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Museo storico Public History recensione storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

SPRUNGEINSATZ MONTEROTONDO 9-10 settembre 1943

Perché parlare di un libro dedicato ad un episodio minore della primissima fase della Resistenza ai tedeschi?

Giovedì 2 ottobre 2025, presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, nell’ambito de I giovedì del Museo, l’autore, dottor Guido Ronconi, moderato dal tenente colonnello Flavio Carbone, ha presentato il volume Sprungeinsatz Monterotondo 9-10 settembre 1943, apparso oramai qualche tempo fa- Ha accompagnato la presentazione l’aiuto significativo del dottor Giovanni Cecini.

Dunque, si crede utile rispondere alla domanda iniziale. Innanzitutto, va ricordato che i Carabinieri presenti a Monterotondo ebbero un ruolo di primo piano nella difesa delle installazioni militari presenti, ovvero, lo Stato Maggiore del Regio Esercito che si era spostato da Roma alla sua sede di campagna.

Un secondo elemento, davvero non banale, è l’attività condotta dall’autore nel fare una ricerca che ha impegnato non poco tempo e risorse e che guarda con attenzione anche a fonti che generalmente non sono avvicinate dagli studiosi italiani.

Ma andiamo con ordine.

Ci vuole tempo nel fare le cose. Va anche detto che bisogna liberarsi da tanti impegni per dedicarsi a questa attività di blogging, come in tante altre.

2 ottobre 2025. Il salone d’onore con il pubblico presente

Così abbiamo pensato di dedicare un post ad una iniziativa che è partita da molto lontano e che si concentra su di una vicenda considerata minore, cioè una operazione militare condotta a Monterotondo il 9-10 settembre 1943, dove anche in questo caso i Carabinieri combatterono, insieme ad altre unità del Regio Esercito, per contrastare un’azione di paracadutisti tedeschi che tendeva a catturare l’intero Stato Maggiore italiano. Purtroppo, l’intelligence non deve mai essere stato il punto forte tedesco, tanto che non avevano idea che stavano attaccando un palazzo semivuoto. Ciò non fece venire meno la difesa delle Forze Armate italiane che ebbero la meglio.

Dunque iniziamo con un ringraziamento al dottor Guido Ronconi che ha accettato di presentare il volume nel Museo Storico dell’Arma, sotto la moderazione di Flavio Carbone e con la collaborazione attiva di Giovanni Cecini, storico, divulgatore e YouTuber ben noto negli ambienti della Storia Militare e anche per voi che siete lettori di questo blog.

La presentazione è stata introdotta da un saluto iniziale del Direttore del Museo Storico, tenente colonnello Raffaele Gesmundo, a cui ha fatto seguito il parigrado Flavio Carbone. Con l’ingresso in scena del dottor Giovanni Cecini, si è avviata la discussione soprattutto offrendo un contesto militare nel quale si è sviluppata l’operazione dei paracadutisti. Quindi, intorno ad un episodio così particolare, è continuata la discussione concentrata sull’opera di Guido Ronconi che ha avuto il grande merito di chiarire il clima di quei giorni drammatici e di mettere chiaramente in mostra la combattività dei reparti italiani con comandanti capaci e motivati.

Non crediamo sia necessario dire di più, perché in realtà è stato possibile unire le forze e realizzare un video disponibile su YouTube, all’interno del canale della Storia dei Carabinieri, su quello di Giovanni Cecini e infine rilasciato da Guido Ronconi sui suoi canali.

A questo punto non sembra il caso di rinviarvi che all’ascolto della presentazione.

Alla prossima!

PS Vi ricordiamo che il principale canale delle nostre iniziative è il blog che affianca e integra il podcast La Storia dei Carabinieri. Ascoltateci sulle principali piattaforme di distribuzione di podcast, a vostra scelta e piacere!

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Esposizione museale Museo storico storia dell'Arma dei Carabinieri

Un salto al Museo Storico

di Samanta Segatori

Si ringrazia la Professoressa Samanta Segatori per aver condiviso nel blog La Storia dei Carabinieri alcuni brevi passaggi di due visite che ha curato, con altre docenti della Scuola, presso il Museo Storico dell’Arma.

11 novembre 2025.

L’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria arriva al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri con due classi terze della scuola secondaria di primo grado.

Accolte con un emozionante concerto dal Quartetto di sax della Banda dell’Arma, iniziano poi un percorso tra storia, arte, documenti e testimonianze.

I ragazzi si fermano a lungo davanti ai dipinti raffiguranti “La carica di Pastrengo”, il sacrificio di Salvo d’Acquisto e ripercorrono, insieme al Capitano Anna Cipparrone, momenti salienti dal Risorgimento alla storia contemporanea.

Rimangono ammutoliti e commossi davanti alla teca in cui sono riposte le armi deformate dal calore e sporche di terra così come quando sono state raccolte dopo la strage del 12 novembre 2003 a Nassiriya.

I ragazzi rivivono in quel racconto il dramma della strage di quegli uomini uccisi dall’esplosivo, dei dodici carabinieri mai più tornati a casa.

Rimangono colpiti dai doni lasciati dalle scuole per rendere omaggio alle donne e agli uomini che ogni giorno indossano la divisa anche e soprattutto per loro.

19 marzo 2026.

Una classe dell’Istituto Comprensivo del Parco della Vittoria, la 3 L, accompagnata dalla Professoressa Samanta Segatori, torna al Museo, in quel luogo che con garbo, calore e grande competenza li aveva accolti.

Portano con loro piccoli doni pensati e realizzati come un grazie sentito ed emozionato per tutto quello che le Forze Armate e l’Arma dei Carabinieri in particolare fanno ogni giorno.

Nel corso dell’incontro, il Direttore del Museo ha offerto un volume della Storia dell’Arma

Hanno riflettuto a lungo su cosa ideare, volevano qualcosa di speciale. Sono accolti nel Salone d’onore dal Direttore, Colonnello Gaetano Vitucci, e da alcuni militari:  il Capitano Anna Cipparrone, il Vice Brigadiere Daniele Mancinelli e l’Appuntato Scelto QS Edoardo Grossi.

I ragazzi raccontano le loro idee, presentano le loro testimonianze, condividono le loro emozioni e sono gli unici protagonisti di un momento speciale e irripetibile.

Alcuni studenti della 3L dell’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria con la Professoressa Samanta Segatori al termine della visita al Museo Storico.

Così tra foto di rito, risate e chiacchiere, ringraziano l’Arma dei Carabinieri per il tempo che ha loro concesso e le emozioni che ha saputo loro regalare, ma ciò che più conta è che si vada oltre.

Emerge ancora una volta quanto sia importante il rapporto nato tra la scuola e il Museo e si progettano collaborazioni future e nuovi incontri dettati dalla consapevolezza che oggi la scuola come istituzione non è un microcosmo chiuso in se stesso, ma un luogo la cui anima ha necessità di proiettarsi all’esterno per fare rete sociale.

La Scuola è diventata negli anni “piattaforma relazionale”, spazio di condivisione, di inclusione che ha necessità di incontrare l’altro, anche e soprattutto attraverso realtà che, come il Museo Storico dell’Arma, rappresentano, storia, arte e cultura della legalità.

Un momento di dialogo tra alcuni studenti e il capitano Anna Cipparrone, ufficiale in servizio al Museo Storico.

Qui i ragazzi hanno sperimentato un concetto di connessione a tutto tondo, sono stati accolti e guidati nelle variegate storie di chi ha scelto di indossare una divisa a servizio degli altri, di chi crede che i valori studiati nel percorso risorgimentale esistano ancora e soprattutto che non siano obsoleti, ma ancora adeguatamente rappresentati da donne e uomini che credono fermamente nel giuramento prestato.

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storia dell'Arma dei Carabinieri

Notiziario Storico 1/2026

Come di consueto, il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri è liberamente fruibile con possibilità di scaricarne il contenuto completo dal sito dell’Arma.

La copertina a colori, recente novità del periodico divulgativo dell’Arma, apre con la sfilata per Roma di unità del Regio Esercito che entrano da Porta del Popolo; l’immagine è centrata sui due Carabinieri Reali a cavallo in primo piano.

Il fascicolo è aperto con un contributo su di un Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali meno noto, Bruto Bruti, che suggerisce l’autore accompagnò l’Arma nel XX secolo. Un secondo contributo è dedicato ai Carabinieri Reali in Spagna durante la guerra civile al quale si rinvia.

Un articolo molto attento alla ricostruzione degli avvenimenti è quello a firma di Giovanni Salierno che si concentra sul ruolo dei Carabinieri nell’occupazione di Roma al seguito del corpo di osservazione del generale Cadorna, dal quale è stata scelta la copertina del periodico. Qui l’autore è attento nel ricostruire il ruolo di polizia militare e di intelligence dell’Arma, quest’ultimo svolto egregiamente da quell’Arma territoriale dislocata sul confine con lo Stato Pontificio. Inoltre, molto correttamente, si indica il passaggio dei Carabinieri dalla catena di comando militare e con le funzioni più tipicamente assegnate quale prima Arma dell’Esercito a quella forza dell’ordine con la costituzione della Divisione Carabinieri Reali di Roma agli ordini del luogotenente colonnello Francesco Mariani, primo vero e proprio comandante dei Carabinieri di Roma e provincia.

Una bella storia, si potrebbe dire sconosciuta, è invece quella raccontata da Simona Giarrusso che, con La mammina austriaca, ci permette di scoprire quella solidarietà umana che il dramma della guerra nazi-fascista e poi dell’internamento di tanti militari italiani, compresi i Carabinieri, non aveva cancellato. Meritoria è l’opera dell’autrice che fa emergere la vicinanza di chi “non si girò dall’altra parte”, in questo caso in Austria, ma venne in soccorso di alcuni Carabinieri incontrati quasi per caso lungo la strada mentre questi si recavano al lavoro coatto imposto dalla Germania nazista alla compiacente e succube RSI. Dita von Steiner-Lehnburg ricevette la Stella della Solidarietà Italiana di seconda classe per ciò che aveva fatto a favore di tanti Carabinieri. Così conclude l’autrice: Ma, forse, il riconoscimento più grande per l’opera della Mammina non fu una medaglia, un nastrino o una ricompensa economica. Furono parole, gesti, ricordi, di coloro che le furono debitori per tutta la vita.

Nella rubrica “A proposito di …” compare un contributo di Flavio Carbone intitolato “La memoria della collettività”, sull’apposizione di una pietra d’inciampo davanti l’abitazione del tenente colonnello Giovanni Frignani, nell’ambito di una iniziativa più vasta curata dall’associazione AMUSE sul territorio del secondo municipio di Roma.

L’armaiolo del Museo Storico, Daniele Mancinelli, da un fucile Carcano-Mannlicher 1891 modificato per il tiro ravvicinato, riporta alla memoria alcuni episodi di criminalità che colpirono l’Isola di Sardegna per alcuni lustri e per i quali l’Arma pagò, anche questa volta, un tributo di sangue.

In Carabinieri da ricordare, Giovanni Iannella ripercorre la storia e la vita di due militari provenienti dallo stesso piccolo comune del frusinate. gli appuntati Gaetano Branca e Orlando Macari, due uomini in uniforme che hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale e sono poi ritornati, senza però raccontare alla famiglia le proprie vicissitudini, rimaste nei piccoli gesti come, nel caso di Macari, l’usanza del te. Di quest’ultimo si segnalano alcune fotografie del periodo in cui prestò servizio in Sicilia nel contrasto al banditismo.

Negli almanacchi del centenario e del bicentenario (chi scrive ha potuto curare quest’ultimo con una certa continuità sino al 2024), compaiono: per il primo, la notizia della scomparsa di un vero eroe dell’Arma, il Carabiniere Leone Carmana, di cui il notiziario ha già parlato nel 2019, mentre nel secondo la nota è intitolata “Ai vertici dei Cavalleggeri di Sardegna”. In questo caso, sulla base di quasi venticinque anni di studio e ricerca nel campo della storia militare, è opportuno fare qualche precisazione.

Tuttavia, lascio al lettore di leggere quel contributo e proporre, se ritiene, alcuni suggerimenti in merito al testo. Intelligenti pauca.

Una carrellata su episodi diversi, dai singoli atti di valore, all’estensione del controllo del territorio, alla lotta contro la criminalità sarda, agli atti di pietà umana di una donna austriaca. Ecco, che la rivista riesce a raccogliere e mettere insieme, con un unico filo narrativo della storia dell’Arma, i diversi contenuti che appassionati, divulgatori e studiosi qualificati propongono.

Resta indubbio il grande valore divulgativo del Notiziario Storico che rappresenta un importante mezzo di conoscenza di tante storia della Storia dell’Arma, all’interno della più grande Storia d’Italia.

Tanto è stato scritto, ma tanto resta ancora da scrivere.

Buona lettura!

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storia dell'Arma dei Carabinieri

Raccolte di poesie

“Carabinieri di ieri e di oggi”

I Carabinieri, in servizio e in congedo, coltivano passioni, interessi e tante piccole cose che il tempo libero aiuta a sviluppare.

Tra i tanti, si può segnalare il lavoro di Pasquale Tridente, militare dell’Arma in congedo che ha scoperto l’interesse per la ricerca storica, ma soprattutto per la poesia, una forma d’arte letteraria che spaventa molti e allontana tanti.

In effetti, già nel 2011 era apparso “Gocce di memoria”, una raccolta di poesie che celebra l’Arma e la figura del Carabiniere, sia del passato, sia di quel presente.

Da qui la sfida, la riflessione e la scrittura di brevi componimenti poetici che possono suscitare l’interesse e l’attenzione verso i Carabinieri, il vero tema dell’autore, siano stati quelli più antichi (di ieri), siano quelli di oggi che vediamo a bordo di nuove autovettura potenti.

La raccolta, pubblicata nel 2024, è composta da 16 poesie realizzate per ricordare che “quello che lasci oggi è perduto, perché domani è un altro giorno”.

L’autore introduce il testo con una piccola presentazione e poi per ciascuna poesia una piccola descrizione ne permette di cogliere il significato.

Tra le tante, si segnalano:

Nobile sorrisoin ricordo del Maresciallo Maggiore Domenico De Maria, comandante della Stazione Carabinieri di Teano, che curò personalmente l’arruolamento dell’autore
Una fiamma che brillain dedica al Maresciallo Canio Coviello, “storico Carabiniere della Stazione di Teano”, da appuntato a brigadiere a maresciallo e quindi comandante di Stazione
Alba funestadedicata al Carabiniere Scelto Raffaele De Rosa, con cui l’autore aveva diviso il servizio presso la Tenenza di Abbadia San Salvatore, deceduto in servizio nel 1982, in provincia di Foggia
Marinoper il Maresciallo Marino Di Resta, MOVM. Conosciuto dall’autore nel paese natale di ponte di Sessa Aurunca

C’è dunque una attenzione alla memoria, a quelle persone in uniforme conosciute nel piccolo ambito del territorio di un comune o di una provincia che hanno quotidianamente prestato servizio a favore della collettività, talvolta pagando il prezzo più alto, come nel caso del Maresciallo Marino Di Resta.

Nei suoi testi, l’autore esprime emozioni e pensieri profondi legati a quel mondo della realtà territoriale dell’Arma dei Carabinieri, quel piccolo mondo, oramai dal sapore antico, dove si coltivavano rapporti soliti e amicizie durature, proprio quelle che Pasquale Tridente evoca nel suo libricino.

Una visione sincera di quel mondo analogico e di un tempo che non torna più; un pensiero ai tanti che lo hanno preceduto lungo il cammino dei giusti.

Buona lettura!

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comunicazione Public History storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

il Notiziario Storico … a colori

una nuova iniziativa della Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma

Si segnala con curiosità una nuova iniziativa del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri.

A partire dal numero 4 del 2025, la copertina della rivista storica di divulgazione online si presenta con un’immagine a colori.

Nel caso del fascicolo in questione si vedono due Carabinieri in uniforme grigioverde che osservano la città di Atene dal Partenone.

L’immagine scelta è di grande efficacia e la colorazione rende merito all’immagine selezionata. Non ci sono indicazioni in merito a chi ha proceduto alla colorazione successiva, dunque si può ritenere che sia attribuibile a chi si occupa della grafica del periodico, Giovanni Iannella, al quale vanno sicuramente i meriti di un lavoro di qualità, silenzioso e apprezzato.

In merito alla foto, tuttavia, è necessario un piccolo approfondimento.

La selezione è caduta su di una immagine che non rappresenta i militari nella valle dei Templi come recita genericamente la didascalia della foto prescelta “Pattuglia di Carabinieri in Sicilia”, bensì riguarda il periodo di occupazione da parte delle truppe italiane della Grecia. Si può osservare il panorama della città di Atene prima dell’esplosione cementizia che ha devastato la città negli anni del secondo dopoguerra.

Per gli urbanisti si parla di Polykatoikia, ovvero edificazione di edifici in cemento armato, compresi tra quattro e sette piani, senza un piano regolare centralizzato che ha dato vita ad una espansione cittadina disordinata.

In finale, l’immagine a colori che è stata scelta rappresenta bene un territorio con uno sviluppo ancora regolare.

Il fascicolo 5 (settembre/ottobre) 2025, riproduce una bella immagine a colori di una cartolina della legione Carabinieri Reali di Tirana. In questo caso, oltre al cartiglio in italiano e in albanese, si nota un Carabiniere Reale che indossa la GUS in piedi nella posizione di riposo, imbracciando il moschetto 91/38. Un’aquila albanese osserva severamente il militare, mentre sullo sfondo compare la città (forse Tirana) con la montagna intorno e il golfo.

Una granata con la fiamma sovrasta l’aquila, mentre lo stemma araldico compare vicino le gambe del Carabiniere. 3 cerchi rappresentano alcune viste di località albanesi.

La copertina del fascicolo 5 (settembre/ottobre) 2025

Concludendo, la scelta di dare vita ad una copertina a colori rappresenta una piccola e interessante novità accattivante, in grado di attrarre nuove appassionati lettori alla rivista che, con il fascicolo 6 (novembre/dicembre) 2025, chiude definitivamente il decimo anno di vita.

Lunga vita al Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri e al suo progetto di comunicazione della Storia!

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Notiziario Storico 3/2024

Un fascicolo prima dell’estate

Pubblicato il fascicolo maggio/giugno 2024 che ci permette di avvicinarci alla lettura prima della consueta pausa estiva (almeno per chi va a scuola).

Abbiamo di fronte un ulteriore contributo dedicato alla storia dei Carabinieri.

Noi vi consigliamo di sfogliarlo sullo schermo di un televisore o di un personal computer, partendo dall’inizio ma se credete potete anche scaricarlo e leggerlo sul tablet o smartphone.

La pagina web dell’Arma dei Carabinieri dedicata al Notiziario Storico 3/2024

Ne Le pagine di storia si parla della memorie di un ufficiale che ha vissuto la triste fase dell’internamento sotto il giogo tedesco, il diario di Cacopardo. Segue una storia del 2 giugno e continua la presentazione dei comandanti generali con il profilo di Fabrizio Lazari. Nelle Cronache di ieri il titolo è Il ladro e il carabiniere in cui si parla della morte in servizio del Carabiniere Angelo Mascalchi, ucciso a Cetraro nel 1933 durante un servizio per la cattura di un ladro che, nella fuga, lo freddò con un colpo di pistola alla tempia. A proposito di… tocca la 1a missione interfoze di polizia e la nascita dei Carabineros de Bolivia di Gerardo Severino, mentre La sottile “albertina” è il tema trattato da Daniele Mancinelli in Curiosando nel Museo dell’Arma. Pasquale Di Russo è invece narrato nei Carabinieri da ricordare. Infine, com’è oramai abitudine, conclude il notiziario L’Almanacco racconta facendoci fare un salto a cento e duecento anni fa.

Insomma si parla di comandanti, di Carabinieri e ufficiali, di estero (molto interessante il contributo di Gerardo Severino) e anche di armi con la nobile spada Albertina che troviamo al fianco degli ufficiali durante il periodo Carloalbertino per l’appunto.

In sostanza un altro numero da leggere e da studiare, in qualche caso, utile per arricchire quel bagaglio di conoscenze personali dedicate alla storia dell’Arma dei Carabinieri.

Buona lettura!

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Un caffè sospeso

Un pensiero al Maresciallo Aiutante sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza Marco Coira, Medaglia d’Oro al Valor Militare

All’inizio dell’avventura vissuta al Salone Internazionale del Libro di Torino dal 9 al 13 maggio 2024 con la Redazione della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, una notizia molto triste ha colpito non solo chi si impegna in questo progetto di Storia dei Carabinieri ma la comunità dell’Arma, del Gruppo Decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare, degli uomini e delle donne che avevano conosciuto il Maresciallo. Era scomparso Marco Coira.

Chi scrive non vuole ricordare il Comandante di Stazione di Roma Giardinetti e la sua ricompensa al Valor Militare. Già si è scritto tanto e c’è sempre il rischio di essere apologetici o ridondanti. Invece mi piace dedicare qualche riga alla persona. Ho conosciuto il Maresciallo al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri dove si è trovato per qualche mese tra il 2004 e il 2005 in qualità di addetto. Sia pure con lesioni importanti, Coira era un uomo d’azione. Il servizio al Museo non era per lui, avrebbe avuto bisogno di un altro incarico più operativo se si vuole. In ogni caso quella fu l’occasione in cui ebbi l’opportunità d’incontrarlo e di parlarci più volte.

Un’immagine istituzionale del Maresciallo Marco Coira con il nastrino della MOVM sul petto.

Una persona “alla buona”, schietta e diretta che diceva quel che pensava, ma sempre con tanto affetto per l’Istituzione che gli aveva dato tanto e alla quale aveva offerto tantissimo.

Secondo le informazioni reperibili su internet, la sua carriera era stata piuttosto normale, proprio come capitava allora. Era figlio di un sottufficiale degli agenti di custodia e nonostante fosse nato a Finale Ligure, trascorse la sua infanzia a Saluzzo alla quale era legato e da cui partì nel 1968 per arruolarsi poi nella Legione Allievi Carabinieri di Roma, Gruppo Squadroni a cavallo. Infatti, sapeva montare o almeno lo sapeva fare in gioventù. Ricordo con piacere che se ne parlava e emergevano i luoghi della caserma “De Tommaso” e gli uomini che la popolavano alla fine degli anni Sessanta. Con la promozione a Carabiniere fu destinato alla Legione di Palermo in un territorio che si prestava al servizio di squadriglia dove fu destinato. La sua permanenza fu limitata a qualche anno perché nel 1974 vinse il concorso per l’ammissione alla Scuola Sottufficiali da cui uscì vicebrigadiere e destinato al Nucleo Radiomobile di Venaria Reale in qualità di capo equipaggio. Da lì tornò a Velletri nel 1980 ma non alla Scuola bensì alla Compagnia Carabinieri per essere destinato quale addetto al Nucleo Operativo. Nel 1986 divenne comandante della Stazione di Capranica Prenestina per essere destinato nel 1991 alla Stazione di Roma Giardinetti dove vi rimase sino al 2004. Destinato qualche mese al Museo Storico, dal 2005 al 2007 fu destinato al Commissariato Generale per le Onoranze ai caduti in guerra.

Al Museo Storico, Coira era stato anche a contatto con un’altra Medaglia d’Oro al Valor Militare vivente, il generale di brigata (ruolo d’onore) Umberto Rocca che poi ha ritrovato al Gruppo Decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Come avevo accennato, si trattava di un persona dal buon carattere con la quale avevamo intrapreso una serie di conversazioni molto gradevoli che guardavano principalmente all’Arma dei Carabinieri, alle trasformazioni in atto, ai cambiamenti della società e a quel “mestiere” di Carabiniere che stava mutando negli anni. Certamente ciascuno di noi aveva le sue idee ma spesso ci trovavamo su punti comuni che guardavano a quell’Arma oramai superata come bagaglio di esperienze per la costruzione del presente e la visione del futuro.

Una foto apparsa su “Il Carabiniere” di maggio 2023 con i membri del Gruppo Decorati Medaglie d’Oro al Valor Militare alla presenza del Presidente della Repubblica e del Ministro della Difesa in occasione dei cento anni di fondazione dell’associazione,

Spesso capitava al Museo di prendere un caffè insieme soprattutto per chi all’epoca era meno vincolato dagli impegni di lavoro e si poteva muovere con una certa flessibilità. Ed altri ne avremmo presi negli anni successivi sino al 2018 quando poi altri impegni non mi hanno più permesso di essere presente su base regolare a Roma. Qualche altra volta era ancora capitato con qualche difficoltà di riuscire a vederci e chiacchierare.

L’ultima conversazione la ricordo alla fine del 2023, mi diceva che ora si era ritirato e che veniva poco a Roma, preferendo la campagna e il riposo. Avevamo ancora un caffè sospeso da prendere insieme.

Capiterà più avanti. Grazie di tutto Maresciallo Coira!

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Notiziario Storico dell’Arma n. 2/2023

La presentazione

Il numero 2 del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri si apre con un articolo dedicato ai cento anni della costituzione dell’Arma Azzurra di Ciro Niglio che ricorda brevemente le origini dell’Aeronautica Militare e il ruolo che tanti Carabinieri ebbero nella partecipazione a quella fase eroica che furono gli anni della prima Guerra Mondiale.

Francesco Caldari ricorda le difficoltà del contrasto al brigantaggio post-unitario nella zona del Vulture e di Melfi attraverso le parole di Giuseppe Bourelly, che fu ufficiale dei Carabinieri Reali in quelle zone della Basilicata.

Carmelo Burgio, ufficiale generale dei Carabinieri ora in quiescenza, propone una lettura che titola Un passato nella Grande Armée, in cui propone le letture delle vicende militari di alcuni appartenenti ai Carabinieri Reali attraverso la lente del servizio sotto le bandiere dell’usurpatore, come Vittorio Emanuele I definiva Napoleone.

Fabrizio Sergi presenta l’opera dei Carabinieri in occasione dei “fatti di Misserio” in soccorso della popolazione tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Sessanta, ma soprattutto nel 1958, allorquando il territorio dell’entroterra messinese fu colpito da una serie di calamità naturali, principalmente attraverso smottamenti di terreno ed esondazioni del fiume Savoia che tanti problemi creò alla popolazione del posto.

Giorgio Pellegrini racconta di André Mare, un pittore cubista francese che ha saputo rappresentare il cappellone dei Carabinieri negli anni della prima Guerra Mondiale probabilmente incuriosito o forse affascinato dalla famosa Lucerna da Carabiniere.
Daniele Mancinelli, armaiolo del Museo Storico, ci fa scoprire invece una trasformazione di un’arma bianca trattandosi di una lama dalla storia interessante, tramutatasi da sciabola da ufficiale in leppa da bandito come presenta il titolo al suo articolo.

Nei Carabinieri da ricordare, questo numero presenta il brigadiere pilota Zelindo Pancani, uno dei militari dell’Arma che più si distinse nel corso del primo Conflitto Mondiale a bordo di quei velivoli così traballanti come solo potevano essere i tanti mezzi aerei delle aviazioni nel corso della Grande Guerra.

Chiudono il notiziario gli almanacchi del 1823 con i Carabinieri in Sardegna e quello del 1923 con il conferimento della medaglia di bronzo al valor militare “alla memoria” all’Appuntato Alcibiade Cavalieri.

Al prossimo numero!

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La Grande Guerra dei Carabinieri – La mostra

Attorno al mese di giugno 2017, l’Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri pianificò di realizzare una mostra che potesse chiudere in modo dignitoso la ricorrenza del centenario della prima Guerra Mondiale.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 15 dicembre 2017, l’atrio del salone d’onore con i pannelli della mostra montati

Nella fase di pianificazione dell’evento è stato possibile considerare come un fattore di successo l’attribuzione della direzione del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri al capo ufficio Storico. Ciò ha permesso di mettere in sinergia lo sforzo delle professionalità presenti presso il Museo e presso l’Ufficio.

In questo modo, la riflessione che ne è emersa ha prodotto un risultato di primo piano in relazione allo scopo che i due istituti culturali si erano prefissi: ricordare nel modo più completo possibile il contributo dell’Arma dei Carabinieri e dei militari stessi allo sforzo del Paese nel corso della prima Guerra Mondiale.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 15 dicembre 2017, uno scorcio del salone d’onore con i pannelli della mostra montati

Idealmente, si è ritenuto indispensabile spiegare al grande pubblico cosa significava essere Carabiniere a partire dal 1914 e sino al termine del conflitto; quali responsabilità erano in capo al singolo militare, talvolta in servizio isolato, e cosa i comandi si aspettavano dai Carabinieri.

Ecco che, dunque, si è parlato del periodo della neutralità con la furia interventista che riuscì ad avere ragione di buona parte della politica e dell’opinione pubblica. Si è affrontato il ruolo dell’Arma nella mobilitazione di tutto un esercito come mai era accaduto in Italia sino a quel momento e quindi del ruolo nel corso delle operazioni militari.

In questo senso, i Carabinieri prestarono servizio in prima linea e nelle retrovie, spesso combattendo fianco a fianco con i soldati che avrebbero dovuto controllare, talvolta, prendendo essi stessi l’iniziativa di fronte alla morte in combattimento di un ufficiale o di un comandante.

I Carabinieri ebbero un ruolo importante anche nel servizio militare di controspionaggio come ricorda, tra l’altro, un bel contributo poi pubblicato, ma furono piuttosto numerosi come componente nella giovanissima arma aerea che visse uno sviluppo incredibile proprio a causa della guerra.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 15 dicembre 2017, il Direttore del Museo, colonnello Alessandro Della Nebbia introduce agli studenti delle scuole superiori la mostra. Al suo fianco il Vice Comandante Generale, Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Coppola e il professore Lucio Villari.

Nella costruzione del percorso, non si sono volute dimenticare altre funzioni che i Carabinieri più anziani, o al contrario, i più giovani e meno esperti, dovevano assolvere come il servizio d’istituto nei territorio che non erano direttamente investiti dalle operazioni belliche o, il troppo spesso silente, compito nei servizi TF e TC, cioè Tutela Ferrovie e Tutela Coste, per impedire incursioni di battelli nemici, sbarchi di sabotatori o recupero di spie.

Insomma, nel corso del primo Conflitto Mondiale fu possibile trovare Carabinieri ovunque, anche all’estero. Se si vuole, la parte più rappresentativa fu garantita dalle tournée della Banda della legione Allievi (non ancora Banda dell’Arma), ma contingenti di Carabinieri furono presenti in Francia, in Grecia, Macedonia, Albania, Palestina e finanche in Cina e a Vladivostok, insieme al maggiore Cosma Manera, nell’estrema punta della Russia devastata dalla rivoluzione.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 22 febbraio 2018. Un momento dell’iniziativa “Il teatro al Museo” realizzata interamente in-house dal personale del Museo. Sul palco il maresciallo Vincenzo Longobardi e l’appuntato Daniele Mancinelli.

Uno degli aspetti più interessanti e più belli di quell’iniziativa fu l’attiva partecipazione corale del personale sia del Museo Storico, sia dell’Ufficio Storico che offrì un contributo grande e disinteressato che andò ben oltre il normale senso del dovere di ciascun militare dell’Arma. In questa occasione, tutti si sentirono interamente e interiormente partecipi dell’onere collettivo e condiviso di realizzare una mostra che aiutasse i cittadini a comprendere uno dei momenti più difficili per la storia del nostro Paese e che portò anche grandi sofferenze nella famiglia dell’Arma.

Furono realizzati anche alcuni eventi collegati alla mostra. Il “teatro al Museo” faceva parte delle iniziative, al pari di presentazione di volumi, tavole rotonde e momenti musicali curati dalla Banda dell’Arma. Insomma, si trattò di un periodo molto fecondo di iniziative che riscosse grande successo di pubblico e un interesse superiore alle aspettative degli stessi organizzatori.

Con un pò di ritardo anche a causa della situazione pandemica, fu poi pubblicato anche un volume strettamente collegato all’evento, ma di questo se ne potrà parlare in un’altra occasione.

A presto!

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 25 gennaio 2018. Tavola rotonda “Intelligence e counter-intelligence nella prima Guerra Mondiale”. Il tavolo dei relatori.

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Museo storico storia dell'Arma dei Carabinieri

Ugo Luca, il libro

Museo Storico, 12 gennaio 2023, Il Carabiniere Ugo Luca

La presentazione del volume di Paolo Gaspari al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri il 12 gennaio 2023, è stata l’occasione per parlare della figura del “colonnello” Ugo Luca e, in generale, della sua vita professionale molto avventurosa.

12 gennaio 2023, Museo Storico dei Carabinieri, il generale Neosi presenta l’autore

Dopo la presentazione dell’autore ad opera del generale Antonino Neosi, ha moderato la serata il professor Gianni Oliva, già autore di una Storia dei Carabinieri pubblicata da Mondadori.

Il professor Gaspari introduce una fase delle operazioni della prima Guerra Mondiale in cui Ugo Luca fu coinvolto.

La presentazione in conclusione ha consentito di analizzare la complessa vita militare e professionale di Ugo Luca, studiata, analizzata e inserita all’interno del complesso periodo storico che lo vide protagonista a partire dalla campagna di Libia (o meglio guerra italo-turca) sino allo scioglimento del Corpo Forze Repressione Banditismo dopo la morte del bandito Salvatore Giuliano.

La fine delle operazioni in Sicilia non significò il termine della carriera di Ugo Luca che ci concluse con le spalline da generale a cui fece seguito l’incarico di Presidente dell’ente morale “Museo Storico dei Carabinieri”. Fu dunque una lunga vita sicuramente piena di emozioni e di rischi.

A voi la lettura del volume di Gaspari.