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Rivista Militare 170

Venerdì 27 marzo 2026, la Rivista Militare ha festeggiato i 170 anni di vita dalla sua antica fondazione

La Rivista Militare (già Rivista Militare italiana) presso la Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito, ha celebrato i 170 anni di vita. L’occasione ha permesso alla Direttore Responsabile e a tutto lo staff di ricordare adeguatamente la ricorrenza.

Per l’occasione, si è scelto dunque di realizzare un supplemento lasciandone la realizzazione a docenti e ricercatori universitari, ma anche di restituire un tangibile segno di riconoscenza ai convenuti. Dunque insieme al supplemento distribuito ai convenuti durante l’incontro, è stato possibile assistere alla presentazione di una cartolina commemorativa e all’annullo speciale realizzato per l’occasione.

Un bel momento di condivisione di un lungo percorso che è stato reso possibile grazie alla lungimiranza di un editore come Carlo Voghera e dei suoi eredi che hanno continuato a dare alle stampe il periodico sino al 1919.

La presentazione ha visto due principali relatori, il direttore responsabile del periodico da lunga data, colonnello Giuseppe Cacciaguerra, e il dottor Alessandro Bovini che si sono alternati nel conversare sul supplemento realizzato per ricordare i primi anni di vita del periodico e la lungimiranza dei fratelli Mezzacapo, ex allievi della Scuola Militare Nunziatella ed esuli a Torino, che vollero fortemente dare vita a un periodico dedicato agli studi militari.

A tale proposito sono ricordate le parole del Pinelli che affermava con molta onestà intellettuale che “esisteva nell’Armata Sarda la strana idea che lo studio a nulla valesse ad apprendere l’arte della guerra, ed il solo coraggio bastar potessi. Gli ufficiali studiosi, oltre ad essere quasi scherniti dai compagni che ironicamente chiamanvali “eruditi”, erano poi anche invisi al Governo” (p. 42). La cultura non piace(va).

Una storia insomma che nasce a Napoli, come tante vicende ma che poi diventa patrimonio della città ospite, una Torino risorgimentale che accoglie tanti esuli e diventa il punto di riferimento per la costruzione politica e sociale della nuova Italia unita, quel sogno che vedrà fronteggiarsi politicamente uomini del peso di Cavour, Mazzini, Garibaldi.

Insomma, un supplemento che mette in luce l’opera della Rivista Militare nella costruzione di un sapere tecnico-scientifico di altissimo livello, al pari dei migliori periodici del tempo.

Un aspetto molto interessante, però, lo fa emergere chiaramente il Direttore Responsabile Giuseppe Cacciaguerra quando sottolinea una caratteristica fondamentale della Rivista Militare, la possibilità di dibattere.

Si può affermare che fosse piuttosto comune sfogliare il periodico e scoprire tra gli autori ufficiali di gradi diversi, finanche dei subalterni che presentavano in quelle pagine le proprie idee e osservazioni sul funzionamento dei servizi o introducendo proposte di modifiche ordinative o ancora intervenendo sulla formazione delle reclute e sul ruolo dell’Esercito nella società. Ciò almeno sino alla Prima Guerra Mondiale, quando la censura rallentò il confronto per scomparire sotto il regime, per ritornare nelle parole del Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito (1943-1945), generale di corpo d’armata Paolo Berardi, si dovette attendere il primo numero del 1945 per poter avere almeno la parola del CSM a supporto di quel dialogo tra professionisti che si era interrotto ben prima del fascismo, ma che questo aveva generosamente mantenuto.

La mattinata si è conclusa con una piccola ma significativa cerimonia di apposizione dello speciale annullo postale realizzato proprio per l’occasione. Anche questa attenzione è stata particolarmente apprezzata dai presenti.

Un momento informale con gli amici Giovanni Cecini (Youtuber affermato) e Franco Di Santo (blogger di Storia e Soldati) entrambi attenti storici militari e non solo …

La presentazione è stata anche una grande occasione per incontrare e salutare altri studiosi e amici che non sempre il tempo e gli impegni aiutano a rivedere. In questo caso, tra gli altri, è stato un piacere salutare Franco Di Santo, ufficiale dell’Esercito in quiescenza, attento studioso di cose militari e blogger con Storia e Soldati, insieme a Giovanni Cecini, ben noto Youtuber concentrato sulla storia militare, ma anche su altri temi.

Infine, ci è parso più che opportuno salutare il Direttore Responsabile che ha avuto la grande capacità di portare avanti una rivista come quella dell’Esercito superando sfide brillanti e mettendo sempre in prima posizione l’interesse della collettività e il bene comune. Mi piace ricordare in questa sede, tra i tanti lavori di qualità condotti sinora, l’idea di realizzare una rivista delle Forze Armate in edizione speciale braille, a favore dei non vedenti, attraverso una serie abstract dei contributi più significativi realizzati nel corso dell’anno.

A tutti noi non resta che festeggiare il 170° compleanno della Rivista Militare. Auguri!

Un’ultima nota. Si consiglia l’iscrizione al nostro podcast La Storia dei Carabinieri (ci trovate su tutte le piattaforme di distribuzione) perché prossimamente sarà disponibile la registrazione audio (ci scusiamo per la qualità non ottimale) della presentazione del supplemento.

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Esposizione museale Museo storico storia dell'Arma dei Carabinieri

Un salto al Museo Storico

di Samanta Segatori

Si ringrazia la Professoressa Samanta Segatori per aver condiviso nel blog La Storia dei Carabinieri alcuni brevi passaggi di due visite che ha curato, con altre docenti della Scuola, presso il Museo Storico dell’Arma.

11 novembre 2025.

L’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria arriva al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri con due classi terze della scuola secondaria di primo grado.

Accolte con un emozionante concerto dal Quartetto di sax della Banda dell’Arma, iniziano poi un percorso tra storia, arte, documenti e testimonianze.

I ragazzi si fermano a lungo davanti ai dipinti raffiguranti “La carica di Pastrengo”, il sacrificio di Salvo d’Acquisto e ripercorrono, insieme al Capitano Anna Cipparrone, momenti salienti dal Risorgimento alla storia contemporanea.

Rimangono ammutoliti e commossi davanti alla teca in cui sono riposte le armi deformate dal calore e sporche di terra così come quando sono state raccolte dopo la strage del 12 novembre 2003 a Nassiriya.

I ragazzi rivivono in quel racconto il dramma della strage di quegli uomini uccisi dall’esplosivo, dei dodici carabinieri mai più tornati a casa.

Rimangono colpiti dai doni lasciati dalle scuole per rendere omaggio alle donne e agli uomini che ogni giorno indossano la divisa anche e soprattutto per loro.

19 marzo 2026.

Una classe dell’Istituto Comprensivo del Parco della Vittoria, la 3 L, accompagnata dalla Professoressa Samanta Segatori, torna al Museo, in quel luogo che con garbo, calore e grande competenza li aveva accolti.

Portano con loro piccoli doni pensati e realizzati come un grazie sentito ed emozionato per tutto quello che le Forze Armate e l’Arma dei Carabinieri in particolare fanno ogni giorno.

Nel corso dell’incontro, il Direttore del Museo ha offerto un volume della Storia dell’Arma

Hanno riflettuto a lungo su cosa ideare, volevano qualcosa di speciale. Sono accolti nel Salone d’onore dal Direttore, Colonnello Gaetano Vitucci, e da alcuni militari:  il Capitano Anna Cipparrone, il Vice Brigadiere Daniele Mancinelli e l’Appuntato Scelto QS Edoardo Grossi.

I ragazzi raccontano le loro idee, presentano le loro testimonianze, condividono le loro emozioni e sono gli unici protagonisti di un momento speciale e irripetibile.

Alcuni studenti della 3L dell’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria con la Professoressa Samanta Segatori al termine della visita al Museo Storico.

Così tra foto di rito, risate e chiacchiere, ringraziano l’Arma dei Carabinieri per il tempo che ha loro concesso e le emozioni che ha saputo loro regalare, ma ciò che più conta è che si vada oltre.

Emerge ancora una volta quanto sia importante il rapporto nato tra la scuola e il Museo e si progettano collaborazioni future e nuovi incontri dettati dalla consapevolezza che oggi la scuola come istituzione non è un microcosmo chiuso in se stesso, ma un luogo la cui anima ha necessità di proiettarsi all’esterno per fare rete sociale.

La Scuola è diventata negli anni “piattaforma relazionale”, spazio di condivisione, di inclusione che ha necessità di incontrare l’altro, anche e soprattutto attraverso realtà che, come il Museo Storico dell’Arma, rappresentano, storia, arte e cultura della legalità.

Un momento di dialogo tra alcuni studenti e il capitano Anna Cipparrone, ufficiale in servizio al Museo Storico.

Qui i ragazzi hanno sperimentato un concetto di connessione a tutto tondo, sono stati accolti e guidati nelle variegate storie di chi ha scelto di indossare una divisa a servizio degli altri, di chi crede che i valori studiati nel percorso risorgimentale esistano ancora e soprattutto che non siano obsoleti, ma ancora adeguatamente rappresentati da donne e uomini che credono fermamente nel giuramento prestato.

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Podcast storia dell'Arma dei Carabinieri

Non si vive di solo podcast

Wrapped 2025. Qualche considerazione

Alla fine del 2025, i creator che usano Spotify for creators (già Anchor, poi Spotify for podcasters) ricevono qualche informazione in più sull’esito del lavoro svolto in tutto il periodo.

Dunque si tratta di condividere qualche considerazione con i lettori di questo blog scientifico sul progetto de La Storia dei Carabinieri e sulle attività di podcasting.

Fermando l’attenzione sulle prime informazioni ricevute sembra dover avere molta soddisfazione per i risultati raggiunti nel corso dell’anno 2025, con un incremento del 999% degli ascolti e un aumento dei follower pari al 18%.

Proseguendo l’osservazione dei dati forniti dalla piattaforma di distribuzione, si può notare altro

Sembra dunque che ben 87 siano diventati assidui follower (mi si scuserà per la ripetizione, ma non riesco ad individuare altri sostantivi).

C’è da chiedersi come mai l’episodio 2 sia il più ascoltato. Evidentemente una ragione banale c’è e va spiegata in queste pagine. In occasione dell’aggiornamento della piattaforma di hosting, modificando alcuni parametri, l’episodio 1 è finito nel mezzo della lista, perdendo quell’ordine cronologico originario che aveva costituito la sequenza logica di distribuzione degli episodi.

Ma ancora, spostando l’attenzione all’estero, curiosamente, almeno in 15 Paesi vi è un certo interesse ad ascoltare questo podcast davvero particolare. La lista della cosiddetta Top five vede prima l’Italia, e fin qui ci sta, seguita dal Lussemburgo (ma quanti saranno gli ascoltatori dal Granducato???), poi la Romania, gli Stati Uniti e quindi il Brasile.

Ancora qualche elemento utile avvicinandoci alla fine di questo piccolo contributo.

A giudizio di ben 233 fan, il podcast rappresenta uno dei primi 10 preferiti. Ciò ci lusinga molto; allo stesso tempo, lascia sperare che ben 233 persone abbiano un forte interesse in un argomento di estrema nicchia! Ma non è finita. Per 180 (di questi 233?) il podcast rappresenta uno dei primi 5 show preferiti. Beh, l’orgoglio cresce sicuramente … 🙂

un ultimo elemento ancora presente da sottolineare prima di chiudere il contributo è dato dalle immagini che seguono: 87 fan mantengono al primo posto questo nostro progetto di comunicazione. il 25% ha ascoltato due o più episodi in un giorno. Sembra che ci sia un particolare interesse. tocca comprendere quale.

Ecco tutti i dati a disposizione, a noi sembra che questi risultati si possano considerare più che positivi e che dimostrino quanto questi argomenti suscitino interesse, nonostante gli episodi abbiano subìto una importante battuta di arresto nel febbraio 2025, con piccoli interventi sporadici.

Ma, si può dire anche che, con un pò di soddisfazione, sembra che si stia avvicinando il momento della ripresa. A questo punto, si può concludere con #staytuned!

Alla prossima!

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comunicazione Storia militare

“Donne e stellette”

25 anni di storia. Convegno

Il 19 novembre 2025, presso il Centro Alti Studi della Difesa, si è tenuto il “Convegno di Studi Storici” intitolato “Donne e stellette. 25 anni di storia” realizzato dall’Ufficio Storico del V Reparto dello Stato Maggiore della Difesa.

Il programma ha ripercorso il processo di inserimento delle cittadine italiane all’interno della compagine militare, partendo dalla legge 20 ottobre 1999, n. 380 recante Delega al Governo per l’istituzione del servizio militare volontario femminile.

In merito al testo normativo si segnala che l’unico articolo della legge era organizzato su 9 paragrafi. In particolare, il primo paragrafo sottolinea il carattere volontario dell’ingresso delle cittadine italiane nelle Forze Armate e nel corpo della Guardia di Finanza. Va ricordato che, al momento dell’ingresso in vigore della norma, l’Italia aveva in piedi ancora un servizio militare obbligatorio sospeso nel 2005, per effetto della legge 23 agosto 2004, n. 226, recante Sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata, nonchè delega al Governo per il conseguente coordinamento con la normativa di settore.

In conseguenza della legge 380/1999, il primo concorso delle Forze Armate a cui poterono partecipare le cittadine italiane fu quello di reclutamento di personale laureato in diversi percorsi tecnici nell’Arma dei Carabinieri. Su questo, un episodio di Storie Benemerite, serie realizzata da RaiCultura in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, ricorda l’ingresso delle prime due donne in uniforme, peraltro entrambe psicologhe.

Le disposizioni applicative della legge furono emanate con decreto legislativo 31 gennaio 2000, n. 24, recante Disposizioni in materia di reclutamento su base volontaria, stato giuridico e avanzamento del personale militare femminile nelle Forze armate e nel Corpo della guardia di finanza, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 20 ottobre 1999, n. 380.

Le prime due cittadine ammesse, quali ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, giurarono fedeltà alla Repubblica nel dicembre 2000, aprendo così l’accesso di altre cittadine nelle altre Forze Armate e nella Guardia di Finanza.  La scelta adottata fu lungimirante. Si decise in effetti di avviare l’inserimento del personale femminile partendo dai ruoli direttivi per consentire gradualmente l’accesso anche a quelli più operativi in un secondo momento.

Appare importante segnalare anche che l’articolo 10 del COM (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell’ordinamento militare) in merito alle attribuzioni del ministro riporta l’obbligo di presentare una relazione annuale “sul grado di integrazione del personale militare volontario femminile”.

Le relazioni e altri documenti ufficiali hanno permesso di realizzare una serie di contributi informativi sull’evoluzione della presenza e sul ruolo del personale femminile.

Per ritornare al convegno, l’inizio dei lavori è stato fissato alle 9.30 con il saluto delle autorità. La mattinata si è organizzata su due sessioni: la prima intitolata “le donne militari da 25 anni” e la seconda “raccontate dai Media”. In sostanza, quattro diverse professionalità hanno ripercorso i passi che hanno consentito di vedere, da 25 anni, cittadine italiane in uniforme al pari dei cittadini e su base volontaria. Nella seconda sessione alcuni rappresentati dei Media hanno proposto i loro percorsi narrativi centrati sulle figure femminili. La mattinata si è conclusa con un intervento del SottoSegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, che ha presentato alcune considerazioni sulla questione.

Nel pomeriggio, la riapertura è stata leggermente posticipata per consentire una pausa per un light lunch. Già nella prima sessione pomeridiana si è potuto apprezzare il carattere storico del convegno con interventi di qualificati speaker quali la professoressa Anna Maria Isastia, Segretario Generale della Società Italiana di Storia Militare e Consigliere Nazionale dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, già docente presso La Sapienza, il professor Matteo Ermacora, docente nelle scuole secondarie e a contratto presso l’Università degli Studi di Udine, La professoressa Stefania Bartoloni e la professoressa Liliosa Azara, entrambe incardinate nell’Università Roma Tre e studiose rispettivamente della storia delle donne, con un significativo approfondimento alla componente delle Infermiere Volontarie di Croce Rossa Italiana (Stefania Bartoloni) e alla storia di genere, con un importante approfondimento sul Corpo di Polizia Femminile (Liliosa Azara).

La sessione pomeridiana. L’intervento del professor Ermacora

L’ultima sessione del convegno ha mantenuto il carattere storico preannunciato nel programma con altre tre relatori ben noti a chi si occupa di cose militari. Il giornalista Andrea Romoli ha presentato la Medaglia d’Oro al Valor Militare Paola Del Din, la professoressa Maria Gabriella Pasqualini, studiosa ad ampio spettro con una profonda conoscenza della Storia dell’Intelligence, ha parlato di donne e intelligence, mentre l’ultimo intervento è stato dedicato dal dottor Giovanni Cecini, consolidato divulgatore di storia militare e Youtuber, alle uniformi femminili adottate fino alla seconda Guerra Mondiale.

Il convegno ha visto una discreta partecipazione di pubblico, principalmente in uniforme, tanto da dover rendere disponibile una seconda aula; va detto in chiusura che, nonostante alcune criticità organizzative, la giornata ha consentito di raccogliere interventi di giornaliste, esperte del settore, donne in uniforme e anche di storici.

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comunicazione storia dell'Arma dei Carabinieri

Notiziario Storico 2024, il primo quadrimestre

pubblicati i fascicoli 1 e 2 con il terzo in attesa

Care amiche, cari amici, vogliamo offrire una breve carrellata del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri per i primi due bimestri gennaio/febbraio e marzo/aprile, con quel terzo in arrivo a stretto giro.

Dobbiamo ricordare che è si tratta di un periodico particolarmente interessante e che si inserisce nel panorama della pubblicistica militare con una prospettiva diversa.

Infatti, il bimestrale offre molti contenuti poco conosciuti o addirittura sconosciuti anche a molti appartenenti all’Arma. Dunque si può affermare che la rivista divulgativa dedicata alla storia si sia inserita perfettamente all’interno del più complesso mondo delle riviste militari. Ma ne parleremo con calma in una prossima occasione

Spostando l’attenzione sul fascicolo 1/2024, segnaliamo che la copertina raffigura una compagnia d’onore con bandiera e tromba all’interno del Quirinale databile tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta.

La rubrica Pagine di storia riporta tre articoli. Il primo è la continuazione del cosiddetto “arresto di Mussolini” che Marco Riscaldati intitolata “Accadde a Villa Savoia”. Segnaliamo che l’autore aveva già pubblicato nel numero speciale “I Carabinieri del 1943” un contributo dal taglio leggero dedicato proprio all’Arma dei Carabinieri dallarresto di Mussolini alla sua liberazione.

Segue un profilo biografico a firma di Carmelo Burgio su di un comandante generale come Luigi Maria Richieri di Montichieri e chiude un testo di Marco Patricelli sul ruolo dell’Arma dei Carabinieri Reali nella Guardia Nazionale Repubblicana, nel crepuscolo del fascismo tra l’ottobre 1943 e l’agosto 1944 nella sedicente Repubblica Sociale Italiana.

Spostando l’attenzione a Cronache di ieri, Fabrizio Sergi parla de L’agguato di Torretta, mentre A proposito di … Maria Gabriella Pasqualini esce dal suo settore di storia dei servizi d’intelligence per guardare a Le ragioni dell’internamento.

Curiosando nel Museo dell’Arma riporta una bella descrizione della Walther P38 intitolata Dalla Seconda Guerra a Lupin III a firma di Daniele Mancinelli, mentre in Carabinieri da ricordare Giuseppe Santoni parla del Brigadiere Onelio Manoni. Un episodio che ricorda la terribile ferocia dei nazi-fascisti e dei loro fedeli servi repubblichini.

Come sempre dalla sua istituzione, il periodico contiene anche qualche breve nota dedicata ad avvenimenti accaduti cento e duecento anni prima in L’almanacco racconta.

Spostando l’attenzione al fascicolo del bimestre marzo-aprile 2024, le Pagine di Storia contengono due contributi legati al secondo conflitto mondiale e la riproposizione di biografie di comandanti generali (senza entrare nel merito del titolo attribuito correttamente o meno). In particolare, Marco Montipò e Marco Capriglio pubblicano I Carabinieri, la Resistenza e la Guerra di Liberazione a Reggio Emilia che apre il fascicolo a cui segue un contributo su Michele Taffini d’Acceglio di Carmelo Burgio e quindi chiude Massimiliano Sole con I Carabinieri e gli Alleati all’indomani dello sbarco in Sicilia.

Nelle Cronache di ieri, Enrico Cursi parla di un Furto sul treno, mentre Ciro Niglio in A proposito di … scrive di Mogli di Carabinieri. Curiosando nel Museo dell’Arma, invece, Daniele Mancinelli racconta de Il portasigari di Cavour.

Giuseppe Notarnicola invece traccia un profilo del Colonnello Olinto Chiaffarelli nella rubrica Carabinieri da ricordare.

Chiudono il numero i due episodi de L’Almanacco racconta con un giuramento rinnovato e Fiume all’Italia.

Una breve presentazione, senza dubbio, ma abbastanza puntuale da suscitare quella curiosità che possa spingere un lettore interessato ad approfondire alcune qualche pagina di storia dei Carabinieri.

Alla prossima!

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Armamento ed equipaggiamento Esposizione museale storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

Check-point Pasta

2 luglio 1993/4 luglio 2023

La Mostra al Vittoriano

Per chi ha qualche anno in più, direi attorno ai quaranta a salire, il titolo di questo post è chiaro: Check-point Pasta. Lo scontro più duro che i militari italiani del contingente ITALFOR – IBIS ebbero con le milizie somale durante la missione condotta in terra somala tra il dicembre 1992 e il marzo 1994 nell’ambito dell’operazione UNOSOM II succeduta alla fallimentare UNITAF (cioé Unified Task Force) – Restore Hope) (dicembre 1992 – marzo 1993).

UNOSOM II fu condotta, sempre su mandato delle Nazioni Unite attraverso la risoluzione del consiglio di sicurezza 814, con lo scopo di disarmare le fazioni in lotta, autorizzando i caschi blu a fare uso della forza per raggiungere l’obiettivo. La missione terminò tra gennaio e marzo 1995 con il ritiro delle truppe internazionali.

Tra luglio e settembre 2023, nel Sacrari​o delle Bandiere al Vittoriano a Roma, è stata inaugurata la mostra fotografica “Check Point Pasta, Mogadiscio 1993-2023“.

L’immagine principale della mostra per ricordare la battaglia del Check Point Pasta (credits: https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/30%C2%B0_Anniversario_Mogadiscio-_Check_Point_Pasta.aspx)

La curatela dell’iniziativa era della Fondazione Ente Editoriale per l’Esercito e l’inaugurazione si è tenuta il 4 luglio alla presenza del Ministro della Difesa, on. Guido Crosetto, del vicepresidente della Camera dei Deputati, già sottosegretario alla Difesa, on. Giorgio Mulè, nonché del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino e altre autorità. Non sarebbe potuto mancare il tenente colonnello del ruolo d’onore Gianfranco Paglia, ferito in quell’occasione e decorato della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

L’esposizione, secondo quanto riportato nelle comunicazioni ufficiali, fornisce un quadro sulla situazione somala nel periodo 1992 – 1994 e sugli interventi ONU per fornire stabilità a sicurezza nell’area.

Il 2023 ha rappresentato il trentesimo anniversario della battaglia di Mogadiscio del 2 luglio 1993, al check point Pasta, quando i militari del contingente italiano, nel corso di una operazione che aveva lo scopo di sequestrare delle armi, furono coinvolti negli scontri con oltre 600 miliziani.

Durante gli scontri persero la vita tre militari dell’Esercito Italiano, Andrea MillevoiStefano Paolicchi e Pasquale Baccaro e altri 31 soldati rimasero feriti.

Con quella missione in Somalia, l’Italia partecipò al tentativo di far cessare la crisi nel Corno d’Africa. Purtroppo e nonostante l’operazione internazionale “Restore Hope”, il bilancio dei caduti fu importante; al ritiro del contingente italiano nella missione internazionale vi furono 12 militari italiani, l’infermiera volontaria della Croce Rossa, Maria Cristina Luinetti e 2 giornalisti, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Altri 107 militari rimasero rimasti feriti tra cui alcuni Carabinieri.

Attraverso le 400 fotografie utilizzare per realizzare la mostra si possono vedere i visi di quegli uomini e donne, ora cinquantenni, che hanno preso parte ad una delle più importanti iniziative di peace-enforcing della recente storia nazionale.

L’esposizione ha attraversato il periodo delle missioni UNOSOM 1 e 2, IBIS 1 e 2, ricordando i circa 12.000 uomini che vi hanno preso parte.

Un momento della presentazione della mostra al Ministro della Difesa, al Vice Presidente della Camera e al Capo di Stato Maggiore della Difesa. Presenta il generale (aus) Matteo Paesano. Alle sue spalle il professor Federico Ciavattone. (credits: https://www.difesa.it/SMD_/Eventi/Pagine/inaugurata_la_mostra_Check_Point_Pasta_Mogadiscio_1993_2023.aspx)

A noi di Storia dei Carabinieri dispiace molto non essere riusciti a visitare la mostra per presentare qualche considerazione ulteriore. Resta la speranza di poter vedere pubblicato un catalogo o comunque un volume per un evento così importante non solo per la storia delle Forze Armate ma anche per quella del nostro Paese.

Ci sembra importante condividere un’ultima informazione relativa ad alcune immagini realizzate in occasione della mostra. Sul sito della Difesa in una delle pagine dedicate alla mostra è riportato che vi sono immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT ma sono quelle relative alla visita di un’autorità politica.

Qualche riferimento per approfondire in:

  • sito dell’Esercito Italiano, https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/30%C2%B0_Anniversario_Mogadiscio-_Check_Point_Pasta.aspx, consultato il 15 agosto 2023;
  • sito del Ministero della Difesa, https://www.difesa.it/Primo_Piano/Pagine/Il-Ministro-Crosetto-all-inaugurazione-della-mostra-sul-Check-Point-Pasta.aspx, consultato il 20 agosto 2023;
  • Visita del Sottosegretario della Difesa alla mostra, https://www.difesa.it/Il_Ministro/sottosegretari/Isabella_Rauti/Comunicati_Stampa/Pagine/2023_07_02_SOMALIA.aspx, consultato il 2 novembre 2023;
  • sito del Ministero della Difesa, https://www.difesa.it/Il_Ministro/sottosegretari/Isabella_Rauti/Notizie/Pagine/2023_07_20_SOMALIA.aspx
  • https://www.perseonews.it/2023/07/03/30-battaglia-del-check-point-pasta-la-messa-a-santa-maria-degli-angeli/, consultato il 2 novembre 2023
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Forza alla legge, un primo passo

studi storici su Carabinieri, Gendarmerie e Polizie Armate

Approfittiamo di un pò di calma per ragionare con il lettore di queste righe sull’impegno che ha portato alla pubblicazione di Forza alla legge e sui possibili sviluppi in termini generali.

Ora che il volume è disponibile in download gratuito attraverso le iniziative della Società Italiana di Storia Militare è possibile fare qualche considerazione ulteriore sul progetto di cui siamo stati attivi protagonisti dal lancio della call 4 papers.

Lo abbiamo detto, di strada ne è stata fatta ed ora siamo giunti ad una prima tappa … abbiamo finalmente fatto un primo passo: forza alla legge!

Come possiamo leggere questo risultato? Certamente si tratta di un grosso sforzo merito sicuramente della volontà di tutti gli autori che hanno partecipato a questa iniziativa e del presidente della Società Italiana di Storia Militare che, lo abbiamo detto e lo ricordiamo ancora, ha avuto l’attenzione di convincere il membro del direttivo della SISM, il tenente colonnello Flavio Carbone, ad assumersi la curatela dell’iniziativa.

Il logo della SISM con il titolo come appare sul sito internet dell’associazione

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma … Una riflessione ora è d’obbligo.

Un sincero ringraziamento per aver realizzato questa iniziativa lo si deve al presidente della SISM, Virgilio Ilari. Come sanno coloro che mi conoscono non sono uso ad atteggiamenti di piaggeria, tutt’altro.

In questo caso, va riconosciuto il grande impegno di Virgilio nel campo dell’editoria attraverso il progetto NAM – Nuova Antologia Militare e in quello parallelo della Fvcina di Marte. La Società Italiana di Storia Militare è riuscita ad sottrarsi a quella situazione di cul-de-sac con l’adozione di una mission ancora più robusta, l’accreditamento ANVUR che rappresenta forse uno degli obiettivi più ambiziosi che una associazione potesse prefiggersi.

Questo accreditamento consentirebbe di attribuire sul vessillo della SISM una medaglia virtuale di grande importanza, riconoscendone il valore scientifico alla rivista.

La testata della rivista sul sito https://www.nam-sism.org/

In base al sistema universitario attuale, infatti, solamente il riconoscimento dell’Agenzia consente ad una rivista di svolgere quel fenomeno di attrazione di autori che intendono investire le proprie competenze e il proprio know-how nella stesura di un articolo.

Se da una parte ciò rappresenterebbe dunque un grande successo strategico per la Società, dall’altra aprirebbe lo spazio ai ricercatori, agli studiosi che continuano a vedere nello spazio universitario un’area di possibile crescita e di costruzione di un sapere strutturato, soprattutto va detto a favore di quella disciplina, la Storia Militare, che l’Accademia non ha ritenuto sufficientemente degna al punto che le è stato negato uno spazio scientifico-disciplinare. Questo mancato riconoscimento sicuramente costituisce un grande vulnus che impedisce, insieme ad altri fattori, lo sviluppo di studi dedicati a questo specifico campo di approfondimento che, dunque, non potendo essere strutturati spesso si perdono nei rivoli di altri settori e mancano di una organicità che sarebbe invece un elemento indispensabile per portare le conoscenze italiane su di un piano di effettiva pariteticità di ciò che fanno gli altri Paesi, con particolare riferimento a quelli in lingua inglese.

La copertina de La Fvcina di Marte 14, Forza alla legge, curatore Flavio Carbone

In questo senso, e almeno per le questioni delle forze dell’ordine, il progetto realizzato “Forza alla legge” di cui Flavio Carbone è stato il curatore rappresenta un elemento di grande novità nel panorama degli studi dedicati alle forze dell’ordine, perché è riuscito ad attrarre con grande pazienza autori di livello provenienti da spazi geografici e universitari diversi che hanno consentito la realizzazione di un prodotto di qualità.

Ora tocca a voi leggerlo.

Per ulteriori riflessioni, scrivete a storiacc (storiadeicarabinieri@gmail.com)

Buona continuazione!

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Il saluto a un Maestro

Le lezioni del professor Elio Lodolini

Sabato 18 marzo 2023, alle 13.25 uno squillo del telefono attira la mia attenzione. Vedo sul display un nome, penso di sapere perché quella telefonata, ma rispondo subito e tendo le orecchie: “dottoressa buonasera. Eccomi qua!” La voce dall’altro capo mi comunica che il professore ha saluto la sua famiglia la mattina e non è più con noi. Rispondo meccanicamente: “Mi dispiace. Grazie di avermi avvertito. Le mie condoglianze”; chiedo della cerimonia funebre e qualche altra piccola cosa. Ricevo alcune indicazioni. Poi controllo un servizio di messaggeria istantanea e mi accordo che avevo già ricevuto le informazioni di cui avevo bisogno. Mi viene in mente che il 20 marzo ho un importante evento che devo gestire in prima persona. Provo a chiedere il giorno successivo altre possibilità. Le condizioni atmosferiche particolarmente inclementi e la preparazione per l’impegno pomeridiano non mi aiutano. Non riesco ad andare. Ecco dunque il bisogno di impiegare questo spazio per alcune riflessioni e un saluto.

Roma, 19 dicembre 2022. Una foto della visita del dottor Alessandro Gionfrida e del sottoscritto al professor Elio Lodolini

Ci sono momenti nella vita di una persona che senti. Uno di questi, sin dallo scorso settembre 2022, era di andare a salutare il professore Lodolini. Chiesi all’amico Alessandro di accompagnarmi, pensavo che il professore non si ricordasse di me e che magari Alessandro, uno dei suoi allievi migliori, potesse invece essere uno stimolo per lui.

Riuscii a sentire una delle figlie con cui concordai una data, il 19 dicembre, proprio il mio compleanno e un orario. Così raggiungemmo casa del professore qualche mese dopo e potemmo salire a salutarlo.

A dispetto delle mie riflessioni, il professore era lucido e consapevole, ricordava bene Alessandro ed ebbe qualche parola per me che, mi aveva focalizzato correttamente a suo tempo oltre 15 anni fa, quando leggeva e commentava alcuni articoli e saggi del Bollettino dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, una pubblicazione dalla vita breve e sfortunata, ma molto interessante e ricca di contributi di livello.

Fu un bel momento parlare nuovamente con lui e poterlo salutare. Il professore è sempre stato un uomo rigoroso e attento nella sua professione, il lato che conosco, e sapeva essere in grado di analizzare i temi dell’archivistica come pochi.

Rappresentante di una generazione di figure importanti, ha continuato ad insegnare a lungo tanto che, ancora nel 2007/2008, ebbi l’opportunità di sostenere un esame con lui (legislazione degli archivi che mi sarebbe piaciuto insegnare) all’antica Scuola Speciale Archivisti e Bibliotecari, anch’essa soppressa qualche tempo dopo dalla stessa università dove era stata fondata.

Dunque l’ultimo incontro fu gradevole, riconnettendo dei puntini di un disegno solo abbozzato alcuni tempi (anni) prima; inoltre ebbi l’opportunità di notare un certo sarcasmo e allegria per la visita che avevamo fatto e che ci permise di entrare in relazione, ancora una volta, con un maestro.

Di insegnamenti i Maestri che ho incontrato lungo la mia strada me ne hanno dati tanti e tanti sono stati i Maestri che hanno saputo instillare la curiosità e il dubbio verso il nuovo, verso la conoscenza. Di questi uno è senza tema di smentita proprio il professor Lodolini.

Dunque, sebbene non sia stato tecnicamente un suo allievo, tuttavia, mi sento aver appartenuto a quel gruppo di studiosi che voleva vedere negli Archivi e nell’archivistica una fase di formazione delle Istituzioni Pubbliche, attraverso quel processo di sedimentazione delle carte che in tempi recenti sembra essersi perso, almeno per alcune situazioni di grande impatto sul pubblico.

Ecco che, lasciando quella casa, ebbi davvero la sensazione di salutarlo per sempre. Apprezzai ed apprezzo il dono che fece a entrambi: una copia del suo ultimo volume con una dedica. Il professore veniva dal mondo formale della sua giovinezza e aveva continuato in questa società in fortissima transizione e mutamento a rispettare alcuni codici che, ai più di oggi, appaiono desueti.

A me resta il ricordo di un uomo piccolo di statura e grande nel pensiero che ha fatto tanto, non solo per la disciplina che ha insegnato a lungo, ma per tutto il Paese.

Grazie professore, grazie Maestro. Buon viaggio!

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Museo storico storia dell'Arma dei Carabinieri

Ugo Luca, il libro

Museo Storico, 12 gennaio 2023, Il Carabiniere Ugo Luca

La presentazione del volume di Paolo Gaspari al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri il 12 gennaio 2023, è stata l’occasione per parlare della figura del “colonnello” Ugo Luca e, in generale, della sua vita professionale molto avventurosa.

12 gennaio 2023, Museo Storico dei Carabinieri, il generale Neosi presenta l’autore

Dopo la presentazione dell’autore ad opera del generale Antonino Neosi, ha moderato la serata il professor Gianni Oliva, già autore di una Storia dei Carabinieri pubblicata da Mondadori.

Il professor Gaspari introduce una fase delle operazioni della prima Guerra Mondiale in cui Ugo Luca fu coinvolto.

La presentazione in conclusione ha consentito di analizzare la complessa vita militare e professionale di Ugo Luca, studiata, analizzata e inserita all’interno del complesso periodo storico che lo vide protagonista a partire dalla campagna di Libia (o meglio guerra italo-turca) sino allo scioglimento del Corpo Forze Repressione Banditismo dopo la morte del bandito Salvatore Giuliano.

La fine delle operazioni in Sicilia non significò il termine della carriera di Ugo Luca che ci concluse con le spalline da generale a cui fece seguito l’incarico di Presidente dell’ente morale “Museo Storico dei Carabinieri”. Fu dunque una lunga vita sicuramente piena di emozioni e di rischi.

A voi la lettura del volume di Gaspari.

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comunicazione storia dell'Arma dei Carabinieri storia delle forze dell'ordine italiane

Notiziario Storico n. 6/2022

Presentazione del numero

Siamo vicini a Natale e, come è tradizione oramai da qualche anno, è stato appena pubblicato online il n. 6 (novembre/dicembre) del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri.

La copertina di questo numero ritrae il maggiore Balduino Caprini montato a cavallo e circondato da alcuni Zaptié libici istituiti durante il suo incarico di comandante della Divisione Carabinieri Reali (non cadete in errore, la divisione per i Carabinieri corrispondeva a un comando di livello provinciale retto da ufficiale superiore).

Nell’articolo dedicato all’ufficiale, presentato come un esperto di missioni all’estero, si raccontano tutte le principali vicende di carattere operativo che lo videro protagonista; basti citare quella in Tripolitania o, quella forse più famosa, durante il suo mandato a Creta.

Il Notiziario Storico n. 6 (novembre/dicembre) 2022 “sfogliabile” sul sito dell’Arma dei Carabinieri. Come si può osservare sulla colonna di destra c’è la possibilità di scaricare gratuitamente tutti i numeri in formato Adobe Acrobat

Il sommario propone due articoli dedicati all’Africa, entrambi a firma di Carmelo Burgio; il primo legato all’ordinamento, alle uniformi e alle paghe in Africa Orientale Italiana, ovvero con la proclamazione dell’impero fascista, mentre il secondo è dedicato ai Carabinieri Reali e agli Zaptié del Regio Corpo Truppe Coloniali. Dunque il Notiziario Storico conferma il suo interesse su temi legati all’Africa. Un altro contributo che guarda all’estero è intitolato “Un veterano delle missioni all’estero” dove si parla per l’appunto di Balduino Caprini, già presente in copertina.

Una notizia particolare, invece, è l’attribuzione di un premio speciale per la rivista stessa. Infatti, si parla del concorso letterario “Argentario 2022 & Premio Caravaggio” nel corso del quale è stata consegnata una targa al direttore della Direzione dei Beni Storici e Documentali, generale di brigata Antonino Neosi, in segno di riconoscimento per il lavoro svolto dal periodico.

Con Gianluca Amore si va ad approfondire un tema poco noto che ha meritato uno studio attento: il trasferimento a Roma della Legione Allievi Carabinieri il cui nucleo principale era a Torino; ciò ci aiuta a ricordare la recente mostra “Guard-a-voi!” di cui abbiamo dato cenno in questo blog, proprio qui se volete approfondire.

Enrico Cursi, invece, ha dedicato le sue ricerche a ricostruire i tumulti a Ortigia del 14 marzo 1949, che causarono 4 feriti tra i Carabinieri e 5 agenti del corpo degli agenti di pubblica sicurezza, mentre vi furono 3 feriti tra i civili. Il brigadiere Teresio Ruggeri è tratteggiato nella rubrica Carabinieri da ricordare attraverso le parole del figlio. Ruggeri riuscì a fuggire alla cattura dei tedeschi e dei fascisti nel settembre del 1943, benché fosse stato condotto alla caserma di via Lamarmora a Milano. Così entrò a far parte della formazione partigiana capeggiata da Luchino dal Verme e combatté nell’Oltrepò pavese sino alla liberazione, riuscendo ad entrare a Milano alla data della proclamazione dell’insurrezione generale. Si tratta di uno dei tanti Carabinieri che riuscì a sottrarsi alla deportazione. Non pago, prese le armi per combattere sia il tedesco invasore sia fanatici politici italiani che avevano deciso di vessare i propri connazionali.

Daniele Mancinelli, da esperto d’armi, propone un contributo intitolato “Ruggine tra di noi” nel quale presenta gli interventi a tutela delle armi presenti nel Museo Storico dell’Arma.

Il Notiziario che termina con i piccoli approfondimenti de “l’almanacco racconta” dedicati a episodi di 100 e 200 anni fa.

Buona lettura da Storia dei Carabinieri!