttamente, si indica il passaggio dei Carabinieri dalla catena di comando militare e con le funzioni più tipicamente assegnate quale prima Arma dell’Esercito a quella forza dell’ordine con la costituzione della Divisione Carabinieri Reali di Roma agli ordini del luogotenente colonnello Francesco Mariani, primo vero e proprio comandante dei Carabinieri di Roma e provincia.

Una bella storia, si potrebbe dire sconosciuta, è invece quella raccontata da Simona Giarrusso che, con La mammina austriaca, ci permette di scoprire quella solidarietà umana che il dramma della guerra nazi-fascista e poi dell’internamento di tanti militari italiani, compresi i Carabinieri, non aveva cancellato. Meritoria è l’opera dell’autrice che fa emergere la vicinanza di chi “non si girò dall’altra parte”, in questo caso in Austria, ma venne in soccorso di alcuni Carabinieri incontrati quasi per caso lungo la strada mentre questi si recavano al lavoro coatto imposto dalla Germania nazista alla compiacente e succube RSI. Dita von Steiner-Lehnburg ricevette la Stella della Solidarietà Italiana di seconda classe per ciò che aveva fatto a favore di tanti Carabinieri. Così conclude l’autrice: Ma, forse, il riconoscimento più grande per l’opera della Mammina non fu una medaglia, un nastrino o una ricompensa economica. Furono parole, gesti, ricordi, di coloro che le furono debitori per tutta la vita.

Nella rubrica “A proposito di …” compare un contributo di Flavio Carbone intitolato “La memoria della collettività”, sull’apposizione di una pietra d’inciampo davanti l’abitazione del tenente colonnello Giovanni Frignani, nell’ambito di una iniziativa più vasta curata dall’associazione AMUSE sul territorio del secondo municipio di Roma.

L’armaiolo del Museo Storico, Daniele Mancinelli, da un fucile Carcano-Mannlicher 1891 modificato per il tiro ravvicinato, riporta alla memoria alcuni episodi di criminalità che colpirono l’Isola di Sardegna per alcuni lustri e per i quali l’Arma pagò, anche questa volta, un tributo di sangue.

In Carabinieri da ricordare, Giovanni Iannella ripercorre la storia e la vita di due militari provenienti dallo stesso piccolo comune del frusinate. gli appuntati Gaetano Branca e Orlando Macari, due uomini in uniforme che hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale e sono poi ritornati, senza però raccontare alla famiglia le proprie vicissitudini, rimaste nei piccoli gesti come, nel caso di Macari, l’usanza del te. Di quest’ultimo si segnalano alcune fotografie del periodo in cui prestò servizio in Sicilia nel contrasto al banditismo.

Negli almanacchi del centenario e del bicentenario (chi scrive ha potuto curare quest’ultimo con una certa continuità sino al 2024), compaiono: per il primo, la notizia della scomparsa di un vero eroe dell’Arma, il Carabiniere Leone Carmana, di cui il notiziario ha già parlato nel 2019, mentre nel secondo la nota è intitolata “Ai vertici dei Cavalleggeri di Sardegna”. In questo caso, sulla base di quasi venticinque anni di studio e ricerca nel campo della storia militare, è opportuno fare qualche precisazione.

Tuttavia, lascio al lettore di leggere quel contributo e proporre, se ritiene, alcuni suggerimenti in merito al testo. Intelligenti pauca.

Una carrellata su episodi diversi, dai singoli atti di valore, all’estensione del controllo del territorio, alla lotta contro la criminalità sarda, agli atti di pietà umana di una donna austriaca. Ecco, che la rivista riesce a raccogliere e mettere insieme, con un unico filo narrativo della storia dell’Arma, i diversi contenuti che appassionati, divulgatori e studiosi qualificati propongono.

Resta indubbio il grande valore divulgativo del Notiziario Storico che rappresenta un importante mezzo di conoscenza di tante storia della Storia dell’Arma, all’interno della più grande Storia d’Italia.

Tanto è stato scritto, ma tanto resta ancora da scrivere.

Buona lettura!

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Notiziario Storico 2025

Sei numeri di Storia dell’Arma dei Carabinieri

Con l’annualità 2025 appena terminata, il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri ha concluso il suo decimo anno di vita. Un traguardo importante per un periodico di carattere divulgativo, basato sulla sola storia dell’Arma, che fa comprendere la lungimiranza della sfida che affrontarono i primissimi progettisti della proposta editoriale lanciata nel 2016.

Allora, si trattava di soddisfare una richiesta che aveva avanzato il Comandante Generale dell’epoca; oggi si tratta invece di adeguare alla realtà odierna, in continua mutazione, i contenuti digitali di cui l’Istituzione si pregia di essere attenta custode, ma forse si potrebbe dire pronta a immaginare ciò che una società in mutazione continua comporta.

Un punto di passaggio importante, verrebbe da dire, che ha consentito una crescita importante degli autori e dei lettori, attenti ai contenuti che aiutano a comprendere quel mondo talvolta antico nel quale ci si può immergere.

In questo senso, si può considerare ampiamente raggiunto l’obiettivo di divulgare in modo leggero e gradevole oltre 200 anni di Storia dell’Arma, di una istituzione che è sempre stata vicina ai cittadini.

Certamente, va sottolineato che per fare ciò si deve guardare al cosiddetto backoffice e cioè a quelle attività significative per la crescita di un percorso di diffusione della storia. Il riferimento, chiaramente comprensibile, è dedicato a quel patrimonio culturale che gli archivi custodiscono e che deve essere preservato, sottoponendo a tutela quelle carte che tanto possono riuscire a raccontare.

Dunque, queste poche righe presentato qualche riflessione in ordine sparso sui sei numeri del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri e sul suo contenuto apparso nel corso del decimo anno di vita del periodico. In merito alla nuove copertina si è già scritto precedentemente.

Si è scelto di aggregare per macroaree gli articoli apparsi, dunque in base al periodo storico e in base all’argomento.

Ecco dunque che i contenuti si possono considerare in una prospettiva diversa rispetto quella presentata nei sei fascicoli dell’anno X del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri.

Periodi storici analizzati

La narrazione proposta nelle numeri del Notiziario copre tutta la storia dei Carabinieri e oltre due secoli di storia italiana, ma vi è una attenzione maggiore al periodo della Seconda Guerra Mondiale, in conseguenza della ricorrenza degli ottant’anni dalla fine della guerra.

Dalla fondazione alla fine del lungo Risorgimento italiano

Vi sono due contributi, uno concentrato sul Genovesato e sulla transizione dal modello della Gendarmeria Imperiale ai Carabinieri Reali (1797-1825), mentre un secondo analizza il fenomeno di lotta al Brigantaggio meridionale post-unitario in Molise (1861-1869).

Dall’Unità d’Italia alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale

La criminalità rurale e quella organizzata rappresentano i fenomeni criminali del periodo. Un contributo è dedicato ai sequestri di persona in Sicilia nel periodo 1870-1890, un secondo è legato all’omicidio del Carabinieri Piccinelli a Grassano (1875) e un terzo si focalizza sulla fine del brigantaggio in Maremma (1896). Di questo periodo sono presenti scritti relativi alla riorganizzazione della gendarmeria in Albania, sui Carabinieri aviatori nel corso del primo conflitto mondiale e la ricorrenza del centenario di fondazione ufficiale del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri (1925).

La Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza (1940-1945)

Sebbene, in genere si reputi necessario distinguere il 1940/1943 dal 1943/1945, in ordine alla periodizzazione temporale, si è ritenuto più economico mantenere insieme i due momenti distinti della guerra. Si parla dunque del cosiddetto arresto di Mussolini, della difesa di Roma, della Guerra di Liberazione attraverso magnifiche figure di resistenti con gli alamari come il tenente Fausto Cossu, il brigadiere Alberto Araldi e il Capitano Giorgio Geniola, ma anche le drammatiche sofferenze degli Internati Militari Italiani. Dal punto di vista criminale, emerge la vicenda della cosiddetta Banda dei Niscemesi che operò in Sicilia (1943-1947), mischiando separatismo e criminalità.

Dal Secondo dopoguerra ad oggi

I contributi per l’ultima lunga fase di storia ricordano un drammatico fatto di cronaca noto come il caso di Villarbasse, 1945, a cui segue l’intervento dell’Arma in occasione del terremo del Belice (1968). La ricorrenza dei 65 anni di fondazione del Servizio Aereo dell’Arma dei Carabinieri porta a raccontarne la storia e l’evoluzione. Si parla anche della specialità Subacquei dell’Arma. Spostando l’attenzione a tempi più recenti, si giunge a raccontare i quasi trent’anni delle Multinational Specialised Unit e vent’anni del Center of Excellence for Stability Police Units.

Tipologie di argomenti

Personaggi

I personaggi rappresentano bene una necessità narrativa del Notiziario Storico. Emergono così le figure di personaggi della storia dell’Arma come Cossu, Araldi, Geniola, ma anche Tosetti, Di Blasi, Bartolini e Alfonso, insieme a vittime del dovere cadute per mano criminale o in occasione di calamità naturali come Piccinelli, Fogliaro, Cannella.

Comandi e reparti dell’Arma

Si parla della nascita della Divisione Carabinieri Reali di Genova, del ruolo della Scuola Centrale Carabinieri Reali di Firenze quale centro di reclutamento per le formazioni partigiane, ma le ricorrenze permettono di parlare anche delle MSU e del CoESPU.

Servizio d’istituto

Nel servizio d’istituto si ritrovano le funzioni di Forze dell’Ordine, sia nella funzione preventiva, sia nella funzione repressiva. Dunque emerge la lotta al Brigantaggio meridionale e quello maremmano, il contrasto ai fenomeni criminali nella Sicilia tra il 1943 e il 1947, ma anche le indagini legate al grave fatto di cronaca di Villarbasse o alla caccia al brigante Musolino.

Momenti di storia nazionale

In questa categoria si possono raggruppare sia la caduta del fascismo, gli ultimi mesi di vita del dittatore decaduto, ma anche l’intervento dell’Arma in occasione di grandi calamità naturali.

Musei, Archivi e Biblioteche (MAB)

Si parla del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri ricordandone la fondazione con l’erezione ad ente morale nel dicembre 1925. Un passo importante per una prima conservazione e valorizzazione di una parte modesta dell’enorme patrimonio documentario che i Carabinieri custodiscono.

Armi e uniformi

Una rubrica e un’attenzione alle armi e alle uniformi rappresenta, o dovrebbe rappresentare, una costante nella presentazione del patrimonio esposto o comunque custodito nel Museo. In questo senso, si sottolinea l’importanza che è attribuita alle armi come nel caso della Colt 1911, del moschetto 91/24 e ancora della spada dell’Islam.

Conclusioni

Dai sei numeri del Notiziario si può declinare un’immagine dell’Arma dei Carabinieri come una Istituzione in grado di garantire la continuità dello Stato, a differenza di altre che arrogano titoli senza averne. L’Arma, anche attraverso i testi divulgativi presentati, si dimostra capace di adattarsi a contesti politici estremi senza smarrire la propria identità e la fedeltà ai propri valori.

Le pagine della rivista presentano una sorta di mosaico dove la grande storia, come le guerre, la caduta del regime, il passaggio da una forma di Stato ad un’altra, si intreccia indissolubilmente con la microstoria di tanti piccoli eroismi individuali di semplici Carabinieri nel corso della lunga storia dell’Istituzione. In questo senso, si deve sottolineare la funzione del Notiziario Storico quale strumento di memoria attiva, attraverso il riutilizzo dei documenti d’archivio e degli oggetti museali presentati non tanto come oggetti da mostrare, ma come un potente strumento didattico per formare la coscienza civica delle nuove generazioni.

In definitiva, i testi ancora una volta fanno emergere il ruolo dell’Arma dalla doppia natura di Arma combattente e Forze dell’Ordine o, forse sarebbe meglio dire, quale presidio sociale a favore della collettività.

Tabella cronologica degli articoli del 2025

NumeroPeriodoTitolo sommarioAutoreFascicolo
11797-1825GenovesatoG. Notarnicola4
21861-1862Briganti in Molise (Parte I)C. Burgio3
31862-1869Briganti in Molise (Parte II)C. Burgio4
41870-1890Rapimenti nella Sicilia post-unitariaF. Sergi3
51875Grassano 1875. Omicidio PiccinelliA. De Rosa6
61896-1897L’imboscata del CrocinoG. Salierno1
71897-1901La cattura del brigante MusolinoF. Caldari6
81908Gli eroi del 1908 (Terremoto Messina)F. Sergi1
91914-1940Carabinieri in Albania (Parte I)C. Burgio5
101922-1926Salto dell’Appuntato Emilio MartinoF. Caravetta5
111925Istituzione del Museo StoricoG. Iannella6
121937La spada dell’IslamD. Mancinelli6
131939La morte dell’Appuntato FogliaroF. Caravetta2
141940-1947Carabinieri in Albania (Parte II)C. Burgio6
151941Il Maresciallo Daniele Ferrari (Culqualber)Capriglio-Montipò1
161943 (Luglio)Generale Hazon e arresto MussoliniM. Sole4
171943 (Sett.)Il Carabiniere Alberto De MaioM. D’Angella6
181943-1947La Banda dei NiscemesiC. Burgio1
191943-1944Due Carabinieri Partigiani a FirenzeM. Sole2
201943-1944Il Maresciallo Costabile Di BiasiG. Severino3
211943-1945Odissea balcanica (IMI)Barbieri-Verrecchia5
221944-1945Morte di un carabiniere (Tosetti)C. Burgio2
231944-1945Cossu e Araldi (Resistenza Piacenza)M. Riscaldati3
241945 (Apr.)Mistero sulle ultime ore del duceM. Sole3
251945 (Nov.)Il massacro di VillarbasseE. Cursi4
261953-OggiCarabinieri subacqueiF. Caldari2
271960-OggiCarabinieri volanti (Servizio Aereo)F. Caldari1
281968Il vicebrigadiere di Montevago (Belice)F. Sergi6
291997-OggiQuasi trent’anni di MSUF. Caldari3
302005-OggiCoESPUF. Caldari4
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il Notiziario Storico … a colori

una nuova iniziativa della Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma

Si segnala con curiosità una nuova iniziativa del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri.

A partire dal numero 4 del 2025, la copertina della rivista storica di divulgazione online si presenta con un’immagine a colori.

Nel caso del fascicolo in questione si vedono due Carabinieri in uniforme grigioverde che osservano la città di Atene dal Partenone.

L’immagine scelta è di grande efficacia e la colorazione rende merito all’immagine selezionata. Non ci sono indicazioni in merito a chi ha proceduto alla colorazione successiva, dunque si può ritenere che sia attribuibile a chi si occupa della grafica del periodico, Giovanni Iannella, al quale vanno sicuramente i meriti di un lavoro di qualità, silenzioso e apprezzato.

In merito alla foto, tuttavia, è necessario un piccolo approfondimento.

La selezione è caduta su di una immagine che non rappresenta i militari nella valle dei Templi come recita genericamente la didascalia della foto prescelta “Pattuglia di Carabinieri in Sicilia”, bensì riguarda il periodo di occupazione da parte delle truppe italiane della Grecia. Si può osservare il panorama della città di Atene prima dell’esplosione cementizia che ha devastato la città negli anni del secondo dopoguerra.

Per gli urbanisti si parla di Polykatoikia, ovvero edificazione di edifici in cemento armato, compresi tra quattro e sette piani, senza un piano regolare centralizzato che ha dato vita ad una espansione cittadina disordinata.

In finale, l’immagine a colori che è stata scelta rappresenta bene un territorio con uno sviluppo ancora regolare.

Il fascicolo 5 (settembre/ottobre) 2025, riproduce una bella immagine a colori di una cartolina della legione Carabinieri Reali di Tirana. In questo caso, oltre al cartiglio in italiano e in albanese, si nota un Carabiniere Reale che indossa la GUS in piedi nella posizione di riposo, imbracciando il moschetto 91/38. Un’aquila albanese osserva severamente il militare, mentre sullo sfondo compare la città (forse Tirana) con la montagna intorno e il golfo.

Una granata con la fiamma sovrasta l’aquila, mentre lo stemma araldico compare vicino le gambe del Carabiniere. 3 cerchi rappresentano alcune viste di località albanesi.

La copertina del fascicolo 5 (settembre/ottobre) 2025

Concludendo, la scelta di dare vita ad una copertina a colori rappresenta una piccola e interessante novità accattivante, in grado di attrarre nuove appassionati lettori alla rivista che, con il fascicolo 6 (novembre/dicembre) 2025, chiude definitivamente il decimo anno di vita.

Lunga vita al Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri e al suo progetto di comunicazione della Storia!

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I Carabinieri del 1943

Un piccolo risultato dal grande valore

Nel corso del 2023 è stato realizzato un progetto collegato a questo principale denominato “Storia dei Carabinieri” ma in ambito professionale. In linea con la ricorrenza degli 80 anni dall’inizio della Resistenza e della Guerra di Liberazione, è stato possibile dedicare un numero speciale della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri a quel periodo storico, dal titolo I Carabinieri del 1943, in considerazione della volontà di ricordare proprio quei militari dell’Arma che in quell’anno incredibile per le sorti dell’Italia ebbero un ruolo determinante.

Da quell’idea iniziale, ha preso piede la costruzione del Numero Speciale che è stato curato dal Flavio Carbone, principale autore di questo blog e ideatore del progetto Storia dei Carabinieri che ha coordinato gli autori e i titoli dei contributi, oltre a seguire gli aspetti editoriali con il pieno supporto della Redazione della rivista.

Il risultato è stato di grande pregio e basta sfogliare una copia cartacea o consultare il file digitale disponibile sul sito dell’Arma per rendersi conto dell’impegno di una intera estate e delle ulteriori incombenze che gravano su di una redazione di una rivista militare.

Dopo la presentazione del Direttore Responsabile della rivista, il generale di divisione Claudio Domizi, una breve introduzione del curatore porta direttamente alla serie di contributi che compongono il numero.

Il professor Emilio Gentile inizia con Italia 1943. Dalla disgregazione del regime fascista alla firma
dell’armistizio
, a cui segue il saggio di Giuseppe Conti intitolato Le Forze Armate italiane nel 1943 che completa il quadro generale di riferimento per l’anno in questione.

Gli aspetti più peculiari che riguardano i Carabinieri iniziano con Sicilia liberata. Vita e morte del maresciallo d’alloggio Pietro Purpi di Diego Scarabelli, a cui seguono I Carabinieri Reali in Calabria nel 1943. Tra esigenze belliche e
controllo del territorio
di Ferdinando Angeletti.

Gli aspetti più importanti dal punto di vista politico sono rappresentati da L’Arma dei Carabinieri Reali dall’arresto di Mussolini alla sua liberazione di Marco Riscaldati a cui seguono gli studi che toccano le vicende dei Carabinieri nella Capitale, nelle zone limitrofe e nella città partenopea: Arma combattente. I Carabinieri Reali nella difesa di Roma di Flavio Carbone; Il Comando della Città Aperta di Roma e l’occupazione tedesca di Alessandro Gionfrida; Nel centenario della nascita del martire Salvo D’Acquisto di Saverio Gaeta (già apparso nelle pagine del periodico); 1943: le quattro giornate di Napoli. I Carabinieri della Stazione di Napoli Porto di Vincenzo Longobardi; 8 settembre / 7 ottobre 1943. Il diario di un testimone di Flavio Carbone; La deportazione rimossa dei Carabinieri romani. 7 ottobre 1943 di Anna Maria Casavola; I piani nazisti per la deportazione dei Carabinieri di Roma nei telegrammi intercettati dagli alleati di Massimiliano Sole; 16 ottobre 1943: una triste storia italiana. I dati storici e le vicende personali di Silvia Haia Antonucci; La partecipazione dei Carabinieri al fronte clandestino di resistenza. Roma 1943 di Flavio Carbone; Due tenenti nella tormenta. Romeo Rodríguez Pereira e Attilio Boldoni di Ciro Niglio.

La parte terminale del volume contiene due contributi particolari: 1943. I Carabinieri paracadutisti e la Resistenza di
Enrico Cursi e Ipotesi per una mostra: Guerra di Resistenza. Il 1943 dei Carabinieri di Flavio Carbone e Vincenzo Longobardi.
Alcune appendici aiutano a dare un quadro d’insieme più ampio che aiuta il lettore ad immergersi nella realtà del periodo. Inizia così La vita a Roma nel 1943 dalle pagine dei quotidiani di Emanuele Martinez; Luglio 1943. Gli archivi della Compagnia Carabinieri di Modica di Maria Letizia Annaloro; La legislazione italiana sui crimini di guerra di
Paolo Formiconi; L’arte come rappresentazione della Resistenza dei Carabinieri di Vincenzo Longobardi.

Già dalla visione d’insieme dei contributi e degli autori è possibile avere un’idea dello sforzo che è stato condotto dalla Redazione e dal curatore per realizzare tale numero speciale.

C’è però ancora qualcosa in più che va sottolineato su tale iniziativa editoriale: grazie alla disponibilità di due Istituzioni pubbliche (Museo di Roma di Palazzo Braschi e Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943 de Le Ciminiere di Catania) è stato possibile impreziosire i testi con gli acquerelli di Pio Pullini custoditi dal primo e una serie di immagini fotografiche di grande importanza per le operazioni militari in Sicilia ricevute dal secondo.

In sostanza, attraverso i contributi degli autori sopra richiamati, si è cercato di offrire un punto di vista diverso della situazione in Italia e in particolare nella Sicilia e Calabria investite dall’avanzata alleata, nonché nel ruolo dei Carabinieri a Napoli, ma soprattutto a Roma da quel lontano 25 luglio 1943 sino alla fine dell’anno in cui Carabinieri e cittadini italiani di fede ebraica furono accomunati dall’unico motivo d’odio dell’occupante tedesco e del suo fedele sgherro repubblichino: la deportazione.

Il fascicolo, importante per il numero di pagine e dei saggi presenti, riesce a dare un quadro, sia pure generale, ma abbastanza ampio della situazione sul territorio nazionale oggetto di studio.

Un breve video che indica come arrivare all’area della rivista e in particolare del fascicolo speciale I Carabinieri del 1943.

Un grande impegno di tutti gli autori che può essere testimoniato dalla necessità di dare corso ad una seconda edizione cartacea da poco consegnata in redazione per la distribuzione ad enti e Istituzioni.

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Notiziario Storico dell’Arma n. 4/2023

Anche durante l’estate si pubblica la Storia dell’Arma dei Carabinieri

Care amiche, cari amici, siamo in un agosto già inoltrato e da qualche giorno è stato pubblicato il numero 4 del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri per il 2023.

Si tratta di un prodotto innovativo nel panorama della pubblicistica militare che offre molti contenuti poco conosciuti o addirittura sconosciuti anche a molti appartenenti all’Arma.

In questi nuovi scenari, il n. 4 dedica la copertina alla cerimonia funebre di due ufficiali dell’Arma che avrebbero potuto cambiare il destino dell’Italia, il generale Azolino Hazon e il colonnello Ulderico Barengo.

Infatti, nella rubrica “Pagine di storia”, Flavio Carbone e Ciro Niglio intitolano l’articolo “Fantasmi sotto le bombe. Indagini su un autista” rivolto per l’appunto al fantomatico autista che condusse l’autovettura dove i due ufficiali trovarono la morte.

La stessa rubrica contiene un articolo di Carmelo Burgio su Alessandro Saluzzo di Monesiglio, comandante del corpo dei Carabinieri Reali per un breve periodo prima di arrivare a reggere il ministero della Guerra. Il titolo è evocativo: Comandante da biblioteca. Il terzo articolo della rubrica è intitolato “A difesa del casello” di Zalalakà tenuta dai Carabinieri e dalle guardie di Finanza nell’estate del 1936, a impero proclamato ma con una situazione molto complessa in tutto il territorio dell’Africa Orientale Italiana.

Cronache di ieri riporta una interessante vicenda che vide protagonisti 3 Carabinieri insieme ad alcuni funzionari della Banca d’Italia raccontata con il titolo “Una scorta valori nel giorno dell’armistizio”.
Osvaldo Baldacci ci parla invece dei Carabinieri e il Palio di Siena, nella rubrica “A proposito di”. Forse l’articolo più interessante e stuzzicante per chi è appassionato lettore del famoso “indagatore degli incubi” è quello a firma di Daniele Mancinelli nella rubrica “Curiosando nel Museo dell’Arma”. Il curatore delle armi del Museo Storico ci presenta niente di meno che il “revolver di Dylan Dog”, un revolver Bodeo, modello 1889.

La rubrica “Carabinieri da ricordare” contiene un articolo di Marco Riscaldati intitolato “Il Carabiniere Vito Taddeo”, in cui si ripercorre la vita professionale e la morte di un giovane Carabiniere, caduto mentre stava procedendo, da solo, all’arresto di un pericoloso pregiudicato a bordo di una corriera in Lombardia.

Nell’Almanacco gli interventi di soccorso ai cittadini savoiardi in occasione di incendi accaduti quell’estate del 1823 e i miglioramenti economici introdotti a favore dei Carabinieri 100 anni dopo.

Speriamo che questo piccola presentazione possa incuriosirvi a scoprire qualche pagina di storia dei Carabinieri.

Alla prossima!

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Notiziario Storico dell’Arma n. 2/2023

La presentazione

Il numero 2 del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri si apre con un articolo dedicato ai cento anni della costituzione dell’Arma Azzurra di Ciro Niglio che ricorda brevemente le origini dell’Aeronautica Militare e il ruolo che tanti Carabinieri ebbero nella partecipazione a quella fase eroica che furono gli anni della prima Guerra Mondiale.

Francesco Caldari ricorda le difficoltà del contrasto al brigantaggio post-unitario nella zona del Vulture e di Melfi attraverso le parole di Giuseppe Bourelly, che fu ufficiale dei Carabinieri Reali in quelle zone della Basilicata.

Carmelo Burgio, ufficiale generale dei Carabinieri ora in quiescenza, propone una lettura che titola Un passato nella Grande Armée, in cui propone le letture delle vicende militari di alcuni appartenenti ai Carabinieri Reali attraverso la lente del servizio sotto le bandiere dell’usurpatore, come Vittorio Emanuele I definiva Napoleone.

Fabrizio Sergi presenta l’opera dei Carabinieri in occasione dei “fatti di Misserio” in soccorso della popolazione tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Sessanta, ma soprattutto nel 1958, allorquando il territorio dell’entroterra messinese fu colpito da una serie di calamità naturali, principalmente attraverso smottamenti di terreno ed esondazioni del fiume Savoia che tanti problemi creò alla popolazione del posto.

Giorgio Pellegrini racconta di André Mare, un pittore cubista francese che ha saputo rappresentare il cappellone dei Carabinieri negli anni della prima Guerra Mondiale probabilmente incuriosito o forse affascinato dalla famosa Lucerna da Carabiniere.
Daniele Mancinelli, armaiolo del Museo Storico, ci fa scoprire invece una trasformazione di un’arma bianca trattandosi di una lama dalla storia interessante, tramutatasi da sciabola da ufficiale in leppa da bandito come presenta il titolo al suo articolo.

Nei Carabinieri da ricordare, questo numero presenta il brigadiere pilota Zelindo Pancani, uno dei militari dell’Arma che più si distinse nel corso del primo Conflitto Mondiale a bordo di quei velivoli così traballanti come solo potevano essere i tanti mezzi aerei delle aviazioni nel corso della Grande Guerra.

Chiudono il notiziario gli almanacchi del 1823 con i Carabinieri in Sardegna e quello del 1923 con il conferimento della medaglia di bronzo al valor militare “alla memoria” all’Appuntato Alcibiade Cavalieri.

Al prossimo numero!

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Forza alla legge, un primo passo

studi storici su Carabinieri, Gendarmerie e Polizie Armate

Approfittiamo di un pò di calma per ragionare con il lettore di queste righe sull’impegno che ha portato alla pubblicazione di Forza alla legge e sui possibili sviluppi in termini generali.

Ora che il volume è disponibile in download gratuito attraverso le iniziative della Società Italiana di Storia Militare è possibile fare qualche considerazione ulteriore sul progetto di cui siamo stati attivi protagonisti dal lancio della call 4 papers.

Lo abbiamo detto, di strada ne è stata fatta ed ora siamo giunti ad una prima tappa … abbiamo finalmente fatto un primo passo: forza alla legge!

Come possiamo leggere questo risultato? Certamente si tratta di un grosso sforzo merito sicuramente della volontà di tutti gli autori che hanno partecipato a questa iniziativa e del presidente della Società Italiana di Storia Militare che, lo abbiamo detto e lo ricordiamo ancora, ha avuto l’attenzione di convincere il membro del direttivo della SISM, il tenente colonnello Flavio Carbone, ad assumersi la curatela dell’iniziativa.

Il logo della SISM con il titolo come appare sul sito internet dell’associazione

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma … Una riflessione ora è d’obbligo.

Un sincero ringraziamento per aver realizzato questa iniziativa lo si deve al presidente della SISM, Virgilio Ilari. Come sanno coloro che mi conoscono non sono uso ad atteggiamenti di piaggeria, tutt’altro.

In questo caso, va riconosciuto il grande impegno di Virgilio nel campo dell’editoria attraverso il progetto NAM – Nuova Antologia Militare e in quello parallelo della Fvcina di Marte. La Società Italiana di Storia Militare è riuscita ad sottrarsi a quella situazione di cul-de-sac con l’adozione di una mission ancora più robusta, l’accreditamento ANVUR che rappresenta forse uno degli obiettivi più ambiziosi che una associazione potesse prefiggersi.

Questo accreditamento consentirebbe di attribuire sul vessillo della SISM una medaglia virtuale di grande importanza, riconoscendone il valore scientifico alla rivista.

La testata della rivista sul sito https://www.nam-sism.org/

In base al sistema universitario attuale, infatti, solamente il riconoscimento dell’Agenzia consente ad una rivista di svolgere quel fenomeno di attrazione di autori che intendono investire le proprie competenze e il proprio know-how nella stesura di un articolo.

Se da una parte ciò rappresenterebbe dunque un grande successo strategico per la Società, dall’altra aprirebbe lo spazio ai ricercatori, agli studiosi che continuano a vedere nello spazio universitario un’area di possibile crescita e di costruzione di un sapere strutturato, soprattutto va detto a favore di quella disciplina, la Storia Militare, che l’Accademia non ha ritenuto sufficientemente degna al punto che le è stato negato uno spazio scientifico-disciplinare. Questo mancato riconoscimento sicuramente costituisce un grande vulnus che impedisce, insieme ad altri fattori, lo sviluppo di studi dedicati a questo specifico campo di approfondimento che, dunque, non potendo essere strutturati spesso si perdono nei rivoli di altri settori e mancano di una organicità che sarebbe invece un elemento indispensabile per portare le conoscenze italiane su di un piano di effettiva pariteticità di ciò che fanno gli altri Paesi, con particolare riferimento a quelli in lingua inglese.

La copertina de La Fvcina di Marte 14, Forza alla legge, curatore Flavio Carbone

In questo senso, e almeno per le questioni delle forze dell’ordine, il progetto realizzato “Forza alla legge” di cui Flavio Carbone è stato il curatore rappresenta un elemento di grande novità nel panorama degli studi dedicati alle forze dell’ordine, perché è riuscito ad attrarre con grande pazienza autori di livello provenienti da spazi geografici e universitari diversi che hanno consentito la realizzazione di un prodotto di qualità.

Ora tocca a voi leggerlo.

Per ulteriori riflessioni, scrivete a storiacc (storiadeicarabinieri@gmail.com)

Buona continuazione!

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Il saluto a un Maestro

Le lezioni del professor Elio Lodolini

Sabato 18 marzo 2023, alle 13.25 uno squillo del telefono attira la mia attenzione. Vedo sul display un nome, penso di sapere perché quella telefonata, ma rispondo subito e tendo le orecchie: “dottoressa buonasera. Eccomi qua!” La voce dall’altro capo mi comunica che il professore ha saluto la sua famiglia la mattina e non è più con noi. Rispondo meccanicamente: “Mi dispiace. Grazie di avermi avvertito. Le mie condoglianze”; chiedo della cerimonia funebre e qualche altra piccola cosa. Ricevo alcune indicazioni. Poi controllo un servizio di messaggeria istantanea e mi accordo che avevo già ricevuto le informazioni di cui avevo bisogno. Mi viene in mente che il 20 marzo ho un importante evento che devo gestire in prima persona. Provo a chiedere il giorno successivo altre possibilità. Le condizioni atmosferiche particolarmente inclementi e la preparazione per l’impegno pomeridiano non mi aiutano. Non riesco ad andare. Ecco dunque il bisogno di impiegare questo spazio per alcune riflessioni e un saluto.

Roma, 19 dicembre 2022. Una foto della visita del dottor Alessandro Gionfrida e del sottoscritto al professor Elio Lodolini

Ci sono momenti nella vita di una persona che senti. Uno di questi, sin dallo scorso settembre 2022, era di andare a salutare il professore Lodolini. Chiesi all’amico Alessandro di accompagnarmi, pensavo che il professore non si ricordasse di me e che magari Alessandro, uno dei suoi allievi migliori, potesse invece essere uno stimolo per lui.

Riuscii a sentire una delle figlie con cui concordai una data, il 19 dicembre, proprio il mio compleanno e un orario. Così raggiungemmo casa del professore qualche mese dopo e potemmo salire a salutarlo.

A dispetto delle mie riflessioni, il professore era lucido e consapevole, ricordava bene Alessandro ed ebbe qualche parola per me che, mi aveva focalizzato correttamente a suo tempo oltre 15 anni fa, quando leggeva e commentava alcuni articoli e saggi del Bollettino dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, una pubblicazione dalla vita breve e sfortunata, ma molto interessante e ricca di contributi di livello.

Fu un bel momento parlare nuovamente con lui e poterlo salutare. Il professore è sempre stato un uomo rigoroso e attento nella sua professione, il lato che conosco, e sapeva essere in grado di analizzare i temi dell’archivistica come pochi.

Rappresentante di una generazione di figure importanti, ha continuato ad insegnare a lungo tanto che, ancora nel 2007/2008, ebbi l’opportunità di sostenere un esame con lui (legislazione degli archivi che mi sarebbe piaciuto insegnare) all’antica Scuola Speciale Archivisti e Bibliotecari, anch’essa soppressa qualche tempo dopo dalla stessa università dove era stata fondata.

Dunque l’ultimo incontro fu gradevole, riconnettendo dei puntini di un disegno solo abbozzato alcuni tempi (anni) prima; inoltre ebbi l’opportunità di notare un certo sarcasmo e allegria per la visita che avevamo fatto e che ci permise di entrare in relazione, ancora una volta, con un maestro.

Di insegnamenti i Maestri che ho incontrato lungo la mia strada me ne hanno dati tanti e tanti sono stati i Maestri che hanno saputo instillare la curiosità e il dubbio verso il nuovo, verso la conoscenza. Di questi uno è senza tema di smentita proprio il professor Lodolini.

Dunque, sebbene non sia stato tecnicamente un suo allievo, tuttavia, mi sento aver appartenuto a quel gruppo di studiosi che voleva vedere negli Archivi e nell’archivistica una fase di formazione delle Istituzioni Pubbliche, attraverso quel processo di sedimentazione delle carte che in tempi recenti sembra essersi perso, almeno per alcune situazioni di grande impatto sul pubblico.

Ecco che, lasciando quella casa, ebbi davvero la sensazione di salutarlo per sempre. Apprezzai ed apprezzo il dono che fece a entrambi: una copia del suo ultimo volume con una dedica. Il professore veniva dal mondo formale della sua giovinezza e aveva continuato in questa società in fortissima transizione e mutamento a rispettare alcuni codici che, ai più di oggi, appaiono desueti.

A me resta il ricordo di un uomo piccolo di statura e grande nel pensiero che ha fatto tanto, non solo per la disciplina che ha insegnato a lungo, ma per tutto il Paese.

Grazie professore, grazie Maestro. Buon viaggio!

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La Grande Guerra dei Carabinieri – La mostra

Attorno al mese di giugno 2017, l’Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri pianificò di realizzare una mostra che potesse chiudere in modo dignitoso la ricorrenza del centenario della prima Guerra Mondiale.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 15 dicembre 2017, l’atrio del salone d’onore con i pannelli della mostra montati

Nella fase di pianificazione dell’evento è stato possibile considerare come un fattore di successo l’attribuzione della direzione del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri al capo ufficio Storico. Ciò ha permesso di mettere in sinergia lo sforzo delle professionalità presenti presso il Museo e presso l’Ufficio.

In questo modo, la riflessione che ne è emersa ha prodotto un risultato di primo piano in relazione allo scopo che i due istituti culturali si erano prefissi: ricordare nel modo più completo possibile il contributo dell’Arma dei Carabinieri e dei militari stessi allo sforzo del Paese nel corso della prima Guerra Mondiale.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 15 dicembre 2017, uno scorcio del salone d’onore con i pannelli della mostra montati

Idealmente, si è ritenuto indispensabile spiegare al grande pubblico cosa significava essere Carabiniere a partire dal 1914 e sino al termine del conflitto; quali responsabilità erano in capo al singolo militare, talvolta in servizio isolato, e cosa i comandi si aspettavano dai Carabinieri.

Ecco che, dunque, si è parlato del periodo della neutralità con la furia interventista che riuscì ad avere ragione di buona parte della politica e dell’opinione pubblica. Si è affrontato il ruolo dell’Arma nella mobilitazione di tutto un esercito come mai era accaduto in Italia sino a quel momento e quindi del ruolo nel corso delle operazioni militari.

In questo senso, i Carabinieri prestarono servizio in prima linea e nelle retrovie, spesso combattendo fianco a fianco con i soldati che avrebbero dovuto controllare, talvolta, prendendo essi stessi l’iniziativa di fronte alla morte in combattimento di un ufficiale o di un comandante.

I Carabinieri ebbero un ruolo importante anche nel servizio militare di controspionaggio come ricorda, tra l’altro, un bel contributo poi pubblicato, ma furono piuttosto numerosi come componente nella giovanissima arma aerea che visse uno sviluppo incredibile proprio a causa della guerra.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 15 dicembre 2017, il Direttore del Museo, colonnello Alessandro Della Nebbia introduce agli studenti delle scuole superiori la mostra. Al suo fianco il Vice Comandante Generale, Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Coppola e il professore Lucio Villari.

Nella costruzione del percorso, non si sono volute dimenticare altre funzioni che i Carabinieri più anziani, o al contrario, i più giovani e meno esperti, dovevano assolvere come il servizio d’istituto nei territorio che non erano direttamente investiti dalle operazioni belliche o, il troppo spesso silente, compito nei servizi TF e TC, cioè Tutela Ferrovie e Tutela Coste, per impedire incursioni di battelli nemici, sbarchi di sabotatori o recupero di spie.

Insomma, nel corso del primo Conflitto Mondiale fu possibile trovare Carabinieri ovunque, anche all’estero. Se si vuole, la parte più rappresentativa fu garantita dalle tournée della Banda della legione Allievi (non ancora Banda dell’Arma), ma contingenti di Carabinieri furono presenti in Francia, in Grecia, Macedonia, Albania, Palestina e finanche in Cina e a Vladivostok, insieme al maggiore Cosma Manera, nell’estrema punta della Russia devastata dalla rivoluzione.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 22 febbraio 2018. Un momento dell’iniziativa “Il teatro al Museo” realizzata interamente in-house dal personale del Museo. Sul palco il maresciallo Vincenzo Longobardi e l’appuntato Daniele Mancinelli.

Uno degli aspetti più interessanti e più belli di quell’iniziativa fu l’attiva partecipazione corale del personale sia del Museo Storico, sia dell’Ufficio Storico che offrì un contributo grande e disinteressato che andò ben oltre il normale senso del dovere di ciascun militare dell’Arma. In questa occasione, tutti si sentirono interamente e interiormente partecipi dell’onere collettivo e condiviso di realizzare una mostra che aiutasse i cittadini a comprendere uno dei momenti più difficili per la storia del nostro Paese e che portò anche grandi sofferenze nella famiglia dell’Arma.

Furono realizzati anche alcuni eventi collegati alla mostra. Il “teatro al Museo” faceva parte delle iniziative, al pari di presentazione di volumi, tavole rotonde e momenti musicali curati dalla Banda dell’Arma. Insomma, si trattò di un periodo molto fecondo di iniziative che riscosse grande successo di pubblico e un interesse superiore alle aspettative degli stessi organizzatori.

Con un pò di ritardo anche a causa della situazione pandemica, fu poi pubblicato anche un volume strettamente collegato all’evento, ma di questo se ne potrà parlare in un’altra occasione.

A presto!

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 25 gennaio 2018. Tavola rotonda “Intelligence e counter-intelligence nella prima Guerra Mondiale”. Il tavolo dei relatori.