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comunicazione storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

I piccoli gesti

L’iniziativa di AMUSE per i Martiri delle Fosse Ardeatine

Le associazioni senza fini di lucro spesso svolgono un ruolo importante che non sempre è adeguatamente conosciuto in una società digitale, così veloce; tuttavia queste, insieme alle Istituzioni, possono rappresentare un ausilio significativo nella costruzione di un comune sentire.

L’associazione AMUSE – Amici del Municipio Secondo di Roma riunisce persone interessate ad approfondire la conoscenza della storia del II Municipio del comune di Roma. Una storia complessa, sicuramente più giovane, rispetto ad altri municipi, ma non per questo meno interessante.

Tra le tante iniziative avviate dall’associazione, ci è sembrato importante ricordarne una dedicata ai Martiri della Fosse Ardeatine che sono vissuti nel municipio.

Roma, 16 gennaio 2026. Un momento della breve presentazione del tenente colonnello Giovanni Frignani tenuta dall’autore del volume sull’ufficiale, Mario Avagliano.

Il percorso di approfondimento è iniziato qualche tempo fa, nel 2024, quando, sempre per iniziativa dell’Associazione è stato possibile tenere una “passeggiata” all’interno del territorio municipale che si è concentrata su i seguenti punti. Il 24 settembre del 2024, su iniziativa dell’Associazione AMUSE è stato possibile realizzare effettivamente una passeggiata che si è fermata nei pressi delle abitazioni dove risiedevano i generali della Regia Aeronautica Roberto Lordi (via Antonio Bertoloni 26/B) e Sabato Martelli Castaldi (via Bruxelles 67), nonché il tenente colonnello dei Carabinieri Reali Giovanni Frignani (via Panama 114).

In realtà, il percorso è stato molto più lungo perché si è snodati lungo le strade dove abitavano i Martiri delle Fosse Ardeatine residenti nel Secondo Municipio. Dunque, oltre ai 3 ufficiali citati, il percorso ha raggiunto anche anche Luigi Bruno di Belmonte (via Vincenzo Bellini 16) e Aldo Finzi (via Panama 26).

In questa occasione, si sono succeduti nella narrazione delle brevi biografie dei Martiri delle Fosse Ardeatine Mario Avagliano, Edoardo Grassia e Flavio Carbone.

Roma, 16 gennaio 2026. Il posizionamento della pietra della memoria in via Panama n. 114.

A questa opportunità di confronto e di conoscenza, è seguito molto altro.

Innanzitutto, una conferenza stampa di presentazione delle iniziative successive, tenutasi il 19 novembre 2025, presso il Centro Scout (Largo dello Scautismo 1, già Largo S. Ippolito) che ha avuto lo scopo di presentare il progetto “Pietre d’inciampo”.

L’impegno più consistente del lungo percorso, in particolare, si è condensato i giorni del 15 e del 16 gennaio 2026 quando è stato finalmente possibile posizionare le “pietre d’inciampo” dinanzi i portoni d’ingresso delle abitazioni di uomini catturati e poi massacrati alle Fosse Ardeatine. Se ne è parlato brevemente nel Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri 1/2026.

Il progetto realizzato per iniziativa di AMUSE (Amici Municipio Secondo) in collaborazione con l’Associazione Arte in Memoria e l’amministrazione del Municipio II di Roma ha permesso di realizzare l’iniziativa nei quartieri Nomentano, Parioli, Pinciano e Trieste.

Roma, 16 gennaio 2026. Un momento dell’intervento della Professoressa Ada Chiara Zevi

In particolare, per chi scrive, l’attenzione si è concentrata su via Panama n. 114, dove abitava il tenente colonnello Giovanni Frignani, comandante del Gruppo di Roma Interno che fu protagonista, insieme a due capitani suoi dipendenti, del cosiddetto “arresto” di Mussolini.

Qui ci si sofferma su di un aspetto. Nella maggior parte dei casi, la cattura dei membri della Resistenza romana, avviene per delazione. Tuttavia, è anche vero che nonostante le torture subite da questi, a via Tasso gli esiti sono nulli. I torturati non parlano. Purtroppo, non poterono raccontare le loro vicende a noi posteri, se non attraverso lo strazio dei loro corpi lasciati decomporre nelle cave ardeatine.

Roma, 16 gennaio 2026. Al termine della cerimonia, il dottor Mario Avagliano, Giovanni Frignani discendente dell’ufficiale, alcuni militari dell’Arma che hanno presenziato alla breve cerimonia.

Resta da considerare un aspetto. Come è stato detto anche altrove, si tratta di iniziative importanti che, dal basso, o meglio iniziative volute da parti consapevoli della società civile che, insieme alle Istituzioni, non vogliono dimenticare.

Comunicare la Resistenza e far conoscere ciò che donne e uomini seppero fare in quei mesi difficili per il nostro Paese rimane un impegno di tutti i cittadini.

E dunque, a noi non resta che invitare il lettore che si trovi a passare per una di quelle vie, a Roma, in Italia e in Europa, a soffermarsi dinanzi a una qualsiasi “pietra di inciampo” e ricordare chi è vissuto in quel luogo con un breve momento di raccoglimento.

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storia dell'Arma dei Carabinieri

Uno dei maestri: Mario

Il ricordo di un antico collega e maestro, il colonnello dei Carabinieri Mario Serafini

Nell’aprile 2025, la piccola comunità di Carabinieri in servizio e in congedo e di ex allievi della Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli fu colpita da una notizia inaspettata. Era mancato alla vita terrena il colonnello (Generale di Brigata poco prima del congedo) Mario Serafini.

Giuramento degli allievi della Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli all’interno dello stadio militare “Albricci”. Sfila la Batteria Tamburi alla cui testa si vede l’Allievo Mario Serafini che svolgeva le funzioni di Mazziere.

Mario Serafini era ex allievo della Scuola, corso 1965/1969 178° corso (scientifico B), e aveva proseguito la vita in uniforme entrando in Accademia Militare di Modena, corso Carabinieri. La sua carriera si era sviluppata in diversi incarichi in giro per l’Italia sino ad approdare alla Direzione Investigativa Antimafia dove svolgeva il ruolo di analista, con grandissime capacità.

Aveva una dote innata grazie alla sua capacità di analisi dei problemi e delle vicende, con particolare attenzione alle trasformazioni delle organizzazioni criminali nazionali, ma senza trascurare quelle transazionali o comunque estere che operavano sul territorio nazionale.

Una foto del neo promosso generale Mario Serafini poco prima del congedo

Giunse alla Scuola Ufficiali Carabinieri con i gradi di colonnello tanti anni fa (sicuramente tra il 2006 e il 2008), dove chi scrive svolgeva le funzioni di insegnante aggiunto a due cattedre, quella di Tecnica Professionale e servizio di Stato Maggiore e quella di Arte Militare e delle Operazioni di Mantenimento della Pace.

Era diventato un punto di riferimento in poco tempo, perché esperto, anziano, professionalmente qualificato e riflessivo. Rappresentava effettivamente uno di quei maestri silenziosi che offrivano soluzioni efficaci ai colleghi, soprattutto nei momenti di tensione professionale.

Chi scrive aveva avuto la possibilità di confrontarsi continuamente nel corso delle lunghe giornate che i docenti militari vivevano prima o dopo le lezioni in aula.

Ci ha fatto un grande dono: c’era la possibilità di trovarsi di fronte un vero professionista, un antico ufficiale di polizia giudiziaria che aveva costruito le sue competenze nel corso di lunghi anni di servizio.

Di questa sua capacità c’è una traccia importante, grazie a Radio Radicale. Infatti, si può ascoltare la sua voce inconfondibile nel corso di un processo; in questo caso si ha una testimonianza orale che emerge grazie a Radio Radicale, che ha registrato le udienze di “Ndrangheta stragista” (Filippone e Graviano)”, tra cui quella in cui ha testimoniato. In particolare, si tratta dell’udienza tenutasi a Reggio Calabria lunedì 26 marzo 2018.

Credo che ascoltare le sue parole, la sua testimonianza, rappresentino bene la sua competenza professionale.

Spostando invece l’attenzione agli aspetti più intimi che non tutti riuscivano a scrutare, ci aiuta sempre lui. Alle pagine 44-45 un articolo “incontro tra Ex” porta la sua firma.

Un narratore efficace, ma sempre diretto, con una leggerissima punta di ironia. In particolare, mi sembra importante segnalare alcuni passaggi che rappresentano bene il clima degli anni in cui ho avuto il privilegio di conoscerlo: “Eravamo tra amici. Quegli amici che ti conoscono fin nel profondo dell’anima perché con te hanno vissuto, notte e giorno, nei momenti di difficoltà e in quelli belli, interi anni della tua gioventù. Quando l’essenza del tuo essere si forma e diventa la tua struttura di base, mentale e morale. La stessa che poi avrebbe informato tutto il tuo futuro, qualunque esso fosse. Per tutta la vita”. Questo rappresentava una base comune della nostra militanza di quegli anni lontani. Forse, si può affermare proprio l’incipit di quella frase: eravamo tra amici, aggiungerei, con lui e grazie a lui. La sua sensibilità, il suo savoir-faire consentivano di creare un clima di grande serenità che aiutava tutti, apparentemente tutti senza distinzioni, con quel garbo che lo contraddistingueva, cercando di trasferire un sapere frutto di tanti anni di lavoro. Forse, a questo punto è una mia impressione, con un pò più di attenzione per quegli ex-allievi che si trovavano intorno a lui, tra cui il sottoscritto.

Continuava Mario con un altro passaggio molto significativo: “Gli amici della Nunziatella conoscono i tuoi pregi, i tuoi difetti, le tue debolezze, ogni piega del tuo carattere. Sanno quello che pensi nel momento in cui lo pensi. E non giudicano. Questo non lo fanno mai. Ti sono amici e questo gli basta. Con loro non hai bisogno di creare una rappresentazione di te stesso. Sarebbe inutile, addirittura ridicolo. Loro sanno perfettamente chi sei. Non puoi barare”. Era questo il suo stile di vita, per quel poco che ho potuto capire; egli era consapevole di ciò che era stato, sin dagli anni della Nunziatella, sin da quando era stato mazziere della Batteria Tamburi, un onore riservato a pochi, che ti portava ad essere sempre in prima linea, sempre sotto lo sguardo attento della folla. Era un punto di riferimento, sicuramente discreto ma sempre attento, capace di cogliere quelle sfumature che i più non erano in grado neppure di percepire.

Ancora Mario: “Abbiamo parlato anche degli amici scomparsi. Ogni tanto affiorava il ricordo di uno di loro. Sempre a proposito di storie divertenti, a volte assurde, non sempre edificanti. Del resto non tutte le nostre memorie comuni sono esemplari. E poi quella non era nemmeno una veglia funebre. E la voglia di stare ancora con quelli che non c’erano più, come fossero presenti, era troppo forte. E loro c’erano veramente”.

Tra i tanti episodi, ricordo una cena avvenuta in un ristorante ai Castelli. Ero da poco andato via dalla Scuola Ufficiali Carabinieri, per vivere un’altra esperienza meravigliosa presso l’Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Fu l’occasione per riprendere tanti piccoli discorsi che avevamo avviato in quegli anni di vita e di servizio professionale e pensare a quello che sarebbero stati i progetti futuri. In particolare, si era parlato del suo desiderio di lasciare definitivamente Roma e il Centro Italia per raggiungere la famiglia nel Trevigiano dove avrebbe voluto stabilirsi definitivamente. Io ero entusiasta del mio nuovo progetto professionale e gliene parlai con grande enfasi. Ero convinto di poter fare qualcosa di significativo in un settore molto particolare e ad alta professionalizzazione, quale quello dell’Archivistica, piuttosto che della Storia istituzionale.

Ho sempre apprezzato la sua predisposizione all’ascolto e al sostegno dei colleghi più giovani del quadro permanente della Scuola. Ciò consentiva, a chi gli era vicino, di ricevere quell’orientamento e quel consiglio che solo un collega, ma vorrei dire che un amico più anziano sapeva regalarti.

Ha rappresentato senza dubbio una figura importante di quegli anni oramai tanto lontani: era un vero maestro, sul piano umano e sul piano professionale, sempre operativo, sempre alla ricerca di una soluzione da offrire per risolvere un problema.

Proprio alla fine del 2024, dopo tanto tempo, insieme al Generale di Brigata Davide Angrisani, finalmente ebbi la possibilità di pubblicare un contributo di pensiero dedicato alla prima esercitazione complessa realizzata presso la Scuola Ufficiali Carabinieri nella primavera 2008. Tra le tante foto che avevamo ritrovato e che selezionammo per ricordare l’epoca scegliemmo una che evocava la fase di esposizione dei gruppi di lavoro da parte dei docenti militari della Scuola e che ripropongo in questo post.

p. 208 del fascicolo 4 2024 della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri. Il colonnello Mario Serafini è il primo in prima fila.

Dunque, è sembrato giusto ricordare un antico collega e maestro, di quei pochi che un disegno superiore da il privilegio di incontrare. Un’attenzione doverosa in segno di profondo ringraziamento per gli insegnamenti che chi lo ha incontrato ha potuto beneficiare.

Grazie Maestro, grazie Mario!

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comunicazione Museo storico Public History storia dell'Arma dei Carabinieri

Notiziario Storico 2025

Sei numeri di Storia dell’Arma dei Carabinieri

Con l’annualità 2025 appena terminata, il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri ha concluso il suo decimo anno di vita. Un traguardo importante per un periodico di carattere divulgativo, basato sulla sola storia dell’Arma, che fa comprendere la lungimiranza della sfida che affrontarono i primissimi progettisti della proposta editoriale lanciata nel 2016.

Allora, si trattava di soddisfare una richiesta che aveva avanzato il Comandante Generale dell’epoca; oggi si tratta invece di adeguare alla realtà odierna, in continua mutazione, i contenuti digitali di cui l’Istituzione si pregia di essere attenta custode, ma forse si potrebbe dire pronta a immaginare ciò che una società in mutazione continua comporta.

Un punto di passaggio importante, verrebbe da dire, che ha consentito una crescita importante degli autori e dei lettori, attenti ai contenuti che aiutano a comprendere quel mondo talvolta antico nel quale ci si può immergere.

In questo senso, si può considerare ampiamente raggiunto l’obiettivo di divulgare in modo leggero e gradevole oltre 200 anni di Storia dell’Arma, di una istituzione che è sempre stata vicina ai cittadini.

Certamente, va sottolineato che per fare ciò si deve guardare al cosiddetto backoffice e cioè a quelle attività significative per la crescita di un percorso di diffusione della storia. Il riferimento, chiaramente comprensibile, è dedicato a quel patrimonio culturale che gli archivi custodiscono e che deve essere preservato, sottoponendo a tutela quelle carte che tanto possono riuscire a raccontare.

Dunque, queste poche righe presentato qualche riflessione in ordine sparso sui sei numeri del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri e sul suo contenuto apparso nel corso del decimo anno di vita del periodico. In merito alla nuove copertina si è già scritto precedentemente.

Si è scelto di aggregare per macroaree gli articoli apparsi, dunque in base al periodo storico e in base all’argomento.

Ecco dunque che i contenuti si possono considerare in una prospettiva diversa rispetto quella presentata nei sei fascicoli dell’anno X del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri.

Periodi storici analizzati

La narrazione proposta nelle numeri del Notiziario copre tutta la storia dei Carabinieri e oltre due secoli di storia italiana, ma vi è una attenzione maggiore al periodo della Seconda Guerra Mondiale, in conseguenza della ricorrenza degli ottant’anni dalla fine della guerra.

Dalla fondazione alla fine del lungo Risorgimento italiano

Vi sono due contributi, uno concentrato sul Genovesato e sulla transizione dal modello della Gendarmeria Imperiale ai Carabinieri Reali (1797-1825), mentre un secondo analizza il fenomeno di lotta al Brigantaggio meridionale post-unitario in Molise (1861-1869).

Dall’Unità d’Italia alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale

La criminalità rurale e quella organizzata rappresentano i fenomeni criminali del periodo. Un contributo è dedicato ai sequestri di persona in Sicilia nel periodo 1870-1890, un secondo è legato all’omicidio del Carabinieri Piccinelli a Grassano (1875) e un terzo si focalizza sulla fine del brigantaggio in Maremma (1896). Di questo periodo sono presenti scritti relativi alla riorganizzazione della gendarmeria in Albania, sui Carabinieri aviatori nel corso del primo conflitto mondiale e la ricorrenza del centenario di fondazione ufficiale del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri (1925).

La Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza (1940-1945)

Sebbene, in genere si reputi necessario distinguere il 1940/1943 dal 1943/1945, in ordine alla periodizzazione temporale, si è ritenuto più economico mantenere insieme i due momenti distinti della guerra. Si parla dunque del cosiddetto arresto di Mussolini, della difesa di Roma, della Guerra di Liberazione attraverso magnifiche figure di resistenti con gli alamari come il tenente Fausto Cossu, il brigadiere Alberto Araldi e il Capitano Giorgio Geniola, ma anche le drammatiche sofferenze degli Internati Militari Italiani. Dal punto di vista criminale, emerge la vicenda della cosiddetta Banda dei Niscemesi che operò in Sicilia (1943-1947), mischiando separatismo e criminalità.

Dal Secondo dopoguerra ad oggi

I contributi per l’ultima lunga fase di storia ricordano un drammatico fatto di cronaca noto come il caso di Villarbasse, 1945, a cui segue l’intervento dell’Arma in occasione del terremo del Belice (1968). La ricorrenza dei 65 anni di fondazione del Servizio Aereo dell’Arma dei Carabinieri porta a raccontarne la storia e l’evoluzione. Si parla anche della specialità Subacquei dell’Arma. Spostando l’attenzione a tempi più recenti, si giunge a raccontare i quasi trent’anni delle Multinational Specialised Unit e vent’anni del Center of Excellence for Stability Police Units.

Tipologie di argomenti

Personaggi

I personaggi rappresentano bene una necessità narrativa del Notiziario Storico. Emergono così le figure di personaggi della storia dell’Arma come Cossu, Araldi, Geniola, ma anche Tosetti, Di Blasi, Bartolini e Alfonso, insieme a vittime del dovere cadute per mano criminale o in occasione di calamità naturali come Piccinelli, Fogliaro, Cannella.

Comandi e reparti dell’Arma

Si parla della nascita della Divisione Carabinieri Reali di Genova, del ruolo della Scuola Centrale Carabinieri Reali di Firenze quale centro di reclutamento per le formazioni partigiane, ma le ricorrenze permettono di parlare anche delle MSU e del CoESPU.

Servizio d’istituto

Nel servizio d’istituto si ritrovano le funzioni di Forze dell’Ordine, sia nella funzione preventiva, sia nella funzione repressiva. Dunque emerge la lotta al Brigantaggio meridionale e quello maremmano, il contrasto ai fenomeni criminali nella Sicilia tra il 1943 e il 1947, ma anche le indagini legate al grave fatto di cronaca di Villarbasse o alla caccia al brigante Musolino.

Momenti di storia nazionale

In questa categoria si possono raggruppare sia la caduta del fascismo, gli ultimi mesi di vita del dittatore decaduto, ma anche l’intervento dell’Arma in occasione di grandi calamità naturali.

Musei, Archivi e Biblioteche (MAB)

Si parla del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri ricordandone la fondazione con l’erezione ad ente morale nel dicembre 1925. Un passo importante per una prima conservazione e valorizzazione di una parte modesta dell’enorme patrimonio documentario che i Carabinieri custodiscono.

Armi e uniformi

Una rubrica e un’attenzione alle armi e alle uniformi rappresenta, o dovrebbe rappresentare, una costante nella presentazione del patrimonio esposto o comunque custodito nel Museo. In questo senso, si sottolinea l’importanza che è attribuita alle armi come nel caso della Colt 1911, del moschetto 91/24 e ancora della spada dell’Islam.

Conclusioni

Dai sei numeri del Notiziario si può declinare un’immagine dell’Arma dei Carabinieri come una Istituzione in grado di garantire la continuità dello Stato, a differenza di altre che arrogano titoli senza averne. L’Arma, anche attraverso i testi divulgativi presentati, si dimostra capace di adattarsi a contesti politici estremi senza smarrire la propria identità e la fedeltà ai propri valori.

Le pagine della rivista presentano una sorta di mosaico dove la grande storia, come le guerre, la caduta del regime, il passaggio da una forma di Stato ad un’altra, si intreccia indissolubilmente con la microstoria di tanti piccoli eroismi individuali di semplici Carabinieri nel corso della lunga storia dell’Istituzione. In questo senso, si deve sottolineare la funzione del Notiziario Storico quale strumento di memoria attiva, attraverso il riutilizzo dei documenti d’archivio e degli oggetti museali presentati non tanto come oggetti da mostrare, ma come un potente strumento didattico per formare la coscienza civica delle nuove generazioni.

In definitiva, i testi ancora una volta fanno emergere il ruolo dell’Arma dalla doppia natura di Arma combattente e Forze dell’Ordine o, forse sarebbe meglio dire, quale presidio sociale a favore della collettività.

Tabella cronologica degli articoli del 2025

NumeroPeriodoTitolo sommarioAutoreFascicolo
11797-1825GenovesatoG. Notarnicola4
21861-1862Briganti in Molise (Parte I)C. Burgio3
31862-1869Briganti in Molise (Parte II)C. Burgio4
41870-1890Rapimenti nella Sicilia post-unitariaF. Sergi3
51875Grassano 1875. Omicidio PiccinelliA. De Rosa6
61896-1897L’imboscata del CrocinoG. Salierno1
71897-1901La cattura del brigante MusolinoF. Caldari6
81908Gli eroi del 1908 (Terremoto Messina)F. Sergi1
91914-1940Carabinieri in Albania (Parte I)C. Burgio5
101922-1926Salto dell’Appuntato Emilio MartinoF. Caravetta5
111925Istituzione del Museo StoricoG. Iannella6
121937La spada dell’IslamD. Mancinelli6
131939La morte dell’Appuntato FogliaroF. Caravetta2
141940-1947Carabinieri in Albania (Parte II)C. Burgio6
151941Il Maresciallo Daniele Ferrari (Culqualber)Capriglio-Montipò1
161943 (Luglio)Generale Hazon e arresto MussoliniM. Sole4
171943 (Sett.)Il Carabiniere Alberto De MaioM. D’Angella6
181943-1947La Banda dei NiscemesiC. Burgio1
191943-1944Due Carabinieri Partigiani a FirenzeM. Sole2
201943-1944Il Maresciallo Costabile Di BiasiG. Severino3
211943-1945Odissea balcanica (IMI)Barbieri-Verrecchia5
221944-1945Morte di un carabiniere (Tosetti)C. Burgio2
231944-1945Cossu e Araldi (Resistenza Piacenza)M. Riscaldati3
241945 (Apr.)Mistero sulle ultime ore del duceM. Sole3
251945 (Nov.)Il massacro di VillarbasseE. Cursi4
261953-OggiCarabinieri subacqueiF. Caldari2
271960-OggiCarabinieri volanti (Servizio Aereo)F. Caldari1
281968Il vicebrigadiere di Montevago (Belice)F. Sergi6
291997-OggiQuasi trent’anni di MSUF. Caldari3
302005-OggiCoESPUF. Caldari4
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comunicazione Storia militare

“Donne e stellette”

25 anni di storia. Convegno

Il 19 novembre 2025, presso il Centro Alti Studi della Difesa, si è tenuto il “Convegno di Studi Storici” intitolato “Donne e stellette. 25 anni di storia” realizzato dall’Ufficio Storico del V Reparto dello Stato Maggiore della Difesa.

Il programma ha ripercorso il processo di inserimento delle cittadine italiane all’interno della compagine militare, partendo dalla legge 20 ottobre 1999, n. 380 recante Delega al Governo per l’istituzione del servizio militare volontario femminile.

In merito al testo normativo si segnala che l’unico articolo della legge era organizzato su 9 paragrafi. In particolare, il primo paragrafo sottolinea il carattere volontario dell’ingresso delle cittadine italiane nelle Forze Armate e nel corpo della Guardia di Finanza. Va ricordato che, al momento dell’ingresso in vigore della norma, l’Italia aveva in piedi ancora un servizio militare obbligatorio sospeso nel 2005, per effetto della legge 23 agosto 2004, n. 226, recante Sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata, nonchè delega al Governo per il conseguente coordinamento con la normativa di settore.

In conseguenza della legge 380/1999, il primo concorso delle Forze Armate a cui poterono partecipare le cittadine italiane fu quello di reclutamento di personale laureato in diversi percorsi tecnici nell’Arma dei Carabinieri. Su questo, un episodio di Storie Benemerite, serie realizzata da RaiCultura in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, ricorda l’ingresso delle prime due donne in uniforme, peraltro entrambe psicologhe.

Le disposizioni applicative della legge furono emanate con decreto legislativo 31 gennaio 2000, n. 24, recante Disposizioni in materia di reclutamento su base volontaria, stato giuridico e avanzamento del personale militare femminile nelle Forze armate e nel Corpo della guardia di finanza, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 20 ottobre 1999, n. 380.

Le prime due cittadine ammesse, quali ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, giurarono fedeltà alla Repubblica nel dicembre 2000, aprendo così l’accesso di altre cittadine nelle altre Forze Armate e nella Guardia di Finanza.  La scelta adottata fu lungimirante. Si decise in effetti di avviare l’inserimento del personale femminile partendo dai ruoli direttivi per consentire gradualmente l’accesso anche a quelli più operativi in un secondo momento.

Appare importante segnalare anche che l’articolo 10 del COM (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell’ordinamento militare) in merito alle attribuzioni del ministro riporta l’obbligo di presentare una relazione annuale “sul grado di integrazione del personale militare volontario femminile”.

Le relazioni e altri documenti ufficiali hanno permesso di realizzare una serie di contributi informativi sull’evoluzione della presenza e sul ruolo del personale femminile.

Per ritornare al convegno, l’inizio dei lavori è stato fissato alle 9.30 con il saluto delle autorità. La mattinata si è organizzata su due sessioni: la prima intitolata “le donne militari da 25 anni” e la seconda “raccontate dai Media”. In sostanza, quattro diverse professionalità hanno ripercorso i passi che hanno consentito di vedere, da 25 anni, cittadine italiane in uniforme al pari dei cittadini e su base volontaria. Nella seconda sessione alcuni rappresentati dei Media hanno proposto i loro percorsi narrativi centrati sulle figure femminili. La mattinata si è conclusa con un intervento del SottoSegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, che ha presentato alcune considerazioni sulla questione.

Nel pomeriggio, la riapertura è stata leggermente posticipata per consentire una pausa per un light lunch. Già nella prima sessione pomeridiana si è potuto apprezzare il carattere storico del convegno con interventi di qualificati speaker quali la professoressa Anna Maria Isastia, Segretario Generale della Società Italiana di Storia Militare e Consigliere Nazionale dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, già docente presso La Sapienza, il professor Matteo Ermacora, docente nelle scuole secondarie e a contratto presso l’Università degli Studi di Udine, La professoressa Stefania Bartoloni e la professoressa Liliosa Azara, entrambe incardinate nell’Università Roma Tre e studiose rispettivamente della storia delle donne, con un significativo approfondimento alla componente delle Infermiere Volontarie di Croce Rossa Italiana (Stefania Bartoloni) e alla storia di genere, con un importante approfondimento sul Corpo di Polizia Femminile (Liliosa Azara).

La sessione pomeridiana. L’intervento del professor Ermacora

L’ultima sessione del convegno ha mantenuto il carattere storico preannunciato nel programma con altre tre relatori ben noti a chi si occupa di cose militari. Il giornalista Andrea Romoli ha presentato la Medaglia d’Oro al Valor Militare Paola Del Din, la professoressa Maria Gabriella Pasqualini, studiosa ad ampio spettro con una profonda conoscenza della Storia dell’Intelligence, ha parlato di donne e intelligence, mentre l’ultimo intervento è stato dedicato dal dottor Giovanni Cecini, consolidato divulgatore di storia militare e Youtuber, alle uniformi femminili adottate fino alla seconda Guerra Mondiale.

Il convegno ha visto una discreta partecipazione di pubblico, principalmente in uniforme, tanto da dover rendere disponibile una seconda aula; va detto in chiusura che, nonostante alcune criticità organizzative, la giornata ha consentito di raccogliere interventi di giornaliste, esperte del settore, donne in uniforme e anche di storici.

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comunicazione Public History storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

il Notiziario Storico … a colori

una nuova iniziativa della Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma

Si segnala con curiosità una nuova iniziativa del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri.

A partire dal numero 4 del 2025, la copertina della rivista storica di divulgazione online si presenta con un’immagine a colori.

Nel caso del fascicolo in questione si vedono due Carabinieri in uniforme grigioverde che osservano la città di Atene dal Partenone.

L’immagine scelta è di grande efficacia e la colorazione rende merito all’immagine selezionata. Non ci sono indicazioni in merito a chi ha proceduto alla colorazione successiva, dunque si può ritenere che sia attribuibile a chi si occupa della grafica del periodico, Giovanni Iannella, al quale vanno sicuramente i meriti di un lavoro di qualità, silenzioso e apprezzato.

In merito alla foto, tuttavia, è necessario un piccolo approfondimento.

La selezione è caduta su di una immagine che non rappresenta i militari nella valle dei Templi come recita genericamente la didascalia della foto prescelta “Pattuglia di Carabinieri in Sicilia”, bensì riguarda il periodo di occupazione da parte delle truppe italiane della Grecia. Si può osservare il panorama della città di Atene prima dell’esplosione cementizia che ha devastato la città negli anni del secondo dopoguerra.

Per gli urbanisti si parla di Polykatoikia, ovvero edificazione di edifici in cemento armato, compresi tra quattro e sette piani, senza un piano regolare centralizzato che ha dato vita ad una espansione cittadina disordinata.

In finale, l’immagine a colori che è stata scelta rappresenta bene un territorio con uno sviluppo ancora regolare.

Il fascicolo 5 (settembre/ottobre) 2025, riproduce una bella immagine a colori di una cartolina della legione Carabinieri Reali di Tirana. In questo caso, oltre al cartiglio in italiano e in albanese, si nota un Carabiniere Reale che indossa la GUS in piedi nella posizione di riposo, imbracciando il moschetto 91/38. Un’aquila albanese osserva severamente il militare, mentre sullo sfondo compare la città (forse Tirana) con la montagna intorno e il golfo.

Una granata con la fiamma sovrasta l’aquila, mentre lo stemma araldico compare vicino le gambe del Carabiniere. 3 cerchi rappresentano alcune viste di località albanesi.

La copertina del fascicolo 5 (settembre/ottobre) 2025

Concludendo, la scelta di dare vita ad una copertina a colori rappresenta una piccola e interessante novità accattivante, in grado di attrarre nuove appassionati lettori alla rivista che, con il fascicolo 6 (novembre/dicembre) 2025, chiude definitivamente il decimo anno di vita.

Lunga vita al Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri e al suo progetto di comunicazione della Storia!

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Podcast Public History storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

La Storia dei Carabinieri a Dakar

Un contributo alla diffusione della conoscenza della Storia dei Carabinieri in ambito internazionale. I Carabinieri nella Liberazione d’Italia 1943-1945

In occasione del L congresso della Commissione Internazionale di Storia Militare, La Storia dei Carabinieri è stata presente con un intervento dedicato all’Arma dei Carabinieri.

Già in passato vi erano stati contributi presentati e discussi nel corso di altri congressi, ma quest’anno abbiamo voluto offrire una riflessione di più ampio respiro, meno tattica e forse, se ci è consentito, più filosofica.

La prima slide della presentazione che accompagnava il testo

L’organizzazione del congresso è stata curata dalla Commissione Senegalese di Storia Militare insieme all’Università Cheikh Anta Diop di Dakar. L’incontro si è tenuto a Dakar (Senegal) dal 31 agosto al 5 settembre 20251.

Il tema del congresso era dedicato alle ribellioni… Rebellions and Sovereignty in the Contemporary Age (1800 to the Present Day). Sono stati scelti 4 assi principali di ricerca:

La tipologia delle ribellioni, forme e caratteristiche; i fattori, le cause e le origini delle ribellioni; la sovranità ribelle; le conseguenze delle ribellioni.

Partendo dal titolo generale, si è pensato più utile individuare un momento in cui i Carabinieri rappresentarono parte di quella ribellione che spesso esula da una narrazione istituzionale e che è stato poco studiato, se non per nulla.

Di conseguenza, il pensiero non poteva che andare al ruolo ricoperto dall’Arma, o meglio, dai Carabinieri tra il 1943 e il 1945, in quei lunghissimi mesi che vanno dall’armistizio dell’8 settembre 1943, alla fine della seconda Guerra Mondiale.

Si è trattato di un periodo molto difficile che è stato trattato nel corso degli ultimi anni attraverso contributi selezionati che sono apparsi nel nostro podcast La Storia dei Carabinieri (qui su Podcast index) e nelle pagine della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri e che chiudono il triennio di studi, riflessioni ed approfondimenti che la rivista ha avviato.

Dakar, 1 settembre 2025, un momento della presentazione di La Storia dei Carabinieri

In omaggio ad una delle lingue parlate in Senegal, si è creduto opportuno preferire il francese che, nonostante tutto, resta un idioma che ancora è molto presente in Africa.

Dunque Carabinieri nella Resistenza tra il 1943 e il 1945. Il titolo dunque è stato il seguente: Les Carabinieri dans la libération de l’Italie, 1943 – 1945.

Nel presentare brevemente la proposta si precisava che “Con l’armistizio dell’8 settembre 1943, i Carabinieri in qualità di Forza dell’Ordine a statuto militare si trovarono a gestire una situazione di grande crisi. La neonata Repubblica Sociale Italiana cercò di schiacciare l’Arma all’intero di una nuova forza dell’ordine. I Carabinieri rimasti in servizio in Nord Italia furono costretti a frenare le pressioni dei nazisti e dei fascisti ove poterono. Non sempre fu facile, non sempre ci riuscirono. 

Dopo l’agosto 1944, coloro che erano riusciti a sottrarsi alla cattura operata nell’Italia del Nord si poterono contare oramai solo nelle fila del movimento di Resistenza, insieme ad altri uomini e donne che rifiutarono di servire i fascisti della RSI e i nazisti. Con l’insurrezione generale del 25 aprile 1945, l’intera Italia fu liberata dalla presenza della dittatura e i Carabinieri poterono riprendere lentamente le loro funzioni di forza dell’ordine a statuto militare a sostegno dei cittadini italiani”2.

In vista della chiusura del lunghissimo percorso di studi e di diffusione delle iniziative avviate con la redazione della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, in effetti, è parso importante cogliere l’occasione per presentare in un consesso internazionale alcune considerazioni relative ai Carabinieri che ebbero la forza di opporsi all’arroganza e alla prevaricazione nazifascista continuando a combattere fino alla fine della guerra. Si trattava di un numero tutto sommato non così modesto che, lentamente, si era riuscito a sottrarre prima alle imposizioni e quindi alla deportazione che i Carabinieri subirono il 4 agosto 1944. L’unica strada rimasta non era altra che la partecipazione attiva alla Resistenza per portare la Liberazione del nostro Paese.

Dunque un intervento di riflessione che ha fatto il punto di situazione in una prospettiva di ampio respiro sulle vicende che i militari dell’Arma vissero in quel periodo così travagliato.

Dakar, 1° settembre 2025. Al termine della presentazione

Certamente, il testo aiuta la comunità scientifica internazionale presente a congressi di questa portata a scoprire non solo l’esistenza dell’Arma dei Carabinieri ma anche il ruolo importante e di primo piano che i suoi militari ebbero nel corso del 20 mesi di vita della Rai e di lotta di Liberazione.

Non appena possibile, si ritornerà a parlare del tema, carte alla mano… a buon intenditor …

Dakar, settembre 2025 la caserma sede della brigata territoriale di Ouakam e dello squadrone di sorveglianza e intervento di Dakar
  1. Al momento di scrivere questo post, il sito della Commissione senegalese realizzato per il congresso non è più attivo. Alcune informazioni sono disponibili sul sito dell’Università Cheikh Anta Diop di Dakar. ↩︎
  2. Qui il testo della proposta in francese: “Avec l’armistice du 8 septembre 1943, les Carabinieri, en tant que force de l’ordre à statut militaire, se sont retrouvés dans une situation de grande crise. La nouvelle République sociale italienne fasciste créée sous les ordres des Mussolini et le control des Nazis tentait d’intégrer les Carabinieri dans une nouvelle force de maintien de l’ordre. 
    Les Carabinieri restés en service dans le nord de l’Italie ont été contraints de freiner la pression des nazis et des fascistes là où ils le pouvaient. Cela n’a pas toujours été facile et ils n’ont pas toujours réussi. 
    Après août 1944, les Carabinieri survécu à la déportation de l’Italie du Nord ne pouvaient être comptés que dans les rangs de la Résistance, avec les autres hommes et femmes qui refusaient de servir les fascistes de la RSI et les nazis. 
    Avec l’insurrection générale du 25 avril 1945, toute l’Italie fut libérée de la dictature et les Carabinieri ont pu peu à peu reprendre leurs fonctions en tant que force de maintien de l’ordre à statut militaire au soutien des citoyens italiens”. ↩︎

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Notiziario Storico 2024, il primo quadrimestre

pubblicati i fascicoli 1 e 2 con il terzo in attesa

Care amiche, cari amici, vogliamo offrire una breve carrellata del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri per i primi due bimestri gennaio/febbraio e marzo/aprile, con quel terzo in arrivo a stretto giro.

Dobbiamo ricordare che è si tratta di un periodico particolarmente interessante e che si inserisce nel panorama della pubblicistica militare con una prospettiva diversa.

Infatti, il bimestrale offre molti contenuti poco conosciuti o addirittura sconosciuti anche a molti appartenenti all’Arma. Dunque si può affermare che la rivista divulgativa dedicata alla storia si sia inserita perfettamente all’interno del più complesso mondo delle riviste militari. Ma ne parleremo con calma in una prossima occasione

Spostando l’attenzione sul fascicolo 1/2024, segnaliamo che la copertina raffigura una compagnia d’onore con bandiera e tromba all’interno del Quirinale databile tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta.

La rubrica Pagine di storia riporta tre articoli. Il primo è la continuazione del cosiddetto “arresto di Mussolini” che Marco Riscaldati intitolata “Accadde a Villa Savoia”. Segnaliamo che l’autore aveva già pubblicato nel numero speciale “I Carabinieri del 1943” un contributo dal taglio leggero dedicato proprio all’Arma dei Carabinieri dallarresto di Mussolini alla sua liberazione.

Segue un profilo biografico a firma di Carmelo Burgio su di un comandante generale come Luigi Maria Richieri di Montichieri e chiude un testo di Marco Patricelli sul ruolo dell’Arma dei Carabinieri Reali nella Guardia Nazionale Repubblicana, nel crepuscolo del fascismo tra l’ottobre 1943 e l’agosto 1944 nella sedicente Repubblica Sociale Italiana.

Spostando l’attenzione a Cronache di ieri, Fabrizio Sergi parla de L’agguato di Torretta, mentre A proposito di … Maria Gabriella Pasqualini esce dal suo settore di storia dei servizi d’intelligence per guardare a Le ragioni dell’internamento.

Curiosando nel Museo dell’Arma riporta una bella descrizione della Walther P38 intitolata Dalla Seconda Guerra a Lupin III a firma di Daniele Mancinelli, mentre in Carabinieri da ricordare Giuseppe Santoni parla del Brigadiere Onelio Manoni. Un episodio che ricorda la terribile ferocia dei nazi-fascisti e dei loro fedeli servi repubblichini.

Come sempre dalla sua istituzione, il periodico contiene anche qualche breve nota dedicata ad avvenimenti accaduti cento e duecento anni prima in L’almanacco racconta.

Spostando l’attenzione al fascicolo del bimestre marzo-aprile 2024, le Pagine di Storia contengono due contributi legati al secondo conflitto mondiale e la riproposizione di biografie di comandanti generali (senza entrare nel merito del titolo attribuito correttamente o meno). In particolare, Marco Montipò e Marco Capriglio pubblicano I Carabinieri, la Resistenza e la Guerra di Liberazione a Reggio Emilia che apre il fascicolo a cui segue un contributo su Michele Taffini d’Acceglio di Carmelo Burgio e quindi chiude Massimiliano Sole con I Carabinieri e gli Alleati all’indomani dello sbarco in Sicilia.

Nelle Cronache di ieri, Enrico Cursi parla di un Furto sul treno, mentre Ciro Niglio in A proposito di … scrive di Mogli di Carabinieri. Curiosando nel Museo dell’Arma, invece, Daniele Mancinelli racconta de Il portasigari di Cavour.

Giuseppe Notarnicola invece traccia un profilo del Colonnello Olinto Chiaffarelli nella rubrica Carabinieri da ricordare.

Chiudono il numero i due episodi de L’Almanacco racconta con un giuramento rinnovato e Fiume all’Italia.

Una breve presentazione, senza dubbio, ma abbastanza puntuale da suscitare quella curiosità che possa spingere un lettore interessato ad approfondire alcune qualche pagina di storia dei Carabinieri.

Alla prossima!

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Forza alla legge, un primo passo

studi storici su Carabinieri, Gendarmerie e Polizie Armate

Approfittiamo di un pò di calma per ragionare con il lettore di queste righe sull’impegno che ha portato alla pubblicazione di Forza alla legge e sui possibili sviluppi in termini generali.

Ora che il volume è disponibile in download gratuito attraverso le iniziative della Società Italiana di Storia Militare è possibile fare qualche considerazione ulteriore sul progetto di cui siamo stati attivi protagonisti dal lancio della call 4 papers.

Lo abbiamo detto, di strada ne è stata fatta ed ora siamo giunti ad una prima tappa … abbiamo finalmente fatto un primo passo: forza alla legge!

Come possiamo leggere questo risultato? Certamente si tratta di un grosso sforzo merito sicuramente della volontà di tutti gli autori che hanno partecipato a questa iniziativa e del presidente della Società Italiana di Storia Militare che, lo abbiamo detto e lo ricordiamo ancora, ha avuto l’attenzione di convincere il membro del direttivo della SISM, il tenente colonnello Flavio Carbone, ad assumersi la curatela dell’iniziativa.

Il logo della SISM con il titolo come appare sul sito internet dell’associazione

I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma … Una riflessione ora è d’obbligo.

Un sincero ringraziamento per aver realizzato questa iniziativa lo si deve al presidente della SISM, Virgilio Ilari. Come sanno coloro che mi conoscono non sono uso ad atteggiamenti di piaggeria, tutt’altro.

In questo caso, va riconosciuto il grande impegno di Virgilio nel campo dell’editoria attraverso il progetto NAM – Nuova Antologia Militare e in quello parallelo della Fvcina di Marte. La Società Italiana di Storia Militare è riuscita ad sottrarsi a quella situazione di cul-de-sac con l’adozione di una mission ancora più robusta, l’accreditamento ANVUR che rappresenta forse uno degli obiettivi più ambiziosi che una associazione potesse prefiggersi.

Questo accreditamento consentirebbe di attribuire sul vessillo della SISM una medaglia virtuale di grande importanza, riconoscendone il valore scientifico alla rivista.

La testata della rivista sul sito https://www.nam-sism.org/

In base al sistema universitario attuale, infatti, solamente il riconoscimento dell’Agenzia consente ad una rivista di svolgere quel fenomeno di attrazione di autori che intendono investire le proprie competenze e il proprio know-how nella stesura di un articolo.

Se da una parte ciò rappresenterebbe dunque un grande successo strategico per la Società, dall’altra aprirebbe lo spazio ai ricercatori, agli studiosi che continuano a vedere nello spazio universitario un’area di possibile crescita e di costruzione di un sapere strutturato, soprattutto va detto a favore di quella disciplina, la Storia Militare, che l’Accademia non ha ritenuto sufficientemente degna al punto che le è stato negato uno spazio scientifico-disciplinare. Questo mancato riconoscimento sicuramente costituisce un grande vulnus che impedisce, insieme ad altri fattori, lo sviluppo di studi dedicati a questo specifico campo di approfondimento che, dunque, non potendo essere strutturati spesso si perdono nei rivoli di altri settori e mancano di una organicità che sarebbe invece un elemento indispensabile per portare le conoscenze italiane su di un piano di effettiva pariteticità di ciò che fanno gli altri Paesi, con particolare riferimento a quelli in lingua inglese.

La copertina de La Fvcina di Marte 14, Forza alla legge, curatore Flavio Carbone

In questo senso, e almeno per le questioni delle forze dell’ordine, il progetto realizzato “Forza alla legge” di cui Flavio Carbone è stato il curatore rappresenta un elemento di grande novità nel panorama degli studi dedicati alle forze dell’ordine, perché è riuscito ad attrarre con grande pazienza autori di livello provenienti da spazi geografici e universitari diversi che hanno consentito la realizzazione di un prodotto di qualità.

Ora tocca a voi leggerlo.

Per ulteriori riflessioni, scrivete a storiacc (storiadeicarabinieri@gmail.com)

Buona continuazione!

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Notiziario Storico dell’Arma n. 1 / 2023

Alla scoperta dei contenuti

Il Notiziario Storico 1/2023 contiene numerosi contributi di interesse per il lettore curioso. Le pagine di storia, la prima rubrica del periodico, accoglie “L’Ordine Militare di Savoia e le prime medaglie e i primi Carabinieri” a firma di Carmelo Burgio, a cui segue “I ricordi di Abramo” a firma di Marco Riscaldati. A proposito dell’Ordine Militare d’Italia, discendente diretto di quello presentato nelle pagine del Notiziario, segnaliamo che l’autore è anch’egli insignito dell’importante riconoscimento.

La sezione Cronache di ieri presenta l’articolo di Giovanni Salierno dal titolo “La banda del Gobbo” e quello di Fabrizio Sergi dedicato ad un episodio noto come “eccidio di Partinico”.

Segue poi “Il Fregio” di Vincenzo Longobardi proposto nella rubrica “a proposito di…”. Un aspetto molto interessante che sveglia l’attenzione soprattutto dei collezionisti ma anche di tutti quegli appassionati di uniformi che sono alla ricerca di aspetti particolari meno noti.

La copertina del Notiziario n. 1/2023 nello “sfogliatore” online del sito www.carabinieri.it

Curiosando nel Museo dell’Arma, Daniele Mancinelli scrive “Fuoco fulmineo”. Per chi non lo sappia ancora, Mancinelli è l’armaiolo del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, un brigadiere appassionato che ama approfondire le conoscenze acquisite continuando ad aggiornarsi nel campo delle armi con particolare riferimento a quelle antiche o comunque non più in uso alle Forze Armate e quindi all’Arma dei Carabinieri.

Nei “Carabinieri da ricordare” Gianluca Passalacqua narra del “Carabiniere Giulio Speranza”. Nella rubrica di chiusura “L’almanacco racconta”, vi sono due date, il 1° aprile 1823, primo giorno dei Carabinieri Reali sull’isola di Sardegna e il 15 febbraio 1923 con la concessione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare al Carabiniere Sebastiano Pagano.

Sicuramente ci sarebbe ancora qualcosa da scrivere ma per il momento ci basta citare almeno i titoli degli articoli, riservandoci poi di fare qualche considerazione più avanti nel corso dell’anno.

Insomma, ora tocca al lettore appassionato divorare questo primo numero.

A presto!

 

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La partenza del generale

Il saluto a Nicolò Mirenna

Nel ricordo personale di Flavio Carbone, ideatore e autore del progetto “Storia dei Carabinieri”

Ho avuto occasione di conoscere la prima volta il generale Nicolò Mirenna qualche anno fa. Ero giunto da poco all’Ufficio Storico ed ebbi l’opportunità di essere presentato a lui.

22 aprile 1991. Il Presidente della Repubblica, onorevole Francesco Cossiga, riceve il Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di divisione Nicolò MIrenna. Portale Storico Presidenza della Repubblica

Già Capo Ufficio Storico negli anni Settanta, ebbe l’opportunità di vivere una stagione speciale e di contribuire con le sue competenze alla vita e ai successi di un Ufficio Storico che subì successivamente, per oltre un decennio, un triste destino; inglobato all’interno dell’Ufficio Pubbliche Relazioni di quella fine anni Settanta e inizio anni Ottanta risorse nuovamente alla fine degli anni Ottanta. Purtroppo quel periodo difficile ebbe grandi conseguenze sia per gli studi di natura storica, sia per la tutela degli archivi storici.

Ebbene, si trattava di un anziano ufficiale che apparteneva ad un’Arma oramai antica e lontana alla quale, tuttavia, si voleva bene, un pò come spesso capita quando si è bambini e si gioca con i nonni.

Incontrare una persona piena di cultura e di saggezza è sempre un grande dono e chi lo ha conosciuto ne è ben consapevole. Da parte nostra, di chi ha fatto servizio anni fa all’Ufficio Storico c’è una piccola grande soddisfazione: aver aiutato il generale Mirenna a chiudere un piccolo cerchio.

Sempre entusiasta, aveva ripreso a lavorare ad un suo antico progetto che negli anni aveva accantonato. Finalmente negli ultimi tempi, prima del COVID, aveva ripreso i suoi studi sui battaglioni mobili, pensiero e cruccio nei suoi pensieri di studioso. In quella contaminazione che la sala studio dell’Ufficio Storico, ora Direzione dei Beni Storici e Documentali, regala a chi la frequenta avemmo l’opportunità di convincerlo a riprendere in mano quel suo antico progetto.

Noi (in questo senso è riferito ai militari che curavano la sala studio) abbiamo avuto il privilegio di aiutarlo a ragionare e e scrivere nuovamente sui battaglioni mobili che, dopo tanto tempo, apparvero in un bel libro, già introvabile dopo poco, con il quale concluse quell’ultima ricerca.

Il titolo del suo volume apparso nel 2019 è piuttosto semplice: I battaglioni mobili. Dalle origini alle operazioni di peacekeeping e di training – Il volume ripercorre la storia dei battaglioni dell’Arma dei Carabinieri a partire dall’età giolittiana fino alla loro formazione avvenuta alla fine del primo conflitto mondiale. Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri, 2019. Qui la recensione sulla Rassegna dell’Arma dei Carabinieri a firma di Flavio Carbone.

In queste pagine, si vogliono ricordare brevemente le sue opere oltre a quella appena citata.

Durante il servizio il generale Mirenna è stato autore di riflessioni interessanti, momenti di sintesi di un certo impatto:

  • La droga : cenni farmacologici e disciplina giuridica in Italia, Roma, il pensiero scientifico, 1981;
  • Tecnica di lotta alla droga, Roma, Laurus Robuffo, 1985 (poi ristampato nel 1999);
  • Emergenza droga, Cinisello Balsamo, Edizioni Paoline, 1991;
  • L’Associazione Nazionale Carabinieri, [s.i.], Associazione Nazionale Carabinieri, 2012;
  • Sul Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri (n. 6/2017, pp. 52-61) aveva pubblicato un breve articolo sull’Associazione Nazionale Carabinieri.

Il 22 dicembre 2022, il generale ha deciso di lasciarci all’età di 95 anni.

La partenza del generale Mirenna lascia un vuoto nel piccolo mondo degli studi dedicati alla Storia dei Carabinieri al quale guardava con attenzione ed affetto ricordando la sua lontana esperienza da Capo Ufficio Storico. Signor Generale, terremo a mente i suoi insegnamenti.

Buon viaggio generale!