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comunicazione storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

I piccoli gesti

L’iniziativa di AMUSE per i Martiri delle Fosse Ardeatine

Le associazioni senza fini di lucro spesso svolgono un ruolo importante che non sempre è adeguatamente conosciuto in una società digitale, così veloce; tuttavia queste, insieme alle Istituzioni, possono rappresentare un ausilio significativo nella costruzione di un comune sentire.

L’associazione AMUSE – Amici del Municipio Secondo di Roma riunisce persone interessate ad approfondire la conoscenza della storia del II Municipio del comune di Roma. Una storia complessa, sicuramente più giovane, rispetto ad altri municipi, ma non per questo meno interessante.

Tra le tante iniziative avviate dall’associazione, ci è sembrato importante ricordarne una dedicata ai Martiri della Fosse Ardeatine che sono vissuti nel municipio.

Roma, 16 gennaio 2026. Un momento della breve presentazione del tenente colonnello Giovanni Frignani tenuta dall’autore del volume sull’ufficiale, Mario Avagliano.

Il percorso di approfondimento è iniziato qualche tempo fa, nel 2024, quando, sempre per iniziativa dell’Associazione è stato possibile tenere una “passeggiata” all’interno del territorio municipale che si è concentrata su i seguenti punti. Il 24 settembre del 2024, su iniziativa dell’Associazione AMUSE è stato possibile realizzare effettivamente una passeggiata che si è fermata nei pressi delle abitazioni dove risiedevano i generali della Regia Aeronautica Roberto Lordi (via Antonio Bertoloni 26/B) e Sabato Martelli Castaldi (via Bruxelles 67), nonché il tenente colonnello dei Carabinieri Reali Giovanni Frignani (via Panama 114).

In realtà, il percorso è stato molto più lungo perché si è snodati lungo le strade dove abitavano i Martiri delle Fosse Ardeatine residenti nel Secondo Municipio. Dunque, oltre ai 3 ufficiali citati, il percorso ha raggiunto anche anche Luigi Bruno di Belmonte (via Vincenzo Bellini 16) e Aldo Finzi (via Panama 26).

In questa occasione, si sono succeduti nella narrazione delle brevi biografie dei Martiri delle Fosse Ardeatine Mario Avagliano, Edoardo Grassia e Flavio Carbone.

Roma, 16 gennaio 2026. Il posizionamento della pietra della memoria in via Panama n. 114.

A questa opportunità di confronto e di conoscenza, è seguito molto altro.

Innanzitutto, una conferenza stampa di presentazione delle iniziative successive, tenutasi il 19 novembre 2025, presso il Centro Scout (Largo dello Scautismo 1, già Largo S. Ippolito) che ha avuto lo scopo di presentare il progetto “Pietre d’inciampo”.

L’impegno più consistente del lungo percorso, in particolare, si è condensato i giorni del 15 e del 16 gennaio 2026 quando è stato finalmente possibile posizionare le “pietre d’inciampo” dinanzi i portoni d’ingresso delle abitazioni di uomini catturati e poi massacrati alle Fosse Ardeatine. Se ne è parlato brevemente nel Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri 1/2026.

Il progetto realizzato per iniziativa di AMUSE (Amici Municipio Secondo) in collaborazione con l’Associazione Arte in Memoria e l’amministrazione del Municipio II di Roma ha permesso di realizzare l’iniziativa nei quartieri Nomentano, Parioli, Pinciano e Trieste.

Roma, 16 gennaio 2026. Un momento dell’intervento della Professoressa Ada Chiara Zevi

In particolare, per chi scrive, l’attenzione si è concentrata su via Panama n. 114, dove abitava il tenente colonnello Giovanni Frignani, comandante del Gruppo di Roma Interno che fu protagonista, insieme a due capitani suoi dipendenti, del cosiddetto “arresto” di Mussolini.

Qui ci si sofferma su di un aspetto. Nella maggior parte dei casi, la cattura dei membri della Resistenza romana, avviene per delazione. Tuttavia, è anche vero che nonostante le torture subite da questi, a via Tasso gli esiti sono nulli. I torturati non parlano. Purtroppo, non poterono raccontare le loro vicende a noi posteri, se non attraverso lo strazio dei loro corpi lasciati decomporre nelle cave ardeatine.

Roma, 16 gennaio 2026. Al termine della cerimonia, il dottor Mario Avagliano, Giovanni Frignani discendente dell’ufficiale, alcuni militari dell’Arma che hanno presenziato alla breve cerimonia.

Resta da considerare un aspetto. Come è stato detto anche altrove, si tratta di iniziative importanti che, dal basso, o meglio iniziative volute da parti consapevoli della società civile che, insieme alle Istituzioni, non vogliono dimenticare.

Comunicare la Resistenza e far conoscere ciò che donne e uomini seppero fare in quei mesi difficili per il nostro Paese rimane un impegno di tutti i cittadini.

E dunque, a noi non resta che invitare il lettore che si trovi a passare per una di quelle vie, a Roma, in Italia e in Europa, a soffermarsi dinanzi a una qualsiasi “pietra di inciampo” e ricordare chi è vissuto in quel luogo con un breve momento di raccoglimento.

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Museo storico Public History recensione storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

SPRUNGEINSATZ MONTEROTONDO 9-10 settembre 1943

Perché parlare di un libro dedicato ad un episodio minore della primissima fase della Resistenza ai tedeschi?

Giovedì 2 ottobre 2025, presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, nell’ambito de I giovedì del Museo, l’autore, dottor Guido Ronconi, moderato dal tenente colonnello Flavio Carbone, ha presentato il volume Sprungeinsatz Monterotondo 9-10 settembre 1943, apparso oramai qualche tempo fa- Ha accompagnato la presentazione l’aiuto significativo del dottor Giovanni Cecini.

Dunque, si crede utile rispondere alla domanda iniziale. Innanzitutto, va ricordato che i Carabinieri presenti a Monterotondo ebbero un ruolo di primo piano nella difesa delle installazioni militari presenti, ovvero, lo Stato Maggiore del Regio Esercito che si era spostato da Roma alla sua sede di campagna.

Un secondo elemento, davvero non banale, è l’attività condotta dall’autore nel fare una ricerca che ha impegnato non poco tempo e risorse e che guarda con attenzione anche a fonti che generalmente non sono avvicinate dagli studiosi italiani.

Ma andiamo con ordine.

Ci vuole tempo nel fare le cose. Va anche detto che bisogna liberarsi da tanti impegni per dedicarsi a questa attività di blogging, come in tante altre.

2 ottobre 2025. Il salone d’onore con il pubblico presente

Così abbiamo pensato di dedicare un post ad una iniziativa che è partita da molto lontano e che si concentra su di una vicenda considerata minore, cioè una operazione militare condotta a Monterotondo il 9-10 settembre 1943, dove anche in questo caso i Carabinieri combatterono, insieme ad altre unità del Regio Esercito, per contrastare un’azione di paracadutisti tedeschi che tendeva a catturare l’intero Stato Maggiore italiano. Purtroppo, l’intelligence non deve mai essere stato il punto forte tedesco, tanto che non avevano idea che stavano attaccando un palazzo semivuoto. Ciò non fece venire meno la difesa delle Forze Armate italiane che ebbero la meglio.

Dunque iniziamo con un ringraziamento al dottor Guido Ronconi che ha accettato di presentare il volume nel Museo Storico dell’Arma, sotto la moderazione di Flavio Carbone e con la collaborazione attiva di Giovanni Cecini, storico, divulgatore e YouTuber ben noto negli ambienti della Storia Militare e anche per voi che siete lettori di questo blog.

La presentazione è stata introdotta da un saluto iniziale del Direttore del Museo Storico, tenente colonnello Raffaele Gesmundo, a cui ha fatto seguito il parigrado Flavio Carbone. Con l’ingresso in scena del dottor Giovanni Cecini, si è avviata la discussione soprattutto offrendo un contesto militare nel quale si è sviluppata l’operazione dei paracadutisti. Quindi, intorno ad un episodio così particolare, è continuata la discussione concentrata sull’opera di Guido Ronconi che ha avuto il grande merito di chiarire il clima di quei giorni drammatici e di mettere chiaramente in mostra la combattività dei reparti italiani con comandanti capaci e motivati.

Non crediamo sia necessario dire di più, perché in realtà è stato possibile unire le forze e realizzare un video disponibile su YouTube, all’interno del canale della Storia dei Carabinieri, su quello di Giovanni Cecini e infine rilasciato da Guido Ronconi sui suoi canali.

A questo punto non sembra il caso di rinviarvi che all’ascolto della presentazione.

Alla prossima!

PS Vi ricordiamo che il principale canale delle nostre iniziative è il blog che affianca e integra il podcast La Storia dei Carabinieri. Ascoltateci sulle principali piattaforme di distribuzione di podcast, a vostra scelta e piacere!

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comunicazione Podcast storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

Rivista Militare 170

Venerdì 27 marzo 2026, la Rivista Militare ha festeggiato i 170 anni di vita dalla sua antica fondazione

La Rivista Militare (già Rivista Militare italiana) presso la Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito, ha celebrato i 170 anni di vita. L’occasione ha permesso alla Direttore Responsabile e a tutto lo staff di ricordare adeguatamente la ricorrenza.

Per l’occasione, si è scelto dunque di realizzare un supplemento lasciandone la realizzazione a docenti e ricercatori universitari, ma anche di restituire un tangibile segno di riconoscenza ai convenuti. Dunque insieme al supplemento distribuito ai convenuti durante l’incontro, è stato possibile assistere alla presentazione di una cartolina commemorativa e all’annullo speciale realizzato per l’occasione.

Un bel momento di condivisione di un lungo percorso che è stato reso possibile grazie alla lungimiranza di un editore come Carlo Voghera e dei suoi eredi che hanno continuato a dare alle stampe il periodico sino al 1919.

La presentazione ha visto due principali relatori, il direttore responsabile del periodico da lunga data, colonnello Giuseppe Cacciaguerra, e il dottor Alessandro Bovini che si sono alternati nel conversare sul supplemento realizzato per ricordare i primi anni di vita del periodico e la lungimiranza dei fratelli Mezzacapo, ex allievi della Scuola Militare Nunziatella ed esuli a Torino, che vollero fortemente dare vita a un periodico dedicato agli studi militari.

A tale proposito sono ricordate le parole del Pinelli che affermava con molta onestà intellettuale che “esisteva nell’Armata Sarda la strana idea che lo studio a nulla valesse ad apprendere l’arte della guerra, ed il solo coraggio bastar potessi. Gli ufficiali studiosi, oltre ad essere quasi scherniti dai compagni che ironicamente chiamanvali “eruditi”, erano poi anche invisi al Governo” (p. 42). La cultura non piace(va).

Una storia insomma che nasce a Napoli, come tante vicende ma che poi diventa patrimonio della città ospite, una Torino risorgimentale che accoglie tanti esuli e diventa il punto di riferimento per la costruzione politica e sociale della nuova Italia unita, quel sogno che vedrà fronteggiarsi politicamente uomini del peso di Cavour, Mazzini, Garibaldi.

Insomma, un supplemento che mette in luce l’opera della Rivista Militare nella costruzione di un sapere tecnico-scientifico di altissimo livello, al pari dei migliori periodici del tempo.

Un aspetto molto interessante, però, lo fa emergere chiaramente il Direttore Responsabile Giuseppe Cacciaguerra quando sottolinea una caratteristica fondamentale della Rivista Militare, la possibilità di dibattere.

Si può affermare che fosse piuttosto comune sfogliare il periodico e scoprire tra gli autori ufficiali di gradi diversi, finanche dei subalterni che presentavano in quelle pagine le proprie idee e osservazioni sul funzionamento dei servizi o introducendo proposte di modifiche ordinative o ancora intervenendo sulla formazione delle reclute e sul ruolo dell’Esercito nella società. Ciò almeno sino alla Prima Guerra Mondiale, quando la censura rallentò il confronto per scomparire sotto il regime, per ritornare nelle parole del Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito (1943-1945), generale di corpo d’armata Paolo Berardi, si dovette attendere il primo numero del 1945 per poter avere almeno la parola del CSM a supporto di quel dialogo tra professionisti che si era interrotto ben prima del fascismo, ma che questo aveva generosamente mantenuto.

La mattinata si è conclusa con una piccola ma significativa cerimonia di apposizione dello speciale annullo postale realizzato proprio per l’occasione. Anche questa attenzione è stata particolarmente apprezzata dai presenti.

Un momento informale con gli amici Giovanni Cecini (Youtuber affermato) e Franco Di Santo (blogger di Storia e Soldati) entrambi attenti storici militari e non solo …

La presentazione è stata anche una grande occasione per incontrare e salutare altri studiosi e amici che non sempre il tempo e gli impegni aiutano a rivedere. In questo caso, tra gli altri, è stato un piacere salutare Franco Di Santo, ufficiale dell’Esercito in quiescenza, attento studioso di cose militari e blogger con Storia e Soldati, insieme a Giovanni Cecini, ben noto Youtuber concentrato sulla storia militare, ma anche su altri temi.

Infine, ci è parso più che opportuno salutare il Direttore Responsabile che ha avuto la grande capacità di portare avanti una rivista come quella dell’Esercito superando sfide brillanti e mettendo sempre in prima posizione l’interesse della collettività e il bene comune. Mi piace ricordare in questa sede, tra i tanti lavori di qualità condotti sinora, l’idea di realizzare una rivista delle Forze Armate in edizione speciale braille, a favore dei non vedenti, attraverso una serie abstract dei contributi più significativi realizzati nel corso dell’anno.

A tutti noi non resta che festeggiare il 170° compleanno della Rivista Militare. Auguri!

Un’ultima nota. Si consiglia l’iscrizione al nostro podcast La Storia dei Carabinieri (ci trovate su tutte le piattaforme di distribuzione) perché prossimamente sarà disponibile la registrazione audio (ci scusiamo per la qualità non ottimale) della presentazione del supplemento.

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comunicazione Storia militare

“Donne e stellette”

25 anni di storia. Convegno

Il 19 novembre 2025, presso il Centro Alti Studi della Difesa, si è tenuto il “Convegno di Studi Storici” intitolato “Donne e stellette. 25 anni di storia” realizzato dall’Ufficio Storico del V Reparto dello Stato Maggiore della Difesa.

Il programma ha ripercorso il processo di inserimento delle cittadine italiane all’interno della compagine militare, partendo dalla legge 20 ottobre 1999, n. 380 recante Delega al Governo per l’istituzione del servizio militare volontario femminile.

In merito al testo normativo si segnala che l’unico articolo della legge era organizzato su 9 paragrafi. In particolare, il primo paragrafo sottolinea il carattere volontario dell’ingresso delle cittadine italiane nelle Forze Armate e nel corpo della Guardia di Finanza. Va ricordato che, al momento dell’ingresso in vigore della norma, l’Italia aveva in piedi ancora un servizio militare obbligatorio sospeso nel 2005, per effetto della legge 23 agosto 2004, n. 226, recante Sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata, nonchè delega al Governo per il conseguente coordinamento con la normativa di settore.

In conseguenza della legge 380/1999, il primo concorso delle Forze Armate a cui poterono partecipare le cittadine italiane fu quello di reclutamento di personale laureato in diversi percorsi tecnici nell’Arma dei Carabinieri. Su questo, un episodio di Storie Benemerite, serie realizzata da RaiCultura in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, ricorda l’ingresso delle prime due donne in uniforme, peraltro entrambe psicologhe.

Le disposizioni applicative della legge furono emanate con decreto legislativo 31 gennaio 2000, n. 24, recante Disposizioni in materia di reclutamento su base volontaria, stato giuridico e avanzamento del personale militare femminile nelle Forze armate e nel Corpo della guardia di finanza, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 20 ottobre 1999, n. 380.

Le prime due cittadine ammesse, quali ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, giurarono fedeltà alla Repubblica nel dicembre 2000, aprendo così l’accesso di altre cittadine nelle altre Forze Armate e nella Guardia di Finanza.  La scelta adottata fu lungimirante. Si decise in effetti di avviare l’inserimento del personale femminile partendo dai ruoli direttivi per consentire gradualmente l’accesso anche a quelli più operativi in un secondo momento.

Appare importante segnalare anche che l’articolo 10 del COM (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, Codice dell’ordinamento militare) in merito alle attribuzioni del ministro riporta l’obbligo di presentare una relazione annuale “sul grado di integrazione del personale militare volontario femminile”.

Le relazioni e altri documenti ufficiali hanno permesso di realizzare una serie di contributi informativi sull’evoluzione della presenza e sul ruolo del personale femminile.

Per ritornare al convegno, l’inizio dei lavori è stato fissato alle 9.30 con il saluto delle autorità. La mattinata si è organizzata su due sessioni: la prima intitolata “le donne militari da 25 anni” e la seconda “raccontate dai Media”. In sostanza, quattro diverse professionalità hanno ripercorso i passi che hanno consentito di vedere, da 25 anni, cittadine italiane in uniforme al pari dei cittadini e su base volontaria. Nella seconda sessione alcuni rappresentati dei Media hanno proposto i loro percorsi narrativi centrati sulle figure femminili. La mattinata si è conclusa con un intervento del SottoSegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, che ha presentato alcune considerazioni sulla questione.

Nel pomeriggio, la riapertura è stata leggermente posticipata per consentire una pausa per un light lunch. Già nella prima sessione pomeridiana si è potuto apprezzare il carattere storico del convegno con interventi di qualificati speaker quali la professoressa Anna Maria Isastia, Segretario Generale della Società Italiana di Storia Militare e Consigliere Nazionale dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, già docente presso La Sapienza, il professor Matteo Ermacora, docente nelle scuole secondarie e a contratto presso l’Università degli Studi di Udine, La professoressa Stefania Bartoloni e la professoressa Liliosa Azara, entrambe incardinate nell’Università Roma Tre e studiose rispettivamente della storia delle donne, con un significativo approfondimento alla componente delle Infermiere Volontarie di Croce Rossa Italiana (Stefania Bartoloni) e alla storia di genere, con un importante approfondimento sul Corpo di Polizia Femminile (Liliosa Azara).

La sessione pomeridiana. L’intervento del professor Ermacora

L’ultima sessione del convegno ha mantenuto il carattere storico preannunciato nel programma con altre tre relatori ben noti a chi si occupa di cose militari. Il giornalista Andrea Romoli ha presentato la Medaglia d’Oro al Valor Militare Paola Del Din, la professoressa Maria Gabriella Pasqualini, studiosa ad ampio spettro con una profonda conoscenza della Storia dell’Intelligence, ha parlato di donne e intelligence, mentre l’ultimo intervento è stato dedicato dal dottor Giovanni Cecini, consolidato divulgatore di storia militare e Youtuber, alle uniformi femminili adottate fino alla seconda Guerra Mondiale.

Il convegno ha visto una discreta partecipazione di pubblico, principalmente in uniforme, tanto da dover rendere disponibile una seconda aula; va detto in chiusura che, nonostante alcune criticità organizzative, la giornata ha consentito di raccogliere interventi di giornaliste, esperte del settore, donne in uniforme e anche di storici.

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il Notiziario Storico … a colori

una nuova iniziativa della Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma

Si segnala con curiosità una nuova iniziativa del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri.

A partire dal numero 4 del 2025, la copertina della rivista storica di divulgazione online si presenta con un’immagine a colori.

Nel caso del fascicolo in questione si vedono due Carabinieri in uniforme grigioverde che osservano la città di Atene dal Partenone.

L’immagine scelta è di grande efficacia e la colorazione rende merito all’immagine selezionata. Non ci sono indicazioni in merito a chi ha proceduto alla colorazione successiva, dunque si può ritenere che sia attribuibile a chi si occupa della grafica del periodico, Giovanni Iannella, al quale vanno sicuramente i meriti di un lavoro di qualità, silenzioso e apprezzato.

In merito alla foto, tuttavia, è necessario un piccolo approfondimento.

La selezione è caduta su di una immagine che non rappresenta i militari nella valle dei Templi come recita genericamente la didascalia della foto prescelta “Pattuglia di Carabinieri in Sicilia”, bensì riguarda il periodo di occupazione da parte delle truppe italiane della Grecia. Si può osservare il panorama della città di Atene prima dell’esplosione cementizia che ha devastato la città negli anni del secondo dopoguerra.

Per gli urbanisti si parla di Polykatoikia, ovvero edificazione di edifici in cemento armato, compresi tra quattro e sette piani, senza un piano regolare centralizzato che ha dato vita ad una espansione cittadina disordinata.

In finale, l’immagine a colori che è stata scelta rappresenta bene un territorio con uno sviluppo ancora regolare.

Il fascicolo 5 (settembre/ottobre) 2025, riproduce una bella immagine a colori di una cartolina della legione Carabinieri Reali di Tirana. In questo caso, oltre al cartiglio in italiano e in albanese, si nota un Carabiniere Reale che indossa la GUS in piedi nella posizione di riposo, imbracciando il moschetto 91/38. Un’aquila albanese osserva severamente il militare, mentre sullo sfondo compare la città (forse Tirana) con la montagna intorno e il golfo.

Una granata con la fiamma sovrasta l’aquila, mentre lo stemma araldico compare vicino le gambe del Carabiniere. 3 cerchi rappresentano alcune viste di località albanesi.

La copertina del fascicolo 5 (settembre/ottobre) 2025

Concludendo, la scelta di dare vita ad una copertina a colori rappresenta una piccola e interessante novità accattivante, in grado di attrarre nuove appassionati lettori alla rivista che, con il fascicolo 6 (novembre/dicembre) 2025, chiude definitivamente il decimo anno di vita.

Lunga vita al Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri e al suo progetto di comunicazione della Storia!

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La Storia dei Carabinieri a Dakar

Un contributo alla diffusione della conoscenza della Storia dei Carabinieri in ambito internazionale. I Carabinieri nella Liberazione d’Italia 1943-1945

In occasione del L congresso della Commissione Internazionale di Storia Militare, La Storia dei Carabinieri è stata presente con un intervento dedicato all’Arma dei Carabinieri.

Già in passato vi erano stati contributi presentati e discussi nel corso di altri congressi, ma quest’anno abbiamo voluto offrire una riflessione di più ampio respiro, meno tattica e forse, se ci è consentito, più filosofica.

La prima slide della presentazione che accompagnava il testo

L’organizzazione del congresso è stata curata dalla Commissione Senegalese di Storia Militare insieme all’Università Cheikh Anta Diop di Dakar. L’incontro si è tenuto a Dakar (Senegal) dal 31 agosto al 5 settembre 20251.

Il tema del congresso era dedicato alle ribellioni… Rebellions and Sovereignty in the Contemporary Age (1800 to the Present Day). Sono stati scelti 4 assi principali di ricerca:

La tipologia delle ribellioni, forme e caratteristiche; i fattori, le cause e le origini delle ribellioni; la sovranità ribelle; le conseguenze delle ribellioni.

Partendo dal titolo generale, si è pensato più utile individuare un momento in cui i Carabinieri rappresentarono parte di quella ribellione che spesso esula da una narrazione istituzionale e che è stato poco studiato, se non per nulla.

Di conseguenza, il pensiero non poteva che andare al ruolo ricoperto dall’Arma, o meglio, dai Carabinieri tra il 1943 e il 1945, in quei lunghissimi mesi che vanno dall’armistizio dell’8 settembre 1943, alla fine della seconda Guerra Mondiale.

Si è trattato di un periodo molto difficile che è stato trattato nel corso degli ultimi anni attraverso contributi selezionati che sono apparsi nel nostro podcast La Storia dei Carabinieri (qui su Podcast index) e nelle pagine della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri e che chiudono il triennio di studi, riflessioni ed approfondimenti che la rivista ha avviato.

Dakar, 1 settembre 2025, un momento della presentazione di La Storia dei Carabinieri

In omaggio ad una delle lingue parlate in Senegal, si è creduto opportuno preferire il francese che, nonostante tutto, resta un idioma che ancora è molto presente in Africa.

Dunque Carabinieri nella Resistenza tra il 1943 e il 1945. Il titolo dunque è stato il seguente: Les Carabinieri dans la libération de l’Italie, 1943 – 1945.

Nel presentare brevemente la proposta si precisava che “Con l’armistizio dell’8 settembre 1943, i Carabinieri in qualità di Forza dell’Ordine a statuto militare si trovarono a gestire una situazione di grande crisi. La neonata Repubblica Sociale Italiana cercò di schiacciare l’Arma all’intero di una nuova forza dell’ordine. I Carabinieri rimasti in servizio in Nord Italia furono costretti a frenare le pressioni dei nazisti e dei fascisti ove poterono. Non sempre fu facile, non sempre ci riuscirono. 

Dopo l’agosto 1944, coloro che erano riusciti a sottrarsi alla cattura operata nell’Italia del Nord si poterono contare oramai solo nelle fila del movimento di Resistenza, insieme ad altri uomini e donne che rifiutarono di servire i fascisti della RSI e i nazisti. Con l’insurrezione generale del 25 aprile 1945, l’intera Italia fu liberata dalla presenza della dittatura e i Carabinieri poterono riprendere lentamente le loro funzioni di forza dell’ordine a statuto militare a sostegno dei cittadini italiani”2.

In vista della chiusura del lunghissimo percorso di studi e di diffusione delle iniziative avviate con la redazione della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, in effetti, è parso importante cogliere l’occasione per presentare in un consesso internazionale alcune considerazioni relative ai Carabinieri che ebbero la forza di opporsi all’arroganza e alla prevaricazione nazifascista continuando a combattere fino alla fine della guerra. Si trattava di un numero tutto sommato non così modesto che, lentamente, si era riuscito a sottrarre prima alle imposizioni e quindi alla deportazione che i Carabinieri subirono il 4 agosto 1944. L’unica strada rimasta non era altra che la partecipazione attiva alla Resistenza per portare la Liberazione del nostro Paese.

Dunque un intervento di riflessione che ha fatto il punto di situazione in una prospettiva di ampio respiro sulle vicende che i militari dell’Arma vissero in quel periodo così travagliato.

Dakar, 1° settembre 2025. Al termine della presentazione

Certamente, il testo aiuta la comunità scientifica internazionale presente a congressi di questa portata a scoprire non solo l’esistenza dell’Arma dei Carabinieri ma anche il ruolo importante e di primo piano che i suoi militari ebbero nel corso del 20 mesi di vita della Rai e di lotta di Liberazione.

Non appena possibile, si ritornerà a parlare del tema, carte alla mano… a buon intenditor …

Dakar, settembre 2025 la caserma sede della brigata territoriale di Ouakam e dello squadrone di sorveglianza e intervento di Dakar
  1. Al momento di scrivere questo post, il sito della Commissione senegalese realizzato per il congresso non è più attivo. Alcune informazioni sono disponibili sul sito dell’Università Cheikh Anta Diop di Dakar. ↩︎
  2. Qui il testo della proposta in francese: “Avec l’armistice du 8 septembre 1943, les Carabinieri, en tant que force de l’ordre à statut militaire, se sont retrouvés dans une situation de grande crise. La nouvelle République sociale italienne fasciste créée sous les ordres des Mussolini et le control des Nazis tentait d’intégrer les Carabinieri dans une nouvelle force de maintien de l’ordre. 
    Les Carabinieri restés en service dans le nord de l’Italie ont été contraints de freiner la pression des nazis et des fascistes là où ils le pouvaient. Cela n’a pas toujours été facile et ils n’ont pas toujours réussi. 
    Après août 1944, les Carabinieri survécu à la déportation de l’Italie du Nord ne pouvaient être comptés que dans les rangs de la Résistance, avec les autres hommes et femmes qui refusaient de servir les fascistes de la RSI et les nazis. 
    Avec l’insurrection générale du 25 avril 1945, toute l’Italie fut libérée de la dictature et les Carabinieri ont pu peu à peu reprendre leurs fonctions en tant que force de maintien de l’ordre à statut militaire au soutien des citoyens italiens”. ↩︎

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Esposizione museale Museo storico storia dell'Arma dei Carabinieri storia delle forze dell'ordine italiane Storia militare

Notiziario Storico dell’Arma nn. 5 e 6/2023 insieme allo speciale 4 giornate di Napoli

Oramai da un pò di tempo è stato pubblicato online il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri n. 5 del 2023 e il numero 6 dello stesso anno.

Inoltre è stato reso disponibile anche lo speciale 4 giornate di Napoli, collegato alla ricorrenza dell’80° anniversario della liberazione della città per mano di quei cittadini che tanto avevano sofferto nei giorni precedenti la sollevazione.

Insomma, tante cose interessanti che ci riportano ai momenti noti e meno noti della Storia dell’Arma grazie al Notiziario Storico.

Innanzitutto, la copertina del fascicolo 5 è dedicato all’XI battaglione Carabinieri mobilitato che, durante il secondo conflitto mondiale, operò principalmente in Albania per poi essere spostato in Montenegro dove esercitò funzioni di pubblica sicurezza e fu articolato in un dispositivo territoriale seguendo la struttura dell’epoca con stazioni, tenenze, compagnie assumendo poi la denominazione di Comando Carabinieri Reali del Montenegro. Il fatto di cronaca che vide protagonisti i suoi uomini sono ricordati come i fatti di Berane. Del battaglione mobilitato, ritornò in Italia alla fine della guerra anche il gagliardetto che rappresentava l’unità militare visto che i battaglioni all’epoca non avevano una bandiera di combattimento.

Il numero continua con la narrazione di un episodio di spionaggio investigato da un giovane capitano Giovanni Frignani, a cui segue un articolo sul comandante del corpo dei Carabinieri Reali nei moti del 1821. Nelle cronache di ieri si parla anche dell’eccidio di “Passo di Piazza” compiuto da truppe tedesche contro civili e Carabinieri prima della dichiarazione armistiziale. Due articoli sono decisamente interessanti, quello dedicato a Haswell Miller, pittore scozzese e il “Blaster di Han Solo” che compare nella rubrica “curiosando nel Museo dell’Arma”. La rubrica “Carabinieri da ricordare” presenta un medaglione del Carabiniere Paracadutista Luca Caravaggi Mazzonna, Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria”, caduto nel corso del fatto d’armi di Eluet el Asel. Completano il numero l’almanacco con un episodio dedicato al salvataggio di un uomo che stava annegando in un fiume della Savoia del 1823 e la fine della presenza dei Carabinieri a Costantinopoli al termine della missione internazionale.

Nel numero 6/2023, la copertina è dedicata alla 356a sezione celere Carabinieri Reali. Nell’articolo Gianluca Amore tocca le vicende e gli “sviluppi del reparto dall’istituzione
all’impiego nella campagna di Russia”.

Nella rubrica “pagine di storia” un articolo è dedicato alla narrazione delle vicende che portarono al cosiddetto arresto dell’ex duce. Segue poi un articolo intitolato “Giovanni Battista Laneri. Il dimenticato tenente carbonaro”. Nelle “Cronache di ieri” si narrano le vicende di un conflitto a fuoco accaduto a Camporeale (in provincia di Palermo) nel settembre 1910 che portò alla morte di un carabiniere, al ferimento del comandante la squadriglia e alla morte di uno dei due banditi che avevano condotto numerose azioni criminali in zona.
Un approfondimento è dedicato poi alla “Camorra a Bari” o meglio alla criminalità organizzata presente in Puglia nel corso dell’ultima parte del XIX secolo.

“Curiosando nel Museo dell’Arma” riporta la serie di impegni che hanno abbracciato la ricorrenza degli 80 anni dell’anniversario del sacrificio del vice brigadiere Salvo D’Acquisto e dell’inizio della Resistenza in Italia. In particolare, Vincenzo Longobardi racconta sia la presentazione del francobollo realizzato in occasione del 23 settembre 1943, quando il vice brigadiere napoletano donò la sua vita per salvare ostaggi innocenti e quindi l’inaugurazione della mostra intitolata “L’Arma nella Resistenza. Carabinieri per la Libertà 1943-1945”, organizzata su una serie di agili pannelli che riportano in modo sintetico gli elementi più significativi delle vicende che videro una parte dei Carabinieri protagonisti nel corso del biennio che portò il nostro Paese alla completa Liberazione dal nazi-fascismo.

Nella rubrica “Carabinieri da ricordare” si ricordano due militari dell’Arma che, nonostante abbiano vissuto le tragedie del secondo conflitto mondiale, gli scontri con i partigiani jugoslavi e il confronto con i tedeschi, riuscirono con alterne vicende a ritornare in Italia e a continuare una vita nella loro terra d’origine. Nell’ultima parte del Notiziario Storico “l’almanacco racconta” il 18 novembre 1823 emerge una curiosa vicenda che vede un Carabiniere valdese convertito alla fede di Santa Romana Chiesa, mentre il 21 novembre 1923 si ricorda la nascita del tenente colonnello Tuttobene ucciso dai brigatisti rossi a Genova il 25 gennaio 1980, insieme all’appuntato Antonino Casu.

Nello speciale dedicato alle 4 giornate di Napoli, invece, costituisce un approfondimento importante allineato alla cerimonia che si è tenuta il 6 ottobre 2023 a Napoli per l’appunto nel corso della quale il Comandante Generale ha consegnato la medaglia d’oro al merito dell’Arma al gonfalone della città metropolitana di Napoli a ricordo della partecipazione e del ruolo avuto dai Carabinieri nei giorni dell’insurrezione della città partenopea.

La struttura dello speciale è organizzata su di una prefazione a cui seguono nell’ordine “le 4 giornate di Napoli: la memoria condivisa”, la riscoperta del comportamento di valore di un sottufficiale dell’Arma, il brigadiere Angelo Mariano Molinari, il ricordo dei “martiri di Teverola”, a cui segue il ruolo dei comandanti di Stazione nel corso dell’insurrezione popolare, il Comitato di Liberazione Nazionale e il brigadiere Salvatore Garozzi e infine una ricognizione della “resistenza nei quartieri partenopei”.

Insomma tante pagine da leggere piene di approfondimenti e di aggiornamenti sulla Storia dell’Arma.

A breve sarà disponibile il primo numero del 2024 … Non ci resta che aspettarne la pubblicazione!

A presto!

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Archivi e archivistica storia dell'Arma dei Carabinieri storia delle forze dell'ordine italiane Storia militare

Il saluto ad un collega

Un ricordo del colonnello Giancarlo Barbonetti

Attorno alle 20.00 del 25 ottobre 2023 un breve testo via un sistema di messaggistica immediata mi funesta la serata. Un caro amico mi condivide un messaggio ufficiale di quelli che nessuno vorrebbe mai leggere; le parole ti risuonano prepotenti in testa, in silenzio: “è deceduto il Col. in cong. dal 2011 Giancarlo BARBONETTI, 66enne, già Vice Cte del Museo Storico”.

Una bella immagine di Giancarlo Barbonetti estratta dal sito Romasparita.eu

Un messaggio che dice poco a chi non ha conosciuto Giancarlo ma dice tanto ed evoca tanti ricordi per chi ha condiviso un breve percorso di vita professionale in quegli anni oramai lontani. Arrivai all’Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri nel settembre 2008. Era stato da poco riorganizzato su due sezioni e una delle due si sarebbe dovuta dedicare all’archivio. Era una piccola vittoria comune, credo di poterla condividere con lui. Tutto ebbe inizio nell’ancora più lontano 2005/2006 quando si palesò la possibilità che la Commissione Italiana di Storia Militare (la CISM) ora soppressa bovinamente grazie alla scure delle difficoltà di bilancio (non aveva alcun gettone di presenza ma la parola Commissione deve aver spaventato qualche solerte burocrate in uniforme) organizzasse un incontro dedicato a Musei, Archivi e Biblioteche (MAB). Avevo conosciuto da poco il nuovo capo ufficio storico che aveva sostituito il bravissimo Vincenzo Pezzolet, quando gli andai a parlare prospettandogli la richiesta di tenere la relazione sul tema dell’Archivio Storico dell’Arma. Dopo qualche perplessità, fu d’accordo e potei poi tenere quella relazione poi pubblicata che ha rappresentato una delle mie primissime attività in campo archivistico.

Quell’attività fu importante per entrambi perché ci permise di lavorare, sia pure con un’ottica diversa, agli stessi progetti. In questo senso, Giancarlo Barbonetti ebbe il grande merito di riuscire ad inserire anche l’Arma dei Carabinieri all’interno del famoso articolo 41, comma 6 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, formalizzando in sostanza l’autonomia dall’amministrazione archivistica al pari delle altre Forze Armate.

Uno dei grandi successi di Giancarlo fu il supporto all’iniziativa della Professoressa Anna Maria Casavola. Fu lui che prese a cuore la questione e consentì alla Professoressa di accedere con grande generosità ai fondi archivistici di cui ella aveva bisogno. La Professoressa così poté pubblicare il volume 7 ottobre 1943, Edizioni Studium nel 2008.

Si trattava di una nuova fase storica, non facile e molto impegnativa. Si trattava di aprire progressivamente gli archivi dell’Arma allo scopo di consentire la possibilità di libero accesso ai fondi archivistici. Non è stata una cosa da poco e fu un pioniere. Fu un promotore efficace come ancora è possibile oggigiorno trovare tracce nella rete.

In questo percorso, ebbi l’opportunità di portare il mio contributo di professionista della storia e degli archivi.

Fu una prima fase molto dinamica, sicuramente non facile, che riuscì però a portare risultati.

Ne vorrei ricordare uno che è legato a un tema altrettanto complesso. Fu la possibilità di far accedere ai fondi archivistici collegati o collegabili alla figura di un Comandante Generale piuttosto difficile da trattare, il Generale Giovanni de Lorenzo. Alla richiesta di uno studioso che stava terminando un importante volume dedicato alla fase politica dove il generale de Lorenzo ebbe un ruolo di tutto rilievo, facemmo di tutto per consentirgli l’accesso alle carte. Certamente, si scontava il grande problema della redazione di inventari o quantomeno di elenchi non sempre presenti, ma riuscimmo in questa impresa e potemmo leggere, con grande soddisfazione, il nome di Giancarlo Barbonetti nei ringraziamenti.

Onestamente, è stata una grande esperienza della quale non potrò che ricordarla con piacere per lo scambio di esperienze e di professionalità che avemmo in quegli anni.

Fu costretto a lasciare il servizio attivo, ma gli furono riconosciuti i meriti per il lavoro fatto che gli consentirono di rimanere ancora nell’area storica a lungo, direi fino a pochi giorni fa.

Un saluto Giancarlo, rimarrai nei nostri cuori e nei nostri pensieri!

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Armamento ed equipaggiamento Esposizione museale storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

Check-point Pasta

2 luglio 1993/4 luglio 2023

La Mostra al Vittoriano

Per chi ha qualche anno in più, direi attorno ai quaranta a salire, il titolo di questo post è chiaro: Check-point Pasta. Lo scontro più duro che i militari italiani del contingente ITALFOR – IBIS ebbero con le milizie somale durante la missione condotta in terra somala tra il dicembre 1992 e il marzo 1994 nell’ambito dell’operazione UNOSOM II succeduta alla fallimentare UNITAF (cioé Unified Task Force) – Restore Hope) (dicembre 1992 – marzo 1993).

UNOSOM II fu condotta, sempre su mandato delle Nazioni Unite attraverso la risoluzione del consiglio di sicurezza 814, con lo scopo di disarmare le fazioni in lotta, autorizzando i caschi blu a fare uso della forza per raggiungere l’obiettivo. La missione terminò tra gennaio e marzo 1995 con il ritiro delle truppe internazionali.

Tra luglio e settembre 2023, nel Sacrari​o delle Bandiere al Vittoriano a Roma, è stata inaugurata la mostra fotografica “Check Point Pasta, Mogadiscio 1993-2023“.

L’immagine principale della mostra per ricordare la battaglia del Check Point Pasta (credits: https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/30%C2%B0_Anniversario_Mogadiscio-_Check_Point_Pasta.aspx)

La curatela dell’iniziativa era della Fondazione Ente Editoriale per l’Esercito e l’inaugurazione si è tenuta il 4 luglio alla presenza del Ministro della Difesa, on. Guido Crosetto, del vicepresidente della Camera dei Deputati, già sottosegretario alla Difesa, on. Giorgio Mulè, nonché del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino e altre autorità. Non sarebbe potuto mancare il tenente colonnello del ruolo d’onore Gianfranco Paglia, ferito in quell’occasione e decorato della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

L’esposizione, secondo quanto riportato nelle comunicazioni ufficiali, fornisce un quadro sulla situazione somala nel periodo 1992 – 1994 e sugli interventi ONU per fornire stabilità a sicurezza nell’area.

Il 2023 ha rappresentato il trentesimo anniversario della battaglia di Mogadiscio del 2 luglio 1993, al check point Pasta, quando i militari del contingente italiano, nel corso di una operazione che aveva lo scopo di sequestrare delle armi, furono coinvolti negli scontri con oltre 600 miliziani.

Durante gli scontri persero la vita tre militari dell’Esercito Italiano, Andrea MillevoiStefano Paolicchi e Pasquale Baccaro e altri 31 soldati rimasero feriti.

Con quella missione in Somalia, l’Italia partecipò al tentativo di far cessare la crisi nel Corno d’Africa. Purtroppo e nonostante l’operazione internazionale “Restore Hope”, il bilancio dei caduti fu importante; al ritiro del contingente italiano nella missione internazionale vi furono 12 militari italiani, l’infermiera volontaria della Croce Rossa, Maria Cristina Luinetti e 2 giornalisti, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Altri 107 militari rimasero rimasti feriti tra cui alcuni Carabinieri.

Attraverso le 400 fotografie utilizzare per realizzare la mostra si possono vedere i visi di quegli uomini e donne, ora cinquantenni, che hanno preso parte ad una delle più importanti iniziative di peace-enforcing della recente storia nazionale.

L’esposizione ha attraversato il periodo delle missioni UNOSOM 1 e 2, IBIS 1 e 2, ricordando i circa 12.000 uomini che vi hanno preso parte.

Un momento della presentazione della mostra al Ministro della Difesa, al Vice Presidente della Camera e al Capo di Stato Maggiore della Difesa. Presenta il generale (aus) Matteo Paesano. Alle sue spalle il professor Federico Ciavattone. (credits: https://www.difesa.it/SMD_/Eventi/Pagine/inaugurata_la_mostra_Check_Point_Pasta_Mogadiscio_1993_2023.aspx)

A noi di Storia dei Carabinieri dispiace molto non essere riusciti a visitare la mostra per presentare qualche considerazione ulteriore. Resta la speranza di poter vedere pubblicato un catalogo o comunque un volume per un evento così importante non solo per la storia delle Forze Armate ma anche per quella del nostro Paese.

Ci sembra importante condividere un’ultima informazione relativa ad alcune immagini realizzate in occasione della mostra. Sul sito della Difesa in una delle pagine dedicate alla mostra è riportato che vi sono immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT ma sono quelle relative alla visita di un’autorità politica.

Qualche riferimento per approfondire in:

  • sito dell’Esercito Italiano, https://www.esercito.difesa.it/comunicazione/Pagine/30%C2%B0_Anniversario_Mogadiscio-_Check_Point_Pasta.aspx, consultato il 15 agosto 2023;
  • sito del Ministero della Difesa, https://www.difesa.it/Primo_Piano/Pagine/Il-Ministro-Crosetto-all-inaugurazione-della-mostra-sul-Check-Point-Pasta.aspx, consultato il 20 agosto 2023;
  • Visita del Sottosegretario della Difesa alla mostra, https://www.difesa.it/Il_Ministro/sottosegretari/Isabella_Rauti/Comunicati_Stampa/Pagine/2023_07_02_SOMALIA.aspx, consultato il 2 novembre 2023;
  • sito del Ministero della Difesa, https://www.difesa.it/Il_Ministro/sottosegretari/Isabella_Rauti/Notizie/Pagine/2023_07_20_SOMALIA.aspx
  • https://www.perseonews.it/2023/07/03/30-battaglia-del-check-point-pasta-la-messa-a-santa-maria-degli-angeli/, consultato il 2 novembre 2023
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comunicazione Museo storico Public History storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

Notiziario Storico dell’Arma n. 1 / 2023

Alla scoperta dei contenuti

Il Notiziario Storico 1/2023 contiene numerosi contributi di interesse per il lettore curioso. Le pagine di storia, la prima rubrica del periodico, accoglie “L’Ordine Militare di Savoia e le prime medaglie e i primi Carabinieri” a firma di Carmelo Burgio, a cui segue “I ricordi di Abramo” a firma di Marco Riscaldati. A proposito dell’Ordine Militare d’Italia, discendente diretto di quello presentato nelle pagine del Notiziario, segnaliamo che l’autore è anch’egli insignito dell’importante riconoscimento.

La sezione Cronache di ieri presenta l’articolo di Giovanni Salierno dal titolo “La banda del Gobbo” e quello di Fabrizio Sergi dedicato ad un episodio noto come “eccidio di Partinico”.

Segue poi “Il Fregio” di Vincenzo Longobardi proposto nella rubrica “a proposito di…”. Un aspetto molto interessante che sveglia l’attenzione soprattutto dei collezionisti ma anche di tutti quegli appassionati di uniformi che sono alla ricerca di aspetti particolari meno noti.

La copertina del Notiziario n. 1/2023 nello “sfogliatore” online del sito www.carabinieri.it

Curiosando nel Museo dell’Arma, Daniele Mancinelli scrive “Fuoco fulmineo”. Per chi non lo sappia ancora, Mancinelli è l’armaiolo del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, un brigadiere appassionato che ama approfondire le conoscenze acquisite continuando ad aggiornarsi nel campo delle armi con particolare riferimento a quelle antiche o comunque non più in uso alle Forze Armate e quindi all’Arma dei Carabinieri.

Nei “Carabinieri da ricordare” Gianluca Passalacqua narra del “Carabiniere Giulio Speranza”. Nella rubrica di chiusura “L’almanacco racconta”, vi sono due date, il 1° aprile 1823, primo giorno dei Carabinieri Reali sull’isola di Sardegna e il 15 febbraio 1923 con la concessione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare al Carabiniere Sebastiano Pagano.

Sicuramente ci sarebbe ancora qualcosa da scrivere ma per il momento ci basta citare almeno i titoli degli articoli, riservandoci poi di fare qualche considerazione più avanti nel corso dell’anno.

Insomma, ora tocca al lettore appassionato divorare questo primo numero.

A presto!