L’iniziativa di AMUSE per i Martiri delle Fosse Ardeatine
Le associazioni senza fini di lucro spesso svolgono un ruolo importante che non sempre è adeguatamente conosciuto in una società digitale, così veloce; tuttavia queste, insieme alle Istituzioni, possono rappresentare un ausilio significativo nella costruzione di un comune sentire.
L’associazione AMUSE – Amici del Municipio Secondo di Roma riunisce persone interessate ad approfondire la conoscenza della storia del II Municipio del comune di Roma. Una storia complessa, sicuramente più giovane, rispetto ad altri municipi, ma non per questo meno interessante.
Tra le tante iniziative avviate dall’associazione, ci è sembrato importante ricordarne una dedicata ai Martiri della Fosse Ardeatine che sono vissuti nel municipio.

Il percorso di approfondimento è iniziato qualche tempo fa, nel 2024, quando, sempre per iniziativa dell’Associazione è stato possibile tenere una “passeggiata” all’interno del territorio municipale che si è concentrata su i seguenti punti. Il 24 settembre del 2024, su iniziativa dell’Associazione AMUSE è stato possibile realizzare effettivamente una passeggiata che si è fermata nei pressi delle abitazioni dove risiedevano i generali della Regia Aeronautica Roberto Lordi (via Antonio Bertoloni 26/B) e Sabato Martelli Castaldi (via Bruxelles 67), nonché il tenente colonnello dei Carabinieri Reali Giovanni Frignani (via Panama 114).
In realtà, il percorso è stato molto più lungo perché si è snodati lungo le strade dove abitavano i Martiri delle Fosse Ardeatine residenti nel Secondo Municipio. Dunque, oltre ai 3 ufficiali citati, il percorso ha raggiunto anche anche Luigi Bruno di Belmonte (via Vincenzo Bellini 16) e Aldo Finzi (via Panama 26).
In questa occasione, si sono succeduti nella narrazione delle brevi biografie dei Martiri delle Fosse Ardeatine Mario Avagliano, Edoardo Grassia e Flavio Carbone.

A questa opportunità di confronto e di conoscenza, è seguito molto altro.
Innanzitutto, una conferenza stampa di presentazione delle iniziative successive, tenutasi il 19 novembre 2025, presso il Centro Scout (Largo dello Scautismo 1, già Largo S. Ippolito) che ha avuto lo scopo di presentare il progetto “Pietre d’inciampo”.
L’impegno più consistente del lungo percorso, in particolare, si è condensato i giorni del 15 e del 16 gennaio 2026 quando è stato finalmente possibile posizionare le “pietre d’inciampo” dinanzi i portoni d’ingresso delle abitazioni di uomini catturati e poi massacrati alle Fosse Ardeatine. Se ne è parlato brevemente nel Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri 1/2026.
Il progetto realizzato per iniziativa di AMUSE (Amici Municipio Secondo) in collaborazione con l’Associazione Arte in Memoria e l’amministrazione del Municipio II di Roma ha permesso di realizzare l’iniziativa nei quartieri Nomentano, Parioli, Pinciano e Trieste.

In particolare, per chi scrive, l’attenzione si è concentrata su via Panama n. 114, dove abitava il tenente colonnello Giovanni Frignani, comandante del Gruppo di Roma Interno che fu protagonista, insieme a due capitani suoi dipendenti, del cosiddetto “arresto” di Mussolini.
Qui ci si sofferma su di un aspetto. Nella maggior parte dei casi, la cattura dei membri della Resistenza romana, avviene per delazione. Tuttavia, è anche vero che nonostante le torture subite da questi, a via Tasso gli esiti sono nulli. I torturati non parlano. Purtroppo, non poterono raccontare le loro vicende a noi posteri, se non attraverso lo strazio dei loro corpi lasciati decomporre nelle cave ardeatine.

Resta da considerare un aspetto. Come è stato detto anche altrove, si tratta di iniziative importanti che, dal basso, o meglio iniziative volute da parti consapevoli della società civile che, insieme alle Istituzioni, non vogliono dimenticare.
Comunicare la Resistenza e far conoscere ciò che donne e uomini seppero fare in quei mesi difficili per il nostro Paese rimane un impegno di tutti i cittadini.
E dunque, a noi non resta che invitare il lettore che si trovi a passare per una di quelle vie, a Roma, in Italia e in Europa, a soffermarsi dinanzi a una qualsiasi “pietra di inciampo” e ricordare chi è vissuto in quel luogo con un breve momento di raccoglimento.
























