
Come di consueto, il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri è liberamente fruibile con possibilità di scaricarne il contenuto completo dal sito dell’Arma.
La copertina a colori, recente novità del periodico divulgativo dell’Arma, apre con la sfilata per Roma di unità del Regio Esercito che entrano da Porta del Popolo; l’immagine è centrata sui due Carabinieri Reali a cavallo in primo piano.
Il fascicolo è aperto con un contributo su di un Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali meno noto, Bruto Bruti, che suggerisce l’autore accompagnò l’Arma nel XX secolo. Un secondo contributo è dedicato ai Carabinieri Reali in Spagna durante la guerra civile al quale si rinvia.
Un articolo molto attento alla ricostruzione degli avvenimenti è quello a firma di Giovanni Salierno che si concentra sul ruolo dei Carabinieri nell’occupazione di Roma al seguito del corpo di osservazione del generale Cadorna, dal quale è stata scelta la copertina del periodico. Qui l’autore è attento nel ricostruire il ruolo di polizia militare e di intelligence dell’Arma, quest’ultimo svolto egregiamente da quell’Arma territoriale dislocata sul confine con lo Stato Pontificio. Inoltre, molto correttamente, si indica il passaggio dei Carabinieri dalla catena di comando militare e con le funzioni più tipicamente assegnate quale prima Arma dell’Esercito a quella forza dell’ordine con la costituzione della Divisione Carabinieri Reali di Roma agli ordini del luogotenente colonnello Francesco Mariani, primo vero e proprio comandante dei Carabinieri di Roma e provincia.
Una bella storia, si potrebbe dire sconosciuta, è invece quella raccontata da Simona Giarrusso che, con La mammina austriaca, ci permette di scoprire quella solidarietà umana che il dramma della guerra nazi-fascista e poi dell’internamento di tanti militari italiani, compresi i Carabinieri, non aveva cancellato. Meritoria è l’opera dell’autrice che fa emergere la vicinanza di chi “non si girò dall’altra parte”, in questo caso in Austria, ma venne in soccorso di alcuni Carabinieri incontrati quasi per caso lungo la strada mentre questi si recavano al lavoro coatto imposto dalla Germania nazista alla compiacente e succube RSI. Dita von Steiner-Lehnburg ricevette la Stella della Solidarietà Italiana di seconda classe per ciò che aveva fatto a favore di tanti Carabinieri. Così conclude l’autrice: Ma, forse, il riconoscimento più grande per l’opera della Mammina non fu una medaglia, un nastrino o una ricompensa economica. Furono parole, gesti, ricordi, di coloro che le furono debitori per tutta la vita.
Nella rubrica “A proposito di …” compare un contributo di Flavio Carbone intitolato “La memoria della collettività”, sull’apposizione di una pietra d’inciampo davanti l’abitazione del tenente colonnello Giovanni Frignani, nell’ambito di una iniziativa più vasta curata dall’associazione AMUSE sul territorio del secondo municipio di Roma.
L’armaiolo del Museo Storico, Daniele Mancinelli, da un fucile Carcano-Mannlicher 1891 modificato per il tiro ravvicinato, riporta alla memoria alcuni episodi di criminalità che colpirono l’Isola di Sardegna per alcuni lustri e per i quali l’Arma pagò, anche questa volta, un tributo di sangue.
In Carabinieri da ricordare, Giovanni Iannella ripercorre la storia e la vita di due militari provenienti dallo stesso piccolo comune del frusinate. gli appuntati Gaetano Branca e Orlando Macari, due uomini in uniforme che hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale e sono poi ritornati, senza però raccontare alla famiglia le proprie vicissitudini, rimaste nei piccoli gesti come, nel caso di Macari, l’usanza del te. Di quest’ultimo si segnalano alcune fotografie del periodo in cui prestò servizio in Sicilia nel contrasto al banditismo.
Negli almanacchi del centenario e del bicentenario (chi scrive ha potuto curare quest’ultimo con una certa continuità sino al 2024), compaiono: per il primo, la notizia della scomparsa di un vero eroe dell’Arma, il Carabiniere Leone Carmana, di cui il notiziario ha già parlato nel 2019, mentre nel secondo la nota è intitolata “Ai vertici dei Cavalleggeri di Sardegna”. In questo caso, sulla base di quasi venticinque anni di studio e ricerca nel campo della storia militare, è opportuno fare qualche precisazione.

Tuttavia, lascio al lettore di leggere quel contributo e proporre, se ritiene, alcuni suggerimenti in merito al testo. Intelligenti pauca.
Una carrellata su episodi diversi, dai singoli atti di valore, all’estensione del controllo del territorio, alla lotta contro la criminalità sarda, agli atti di pietà umana di una donna austriaca. Ecco, che la rivista riesce a raccogliere e mettere insieme, con un unico filo narrativo della storia dell’Arma, i diversi contenuti che appassionati, divulgatori e studiosi qualificati propongono.
Resta indubbio il grande valore divulgativo del Notiziario Storico che rappresenta un importante mezzo di conoscenza di tante storia della Storia dell’Arma, all’interno della più grande Storia d’Italia.
Tanto è stato scritto, ma tanto resta ancora da scrivere.
Buona lettura!




