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Podcast Podcasting Public History

Settimana del podcast 2026

La Settimana del Podcast rappresenta un evento annuale realizzato dall’Associazione Italiana Podcasting (Assipod), rivolto ai soci e a selezionati partner dell’associazione allo scopo di rendere realmente possibile poter ideare, organizzare e pubblicare un podcast, da indipendente.

Anche quest’anno, come una bella consuetudine, sono riuscito a liberarmi da tutti gli impegni ed essere presente per tutte le attività concrete dal lunedì di preparazione al venerdì. Il sabato che rappresenta forse la giornata più piena di attività, mio malgrado, non mi è stato permesso esserci.

Come si sviluppa la Settimana del podcast? Presto detto. Assipod.org, Associazione Italiana Podcasting, offre una grande possibilità di crescita per chi vuole “sporcarsi le mani”, ovvero entrare negli aspetti più tecnici del podcasting e offrire un corso, il podcamp, pensato proprio per permettere di apprendere tutte le modalità che consentono di lanciare un proprio podcast, da indipendenti.

Tutte le informazioni sono sul sito di Assipod.org, ma qualche cosa la vorrei condividere su questo blog, qualche esperienza personale.

L’idea di realizzare un podcast basato sulle mie conoscenze in campo storico mi era balenato attorno al 2016 o 2017, stavo cercando le modalità per capire come fare e lanciarmi in quella che mi sembrava una vera e propria avventura. Purtroppo, non riuscivo a trovare un modo di partire, certo avevo raccolto alcune informazioni, scoperto un paio di software in grado di aiutarmi ma non riuscito ancora a sbrogliare il bando della matassa, come costruire un podcast, come creare una stagione, come registrare e montare. Insomma l’idea sì, era bellissima, ma non riusciva a partire.

Dunque, non ne avevo fatto nulla, ma l’idea era lì, ferma, non ancora realizzata. Dunque c’è stato bisogno di aspettare, di aspettare il momento giusto che è arrivato durante una fase estremamente difficile per l’Italia e per tutto il mondo, la Pandemia COVID-Sars che ha reso il pianeta estremamente facile. Come spesso capita a chi si trova in difficoltà, i momenti di crisi rappresentano delle opportunità di crescita. Così, mi sono attivato per avviare timidamente la creazione di un progetto che mi sembrava davvero incredibile. Nel maggio 2020, finalmente, sono presenti sul web le prime puntate della prima stagione. Ancora adesso che scrivo ho difficoltà a riconoscermi in quella voce così tremante e indecisa. Tuttavia, era fatta.

C’era però qualcosa che non riuscivo ancora a realizzare, mancava ancora parecchio nonostante avessi superato quel fosso enorme che esiste tra il dire e il fare. Così scoprì, ad attività già avviate, che nel 2022 si era tenuta, a Roma, la settimana del podcast, una settimana piena di eventi e di attività per chi si voleva cimentare nell’impresa.

Dunque, perduta quella speranza, l’anno successivo, da bravo e disciplinare apprendista stregone, dopo essermi iscritto ad Assipod.org, ho preso parte alla Settimana del Podcast 2023. Sin dai primi giorni, ho fatto un bagno di umiltà, scoprendo il vero mondo del podcasting e trovando tante persone interessate a lanciare le loro iniziative e curiose di conoscere le iniziative degli altri. Un bel bagno di condivisione e di sapere, una crescita personale a livelli esponenziali. Quell’oramai lontana Settimana del podcast 2023 aveva creato una connessione (come dice una podcaster affermata come Adriana Migliucci) potentissima tale da diventare attivo facilitatore a favore delle nuove socie e dei nuovi soci che ambivano a padroneggiare lo strumento.

In realtà, come sanno coloro che già hanno un pò di esperienza, non sono le attrezzature tecniche, bensì le idee che devono essere trasformate in realtà grazie a quelle pochissime attrezzature necessarie e, sopratutto al desiderio di realizzare i propri progetti.

Così, anno dopo anno, mi sono avventurato e ho confermato la disponibilità a fare il volontario, ad aiutare chi si metteva in gioco e imparava a raccontare sè stesso di fronte a un microfono. Anno dopo anno, sono riuscito a fare ciò e così anche il 2026.

La prima giornata di preparazione è stata molto intensa ma subito nel pomeriggio la presentazione del podcamp 2026 ai partecipanti ha rappresentato una prima bella soddisfazione. Tante persone, soprattutto tante donne hanno accettato una sfida non comune, mettersi in gioco e superare le (presunte) difficoltà per scoprire invece la bellezza di uno strumento potentissimo che mette in sintonia il podcaster con gli ascoltatori, i suoi follower.

I bei momenti di approfondimento sono state anche le masterclass dove anche noi più esperti abbiamo imparato. Onestamente il mondo del podcast tra le cose affascinanti ha anche la continua crescita e la grande capacità di metterti in contatto con tante persone diverse, offrendo a ciascuno una crescita personale e professionale molto alta. Un aspetto che mi colpisce molto da quando mi sono affacciato in questo mondo così particolare e affascinante.

Una settimana piena, direi stancante, ma ricca di emozioni e di esperienze che hanno consentito tutti noi di offrire una parte piccola del proprio tempo per aiutare altri aspiranti podcaster a realizzare i loro sogni.

Tra tutte le persone che la Settimana del Podcast mi ha permesso di conoscere, ne voglio ringraziare una in particolare che ha voluto salutarmi (e ringraziarmi) con un simpatico omaggio che ho accettato e conservato con grande piacere per l’attenzione (non scontata) che ha voluto dedicare a me e agli altri facilitatori e docenti del podcamp.

Insomma, una bella e grande avventura che ho raccontato una una lunga introduzione autobiografica necessaria a far comprendere lo spirito di condivisione che la Settimana del Podcast genera in tanti volontari.

Ah, per chi è interessato, suggerisco di iscriversi come socia/o Assipod (qui il link), approfittare delle giornate di formazione Assipod mediamente una al mese da settembre a giugno (esclusa il mese della settimana), ma soprattutto prepararsi spiritualmente alla prossima Settimana del Podcast 2027.

A presto.

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Museo storico Public History recensione storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

SPRUNGEINSATZ MONTEROTONDO 9-10 settembre 1943

Perché parlare di un libro dedicato ad un episodio minore della primissima fase della Resistenza ai tedeschi?

Giovedì 2 ottobre 2025, presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, nell’ambito de I giovedì del Museo, l’autore, dottor Guido Ronconi, moderato dal tenente colonnello Flavio Carbone, ha presentato il volume Sprungeinsatz Monterotondo 9-10 settembre 1943, apparso oramai qualche tempo fa- Ha accompagnato la presentazione l’aiuto significativo del dottor Giovanni Cecini.

Dunque, si crede utile rispondere alla domanda iniziale. Innanzitutto, va ricordato che i Carabinieri presenti a Monterotondo ebbero un ruolo di primo piano nella difesa delle installazioni militari presenti, ovvero, lo Stato Maggiore del Regio Esercito che si era spostato da Roma alla sua sede di campagna.

Un secondo elemento, davvero non banale, è l’attività condotta dall’autore nel fare una ricerca che ha impegnato non poco tempo e risorse e che guarda con attenzione anche a fonti che generalmente non sono avvicinate dagli studiosi italiani.

Ma andiamo con ordine.

Ci vuole tempo nel fare le cose. Va anche detto che bisogna liberarsi da tanti impegni per dedicarsi a questa attività di blogging, come in tante altre.

2 ottobre 2025. Il salone d’onore con il pubblico presente

Così abbiamo pensato di dedicare un post ad una iniziativa che è partita da molto lontano e che si concentra su di una vicenda considerata minore, cioè una operazione militare condotta a Monterotondo il 9-10 settembre 1943, dove anche in questo caso i Carabinieri combatterono, insieme ad altre unità del Regio Esercito, per contrastare un’azione di paracadutisti tedeschi che tendeva a catturare l’intero Stato Maggiore italiano. Purtroppo, l’intelligence non deve mai essere stato il punto forte tedesco, tanto che non avevano idea che stavano attaccando un palazzo semivuoto. Ciò non fece venire meno la difesa delle Forze Armate italiane che ebbero la meglio.

Dunque iniziamo con un ringraziamento al dottor Guido Ronconi che ha accettato di presentare il volume nel Museo Storico dell’Arma, sotto la moderazione di Flavio Carbone e con la collaborazione attiva di Giovanni Cecini, storico, divulgatore e YouTuber ben noto negli ambienti della Storia Militare e anche per voi che siete lettori di questo blog.

La presentazione è stata introdotta da un saluto iniziale del Direttore del Museo Storico, tenente colonnello Raffaele Gesmundo, a cui ha fatto seguito il parigrado Flavio Carbone. Con l’ingresso in scena del dottor Giovanni Cecini, si è avviata la discussione soprattutto offrendo un contesto militare nel quale si è sviluppata l’operazione dei paracadutisti. Quindi, intorno ad un episodio così particolare, è continuata la discussione concentrata sull’opera di Guido Ronconi che ha avuto il grande merito di chiarire il clima di quei giorni drammatici e di mettere chiaramente in mostra la combattività dei reparti italiani con comandanti capaci e motivati.

Non crediamo sia necessario dire di più, perché in realtà è stato possibile unire le forze e realizzare un video disponibile su YouTube, all’interno del canale della Storia dei Carabinieri, su quello di Giovanni Cecini e infine rilasciato da Guido Ronconi sui suoi canali.

A questo punto non sembra il caso di rinviarvi che all’ascolto della presentazione.

Alla prossima!

PS Vi ricordiamo che il principale canale delle nostre iniziative è il blog che affianca e integra il podcast La Storia dei Carabinieri. Ascoltateci sulle principali piattaforme di distribuzione di podcast, a vostra scelta e piacere!

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comunicazione Museo storico Public History storia dell'Arma dei Carabinieri

Notiziario Storico 2025

Sei numeri di Storia dell’Arma dei Carabinieri

Con l’annualità 2025 appena terminata, il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri ha concluso il suo decimo anno di vita. Un traguardo importante per un periodico di carattere divulgativo, basato sulla sola storia dell’Arma, che fa comprendere la lungimiranza della sfida che affrontarono i primissimi progettisti della proposta editoriale lanciata nel 2016.

Allora, si trattava di soddisfare una richiesta che aveva avanzato il Comandante Generale dell’epoca; oggi si tratta invece di adeguare alla realtà odierna, in continua mutazione, i contenuti digitali di cui l’Istituzione si pregia di essere attenta custode, ma forse si potrebbe dire pronta a immaginare ciò che una società in mutazione continua comporta.

Un punto di passaggio importante, verrebbe da dire, che ha consentito una crescita importante degli autori e dei lettori, attenti ai contenuti che aiutano a comprendere quel mondo talvolta antico nel quale ci si può immergere.

In questo senso, si può considerare ampiamente raggiunto l’obiettivo di divulgare in modo leggero e gradevole oltre 200 anni di Storia dell’Arma, di una istituzione che è sempre stata vicina ai cittadini.

Certamente, va sottolineato che per fare ciò si deve guardare al cosiddetto backoffice e cioè a quelle attività significative per la crescita di un percorso di diffusione della storia. Il riferimento, chiaramente comprensibile, è dedicato a quel patrimonio culturale che gli archivi custodiscono e che deve essere preservato, sottoponendo a tutela quelle carte che tanto possono riuscire a raccontare.

Dunque, queste poche righe presentato qualche riflessione in ordine sparso sui sei numeri del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri e sul suo contenuto apparso nel corso del decimo anno di vita del periodico. In merito alla nuove copertina si è già scritto precedentemente.

Si è scelto di aggregare per macroaree gli articoli apparsi, dunque in base al periodo storico e in base all’argomento.

Ecco dunque che i contenuti si possono considerare in una prospettiva diversa rispetto quella presentata nei sei fascicoli dell’anno X del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri.

Periodi storici analizzati

La narrazione proposta nelle numeri del Notiziario copre tutta la storia dei Carabinieri e oltre due secoli di storia italiana, ma vi è una attenzione maggiore al periodo della Seconda Guerra Mondiale, in conseguenza della ricorrenza degli ottant’anni dalla fine della guerra.

Dalla fondazione alla fine del lungo Risorgimento italiano

Vi sono due contributi, uno concentrato sul Genovesato e sulla transizione dal modello della Gendarmeria Imperiale ai Carabinieri Reali (1797-1825), mentre un secondo analizza il fenomeno di lotta al Brigantaggio meridionale post-unitario in Molise (1861-1869).

Dall’Unità d’Italia alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale

La criminalità rurale e quella organizzata rappresentano i fenomeni criminali del periodo. Un contributo è dedicato ai sequestri di persona in Sicilia nel periodo 1870-1890, un secondo è legato all’omicidio del Carabinieri Piccinelli a Grassano (1875) e un terzo si focalizza sulla fine del brigantaggio in Maremma (1896). Di questo periodo sono presenti scritti relativi alla riorganizzazione della gendarmeria in Albania, sui Carabinieri aviatori nel corso del primo conflitto mondiale e la ricorrenza del centenario di fondazione ufficiale del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri (1925).

La Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza (1940-1945)

Sebbene, in genere si reputi necessario distinguere il 1940/1943 dal 1943/1945, in ordine alla periodizzazione temporale, si è ritenuto più economico mantenere insieme i due momenti distinti della guerra. Si parla dunque del cosiddetto arresto di Mussolini, della difesa di Roma, della Guerra di Liberazione attraverso magnifiche figure di resistenti con gli alamari come il tenente Fausto Cossu, il brigadiere Alberto Araldi e il Capitano Giorgio Geniola, ma anche le drammatiche sofferenze degli Internati Militari Italiani. Dal punto di vista criminale, emerge la vicenda della cosiddetta Banda dei Niscemesi che operò in Sicilia (1943-1947), mischiando separatismo e criminalità.

Dal Secondo dopoguerra ad oggi

I contributi per l’ultima lunga fase di storia ricordano un drammatico fatto di cronaca noto come il caso di Villarbasse, 1945, a cui segue l’intervento dell’Arma in occasione del terremo del Belice (1968). La ricorrenza dei 65 anni di fondazione del Servizio Aereo dell’Arma dei Carabinieri porta a raccontarne la storia e l’evoluzione. Si parla anche della specialità Subacquei dell’Arma. Spostando l’attenzione a tempi più recenti, si giunge a raccontare i quasi trent’anni delle Multinational Specialised Unit e vent’anni del Center of Excellence for Stability Police Units.

Tipologie di argomenti

Personaggi

I personaggi rappresentano bene una necessità narrativa del Notiziario Storico. Emergono così le figure di personaggi della storia dell’Arma come Cossu, Araldi, Geniola, ma anche Tosetti, Di Blasi, Bartolini e Alfonso, insieme a vittime del dovere cadute per mano criminale o in occasione di calamità naturali come Piccinelli, Fogliaro, Cannella.

Comandi e reparti dell’Arma

Si parla della nascita della Divisione Carabinieri Reali di Genova, del ruolo della Scuola Centrale Carabinieri Reali di Firenze quale centro di reclutamento per le formazioni partigiane, ma le ricorrenze permettono di parlare anche delle MSU e del CoESPU.

Servizio d’istituto

Nel servizio d’istituto si ritrovano le funzioni di Forze dell’Ordine, sia nella funzione preventiva, sia nella funzione repressiva. Dunque emerge la lotta al Brigantaggio meridionale e quello maremmano, il contrasto ai fenomeni criminali nella Sicilia tra il 1943 e il 1947, ma anche le indagini legate al grave fatto di cronaca di Villarbasse o alla caccia al brigante Musolino.

Momenti di storia nazionale

In questa categoria si possono raggruppare sia la caduta del fascismo, gli ultimi mesi di vita del dittatore decaduto, ma anche l’intervento dell’Arma in occasione di grandi calamità naturali.

Musei, Archivi e Biblioteche (MAB)

Si parla del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri ricordandone la fondazione con l’erezione ad ente morale nel dicembre 1925. Un passo importante per una prima conservazione e valorizzazione di una parte modesta dell’enorme patrimonio documentario che i Carabinieri custodiscono.

Armi e uniformi

Una rubrica e un’attenzione alle armi e alle uniformi rappresenta, o dovrebbe rappresentare, una costante nella presentazione del patrimonio esposto o comunque custodito nel Museo. In questo senso, si sottolinea l’importanza che è attribuita alle armi come nel caso della Colt 1911, del moschetto 91/24 e ancora della spada dell’Islam.

Conclusioni

Dai sei numeri del Notiziario si può declinare un’immagine dell’Arma dei Carabinieri come una Istituzione in grado di garantire la continuità dello Stato, a differenza di altre che arrogano titoli senza averne. L’Arma, anche attraverso i testi divulgativi presentati, si dimostra capace di adattarsi a contesti politici estremi senza smarrire la propria identità e la fedeltà ai propri valori.

Le pagine della rivista presentano una sorta di mosaico dove la grande storia, come le guerre, la caduta del regime, il passaggio da una forma di Stato ad un’altra, si intreccia indissolubilmente con la microstoria di tanti piccoli eroismi individuali di semplici Carabinieri nel corso della lunga storia dell’Istituzione. In questo senso, si deve sottolineare la funzione del Notiziario Storico quale strumento di memoria attiva, attraverso il riutilizzo dei documenti d’archivio e degli oggetti museali presentati non tanto come oggetti da mostrare, ma come un potente strumento didattico per formare la coscienza civica delle nuove generazioni.

In definitiva, i testi ancora una volta fanno emergere il ruolo dell’Arma dalla doppia natura di Arma combattente e Forze dell’Ordine o, forse sarebbe meglio dire, quale presidio sociale a favore della collettività.

Tabella cronologica degli articoli del 2025

NumeroPeriodoTitolo sommarioAutoreFascicolo
11797-1825GenovesatoG. Notarnicola4
21861-1862Briganti in Molise (Parte I)C. Burgio3
31862-1869Briganti in Molise (Parte II)C. Burgio4
41870-1890Rapimenti nella Sicilia post-unitariaF. Sergi3
51875Grassano 1875. Omicidio PiccinelliA. De Rosa6
61896-1897L’imboscata del CrocinoG. Salierno1
71897-1901La cattura del brigante MusolinoF. Caldari6
81908Gli eroi del 1908 (Terremoto Messina)F. Sergi1
91914-1940Carabinieri in Albania (Parte I)C. Burgio5
101922-1926Salto dell’Appuntato Emilio MartinoF. Caravetta5
111925Istituzione del Museo StoricoG. Iannella6
121937La spada dell’IslamD. Mancinelli6
131939La morte dell’Appuntato FogliaroF. Caravetta2
141940-1947Carabinieri in Albania (Parte II)C. Burgio6
151941Il Maresciallo Daniele Ferrari (Culqualber)Capriglio-Montipò1
161943 (Luglio)Generale Hazon e arresto MussoliniM. Sole4
171943 (Sett.)Il Carabiniere Alberto De MaioM. D’Angella6
181943-1947La Banda dei NiscemesiC. Burgio1
191943-1944Due Carabinieri Partigiani a FirenzeM. Sole2
201943-1944Il Maresciallo Costabile Di BiasiG. Severino3
211943-1945Odissea balcanica (IMI)Barbieri-Verrecchia5
221944-1945Morte di un carabiniere (Tosetti)C. Burgio2
231944-1945Cossu e Araldi (Resistenza Piacenza)M. Riscaldati3
241945 (Apr.)Mistero sulle ultime ore del duceM. Sole3
251945 (Nov.)Il massacro di VillarbasseE. Cursi4
261953-OggiCarabinieri subacqueiF. Caldari2
271960-OggiCarabinieri volanti (Servizio Aereo)F. Caldari1
281968Il vicebrigadiere di Montevago (Belice)F. Sergi6
291997-OggiQuasi trent’anni di MSUF. Caldari3
302005-OggiCoESPUF. Caldari4
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comunicazione Public History storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

il Notiziario Storico … a colori

una nuova iniziativa della Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma

Si segnala con curiosità una nuova iniziativa del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri.

A partire dal numero 4 del 2025, la copertina della rivista storica di divulgazione online si presenta con un’immagine a colori.

Nel caso del fascicolo in questione si vedono due Carabinieri in uniforme grigioverde che osservano la città di Atene dal Partenone.

L’immagine scelta è di grande efficacia e la colorazione rende merito all’immagine selezionata. Non ci sono indicazioni in merito a chi ha proceduto alla colorazione successiva, dunque si può ritenere che sia attribuibile a chi si occupa della grafica del periodico, Giovanni Iannella, al quale vanno sicuramente i meriti di un lavoro di qualità, silenzioso e apprezzato.

In merito alla foto, tuttavia, è necessario un piccolo approfondimento.

La selezione è caduta su di una immagine che non rappresenta i militari nella valle dei Templi come recita genericamente la didascalia della foto prescelta “Pattuglia di Carabinieri in Sicilia”, bensì riguarda il periodo di occupazione da parte delle truppe italiane della Grecia. Si può osservare il panorama della città di Atene prima dell’esplosione cementizia che ha devastato la città negli anni del secondo dopoguerra.

Per gli urbanisti si parla di Polykatoikia, ovvero edificazione di edifici in cemento armato, compresi tra quattro e sette piani, senza un piano regolare centralizzato che ha dato vita ad una espansione cittadina disordinata.

In finale, l’immagine a colori che è stata scelta rappresenta bene un territorio con uno sviluppo ancora regolare.

Il fascicolo 5 (settembre/ottobre) 2025, riproduce una bella immagine a colori di una cartolina della legione Carabinieri Reali di Tirana. In questo caso, oltre al cartiglio in italiano e in albanese, si nota un Carabiniere Reale che indossa la GUS in piedi nella posizione di riposo, imbracciando il moschetto 91/38. Un’aquila albanese osserva severamente il militare, mentre sullo sfondo compare la città (forse Tirana) con la montagna intorno e il golfo.

Una granata con la fiamma sovrasta l’aquila, mentre lo stemma araldico compare vicino le gambe del Carabiniere. 3 cerchi rappresentano alcune viste di località albanesi.

La copertina del fascicolo 5 (settembre/ottobre) 2025

Concludendo, la scelta di dare vita ad una copertina a colori rappresenta una piccola e interessante novità accattivante, in grado di attrarre nuove appassionati lettori alla rivista che, con il fascicolo 6 (novembre/dicembre) 2025, chiude definitivamente il decimo anno di vita.

Lunga vita al Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri e al suo progetto di comunicazione della Storia!

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La Storia dei Carabinieri a Dakar

Un contributo alla diffusione della conoscenza della Storia dei Carabinieri in ambito internazionale. I Carabinieri nella Liberazione d’Italia 1943-1945

In occasione del L congresso della Commissione Internazionale di Storia Militare, La Storia dei Carabinieri è stata presente con un intervento dedicato all’Arma dei Carabinieri.

Già in passato vi erano stati contributi presentati e discussi nel corso di altri congressi, ma quest’anno abbiamo voluto offrire una riflessione di più ampio respiro, meno tattica e forse, se ci è consentito, più filosofica.

La prima slide della presentazione che accompagnava il testo

L’organizzazione del congresso è stata curata dalla Commissione Senegalese di Storia Militare insieme all’Università Cheikh Anta Diop di Dakar. L’incontro si è tenuto a Dakar (Senegal) dal 31 agosto al 5 settembre 20251.

Il tema del congresso era dedicato alle ribellioni… Rebellions and Sovereignty in the Contemporary Age (1800 to the Present Day). Sono stati scelti 4 assi principali di ricerca:

La tipologia delle ribellioni, forme e caratteristiche; i fattori, le cause e le origini delle ribellioni; la sovranità ribelle; le conseguenze delle ribellioni.

Partendo dal titolo generale, si è pensato più utile individuare un momento in cui i Carabinieri rappresentarono parte di quella ribellione che spesso esula da una narrazione istituzionale e che è stato poco studiato, se non per nulla.

Di conseguenza, il pensiero non poteva che andare al ruolo ricoperto dall’Arma, o meglio, dai Carabinieri tra il 1943 e il 1945, in quei lunghissimi mesi che vanno dall’armistizio dell’8 settembre 1943, alla fine della seconda Guerra Mondiale.

Si è trattato di un periodo molto difficile che è stato trattato nel corso degli ultimi anni attraverso contributi selezionati che sono apparsi nel nostro podcast La Storia dei Carabinieri (qui su Podcast index) e nelle pagine della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri e che chiudono il triennio di studi, riflessioni ed approfondimenti che la rivista ha avviato.

Dakar, 1 settembre 2025, un momento della presentazione di La Storia dei Carabinieri

In omaggio ad una delle lingue parlate in Senegal, si è creduto opportuno preferire il francese che, nonostante tutto, resta un idioma che ancora è molto presente in Africa.

Dunque Carabinieri nella Resistenza tra il 1943 e il 1945. Il titolo dunque è stato il seguente: Les Carabinieri dans la libération de l’Italie, 1943 – 1945.

Nel presentare brevemente la proposta si precisava che “Con l’armistizio dell’8 settembre 1943, i Carabinieri in qualità di Forza dell’Ordine a statuto militare si trovarono a gestire una situazione di grande crisi. La neonata Repubblica Sociale Italiana cercò di schiacciare l’Arma all’intero di una nuova forza dell’ordine. I Carabinieri rimasti in servizio in Nord Italia furono costretti a frenare le pressioni dei nazisti e dei fascisti ove poterono. Non sempre fu facile, non sempre ci riuscirono. 

Dopo l’agosto 1944, coloro che erano riusciti a sottrarsi alla cattura operata nell’Italia del Nord si poterono contare oramai solo nelle fila del movimento di Resistenza, insieme ad altri uomini e donne che rifiutarono di servire i fascisti della RSI e i nazisti. Con l’insurrezione generale del 25 aprile 1945, l’intera Italia fu liberata dalla presenza della dittatura e i Carabinieri poterono riprendere lentamente le loro funzioni di forza dell’ordine a statuto militare a sostegno dei cittadini italiani”2.

In vista della chiusura del lunghissimo percorso di studi e di diffusione delle iniziative avviate con la redazione della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, in effetti, è parso importante cogliere l’occasione per presentare in un consesso internazionale alcune considerazioni relative ai Carabinieri che ebbero la forza di opporsi all’arroganza e alla prevaricazione nazifascista continuando a combattere fino alla fine della guerra. Si trattava di un numero tutto sommato non così modesto che, lentamente, si era riuscito a sottrarre prima alle imposizioni e quindi alla deportazione che i Carabinieri subirono il 4 agosto 1944. L’unica strada rimasta non era altra che la partecipazione attiva alla Resistenza per portare la Liberazione del nostro Paese.

Dunque un intervento di riflessione che ha fatto il punto di situazione in una prospettiva di ampio respiro sulle vicende che i militari dell’Arma vissero in quel periodo così travagliato.

Dakar, 1° settembre 2025. Al termine della presentazione

Certamente, il testo aiuta la comunità scientifica internazionale presente a congressi di questa portata a scoprire non solo l’esistenza dell’Arma dei Carabinieri ma anche il ruolo importante e di primo piano che i suoi militari ebbero nel corso del 20 mesi di vita della Rai e di lotta di Liberazione.

Non appena possibile, si ritornerà a parlare del tema, carte alla mano… a buon intenditor …

Dakar, settembre 2025 la caserma sede della brigata territoriale di Ouakam e dello squadrone di sorveglianza e intervento di Dakar
  1. Al momento di scrivere questo post, il sito della Commissione senegalese realizzato per il congresso non è più attivo. Alcune informazioni sono disponibili sul sito dell’Università Cheikh Anta Diop di Dakar. ↩︎
  2. Qui il testo della proposta in francese: “Avec l’armistice du 8 septembre 1943, les Carabinieri, en tant que force de l’ordre à statut militaire, se sont retrouvés dans une situation de grande crise. La nouvelle République sociale italienne fasciste créée sous les ordres des Mussolini et le control des Nazis tentait d’intégrer les Carabinieri dans une nouvelle force de maintien de l’ordre. 
    Les Carabinieri restés en service dans le nord de l’Italie ont été contraints de freiner la pression des nazis et des fascistes là où ils le pouvaient. Cela n’a pas toujours été facile et ils n’ont pas toujours réussi. 
    Après août 1944, les Carabinieri survécu à la déportation de l’Italie du Nord ne pouvaient être comptés que dans les rangs de la Résistance, avec les autres hommes et femmes qui refusaient de servir les fascistes de la RSI et les nazis. 
    Avec l’insurrection générale du 25 avril 1945, toute l’Italie fut libérée de la dictature et les Carabinieri ont pu peu à peu reprendre leurs fonctions en tant que force de maintien de l’ordre à statut militaire au soutien des citoyens italiens”. ↩︎

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comunicazione intervista Podcast Podcasting Public History

Quarta stagione

comes to an end

Care amiche e cari amici, come sapete bene ascoltando il nostro podcast Storia dei Carabinieri, abbiamo già dedicato spazio al termine delle distinte stagioni ad alcune riflessione. Abbiamo pensato di proporre qualche cosa di simile

Una piccola introduzione

Con l’avvio della quarta stagione abbiamo continuato a garantire una pubblicazione degli episodi a carattere bisettimanale, cercando di gestire tutte le attività legate alla promozione del progetto.

Siamo così arrivati all’episodio 77 della cosiddetta serie ordinaria. In realtà avevamo in mente di chiudere con un’altra puntata ma un piccolo impedimento di salute ha fatto saltare i progetti, ritardando l’uscita anche di questo episodio.

Per fornire qualche dato, dal 15 marzo al 6 dicembre 2023, abbiamo pubblicato complessivamente 20 episodi ordinari, 8 episodi extra (interviste concesse, relazioni a convegni, tavole rotonde ed altro) e una intervista fatta ad Adriana Migliucci in merito al diario dell’internamento del nonno, brigadiere dei Carabinieri.

Nonostante la buona volontà non siamo riusciti a toccare la serie delle piccole storie anche se abbiamo un personaggio strabiliante, ma sconosciuto di cui parlare e un altro dalla vita altrettanto interessante del quale stavamo negoziando con un discendente. Proveremo nei prossimi mesi …

Qualche considerazione

Innanzitutto grazie! Grazie a tutti voi che ci avete ascoltato in queste lunghe settimane dando fiducia al nostro impegno e alla nostra passione. In secondo luogo grazie ad Adriana per aver rilasciato l’intervista, a Paolo Caterina per averci fatto avere un bel file audio pulito su cui lavorare (poco ma ci abbiamo comunque lavorato), a Nathalie Dorigato della redazione Rai della Val d’Aosta per essere riuscita ad organizzare due brevi interviste avvincenti sui Carabinieri della Val d’Aosta e nella Val d’Aosta, facendo conoscere alcuni aspetti della storia dell’Arma in quella regione. Ringrazio anche l’ANPI nazionale e quella di Roma per aver permesso la registrazione dell’incontro tenutosi presso la casa della memoria e della storia di Roma sul tema della deportazione dei Carabinieri dalla capitale. Altre registrazioni sono state condotte all’epoca delle presentazioni/tavole rotonde/incontri con mezzi di fortuna, si può dire tranquillamente, che abbiamo cercato di restituire un piccolo lavoro di postproduzione per quanto le nostre capacità ci abbiano consentito.

L’episodio numero 77 chiude la stazione lanciata nel maggio 2020, ma partita molto tempo prima con la complessa fase di preparazione delle attività necessarie al lancio del progetto.

Con il recupero delle tracce audio registrate nel corso del tempo abbiamo pensato che avrebbero ben rappresentato contributi ulteriori alla comprensione della storia dei Carabinieri con prospettive diverse.

Qualche piccolo successo

Nel 2023 abbiamo fatto anche tanto altro. Innanzitutto vivere l’esperienza bellissima della settimana del Podcasting realizzata a Roma da Assipod, l’associazione italiana Podcasting che ci ha permesso di scoprire tanti altri amici e appassionati con cui abbiamo condiviso le nostre esperienze e il nostro progetto. Il tutto magistralmente presieduto da Giulio Gaudiano, presidente dell’associazione. Grande partecipazione di amiche ed amici (non cito nessuno per paura di dimenticarne qualcuno). Anche altre cose piccole sono andate avanti ma sono collaterali rispetto al progetto del podcast per cui non rientrano propriamente in questa puntata. Una cosa che mi sta a cuore ricordare è stata la citazione fatta del nostro podcast al termine della puntata 28 di “Chiedilo a Barbero”, dove si cita la presenza del nostro podcast in chiusura episodio dopo aver parlato di Pastrengo e della carica dei Carabinieri del 30 aprile 1848.

Per quanto riguarda i risultati del podcast che abbiamo ricavato dal wrapped 2023 di spotify vi rinvio direttamente all’episodio che potete ascoltare su tutte le piattaforme.

Un ultimo successo di fine anno è la pubblicazione di un lavoro con i tipi delle edizioni Chillemi. Si tratta della prima opera realizzata in collaborazione con il podcast Storia dei Carabinieri: “Una fiamma d’argento in guerra. Storia e memorie di un carabiniere reale 1915-1917” a cura di Paolo Pozzato e Flavio Carbone. Non vi dico altro, spero avremo occasione di parlarne più avanti.

Concludendo…

Per gli approfondimenti sui temi in questione, dobbiamo necessariamente rinviarvi alla lettura del blog che contiene parte delle riflessioni mentre altre pensiamo di pubblicarle più avanti. Come sapete (lo sapete, vero?) il blog, lo ricordo, è ospitato sulla piattaforma hypotheses.org con il nome semplificato di storiacc. In ogni caso, potete trovare il collegamento qui in descrizione del canale podcast.

Infine, abbiamo avviato anche qualche altra collaborazione, ma vi invitiamo a cercare meglio sul blog, per scoprire quale… 🙂

Con il podcast dunque ci fermiamo per qualche tempo, per riorganizzare le idee e mettere un pò di ordine nella prossima stagione. Molto probabilmente caricheremo qualche episodio in maniera casuale in base a possibili necessità. In realtà, vorremmo anche riprendere in mano l’uso della webcam e pensare a qualche cosa in più… si vedrà più avanti cosa si riuscirà davvero a realizzare.

Intanto, buona lettura e ancora buon anno!

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Notiziario Storico dell’Arma n. 4/2023

Anche durante l’estate si pubblica la Storia dell’Arma dei Carabinieri

Care amiche, cari amici, siamo in un agosto già inoltrato e da qualche giorno è stato pubblicato il numero 4 del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri per il 2023.

Si tratta di un prodotto innovativo nel panorama della pubblicistica militare che offre molti contenuti poco conosciuti o addirittura sconosciuti anche a molti appartenenti all’Arma.

In questi nuovi scenari, il n. 4 dedica la copertina alla cerimonia funebre di due ufficiali dell’Arma che avrebbero potuto cambiare il destino dell’Italia, il generale Azolino Hazon e il colonnello Ulderico Barengo.

Infatti, nella rubrica “Pagine di storia”, Flavio Carbone e Ciro Niglio intitolano l’articolo “Fantasmi sotto le bombe. Indagini su un autista” rivolto per l’appunto al fantomatico autista che condusse l’autovettura dove i due ufficiali trovarono la morte.

La stessa rubrica contiene un articolo di Carmelo Burgio su Alessandro Saluzzo di Monesiglio, comandante del corpo dei Carabinieri Reali per un breve periodo prima di arrivare a reggere il ministero della Guerra. Il titolo è evocativo: Comandante da biblioteca. Il terzo articolo della rubrica è intitolato “A difesa del casello” di Zalalakà tenuta dai Carabinieri e dalle guardie di Finanza nell’estate del 1936, a impero proclamato ma con una situazione molto complessa in tutto il territorio dell’Africa Orientale Italiana.

Cronache di ieri riporta una interessante vicenda che vide protagonisti 3 Carabinieri insieme ad alcuni funzionari della Banca d’Italia raccontata con il titolo “Una scorta valori nel giorno dell’armistizio”.
Osvaldo Baldacci ci parla invece dei Carabinieri e il Palio di Siena, nella rubrica “A proposito di”. Forse l’articolo più interessante e stuzzicante per chi è appassionato lettore del famoso “indagatore degli incubi” è quello a firma di Daniele Mancinelli nella rubrica “Curiosando nel Museo dell’Arma”. Il curatore delle armi del Museo Storico ci presenta niente di meno che il “revolver di Dylan Dog”, un revolver Bodeo, modello 1889.

La rubrica “Carabinieri da ricordare” contiene un articolo di Marco Riscaldati intitolato “Il Carabiniere Vito Taddeo”, in cui si ripercorre la vita professionale e la morte di un giovane Carabiniere, caduto mentre stava procedendo, da solo, all’arresto di un pericoloso pregiudicato a bordo di una corriera in Lombardia.

Nell’Almanacco gli interventi di soccorso ai cittadini savoiardi in occasione di incendi accaduti quell’estate del 1823 e i miglioramenti economici introdotti a favore dei Carabinieri 100 anni dopo.

Speriamo che questo piccola presentazione possa incuriosirvi a scoprire qualche pagina di storia dei Carabinieri.

Alla prossima!

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Notiziario Storico dell’Arma n. 1 / 2023

Alla scoperta dei contenuti

Il Notiziario Storico 1/2023 contiene numerosi contributi di interesse per il lettore curioso. Le pagine di storia, la prima rubrica del periodico, accoglie “L’Ordine Militare di Savoia e le prime medaglie e i primi Carabinieri” a firma di Carmelo Burgio, a cui segue “I ricordi di Abramo” a firma di Marco Riscaldati. A proposito dell’Ordine Militare d’Italia, discendente diretto di quello presentato nelle pagine del Notiziario, segnaliamo che l’autore è anch’egli insignito dell’importante riconoscimento.

La sezione Cronache di ieri presenta l’articolo di Giovanni Salierno dal titolo “La banda del Gobbo” e quello di Fabrizio Sergi dedicato ad un episodio noto come “eccidio di Partinico”.

Segue poi “Il Fregio” di Vincenzo Longobardi proposto nella rubrica “a proposito di…”. Un aspetto molto interessante che sveglia l’attenzione soprattutto dei collezionisti ma anche di tutti quegli appassionati di uniformi che sono alla ricerca di aspetti particolari meno noti.

La copertina del Notiziario n. 1/2023 nello “sfogliatore” online del sito www.carabinieri.it

Curiosando nel Museo dell’Arma, Daniele Mancinelli scrive “Fuoco fulmineo”. Per chi non lo sappia ancora, Mancinelli è l’armaiolo del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, un brigadiere appassionato che ama approfondire le conoscenze acquisite continuando ad aggiornarsi nel campo delle armi con particolare riferimento a quelle antiche o comunque non più in uso alle Forze Armate e quindi all’Arma dei Carabinieri.

Nei “Carabinieri da ricordare” Gianluca Passalacqua narra del “Carabiniere Giulio Speranza”. Nella rubrica di chiusura “L’almanacco racconta”, vi sono due date, il 1° aprile 1823, primo giorno dei Carabinieri Reali sull’isola di Sardegna e il 15 febbraio 1923 con la concessione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare al Carabiniere Sebastiano Pagano.

Sicuramente ci sarebbe ancora qualcosa da scrivere ma per il momento ci basta citare almeno i titoli degli articoli, riservandoci poi di fare qualche considerazione più avanti nel corso dell’anno.

Insomma, ora tocca al lettore appassionato divorare questo primo numero.

A presto!

 

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L’assemblea SISM 2022

Ovvero, l’incontro con il Megadirettore! dicembre 2022

Il 14 dicembre 2022, si è tenuta l’assemblea annuale della Società Italiana di Storia Militare. Nonostante l’acqua che è caduta su Roma siamo riusciti a partecipare; vi assicuriamo che gli scooteristi duri e puri hanno avuto una giornata faticosa e molto rischiosa.

Abbiamo vissuto davvero l’incontro con il Megadirettore che ci ha guardato con grande supponenza dall’alto in basso. D’altronde i poveri scooteristi erano vestiti per l’assaggio del Diluvio Universale previsto in quei giorni e fatto di tutto per non ritrovarsi zuppi d’acqua.

La prova del Megadirettore: raggiungere il luogo di riunione con la pioggia torrenziale

Durante tale incontro, oltre ai punti inseriti nell’ordine del giorno per i quali vi rinvio alla convocazione dell’assemblea, è stato possibile definire anche due aspetti di interesse per noi che crediamo in questi progetti di comunicazione della storia.

Il primo è dedicato alla pubblicazione di un volume nell’ambito della collana “la fucina di Marte” dedicato alla storia delle Forze dell’Ordine a ordinamento militare, che prende il posto dell’iniziale idea del numero speciale della rivista NAM che fa capo sempre alla medesima associazione. Si tratta in definitiva di pubblicare diversamente i contributi che sono stati raccolti nel corso dell’estate e che, si spera, dovrebbero essere pubblicati all’inizio del 2023.

Il secondo aspetto d’interesse è invece a proposito di un piccolo gruppo, o forse, di un comitato dedicato a qualcosa di interessante. Infatti, abbiamo proposto al Presidente della SISM, professor Virgilio Ilari, di estendere al Consiglio Direttivo la possibilità di accogliere la nostra proposta. Si tratta, in buona sostanza, di riconoscere la buona volontà e i principi che hanno mosso il sottoscritto e pochissimi altri a ragionare sulla costituzione di un piccolo comitato dedicato allo studio della storia delle forze dell’ordine.

Sia chiaro, questa iniziativa non intende inserirsi in competizione con dipartimenti, centri di studio ecc. L’idea è di aggregare gli studiosi sia di differenti discipline, sia gli appassionati della storia delle forze dell’ordine, per avviare un confronto su diverse tematiche tutte accomunate dal desiderio di conoscere e diffondere la storia dei Carabinieri e delle altre forze dell’ordine.

Un estratto della relazione annuale e della proposta di bilancio 2023 della SISM

Il Professor Ilari, recependo la proposta, l’ha fatta circolare all’interno del direttivo. A partire dal mercoledì 21 dicembre 2022, la nostra proposta è diventata realtà grazie all’approvazione del Direttivo. Grazie!

I soci della Società Italiana di Storia Militare possono aderire al comitato che resta aperto unicamente agli iscritti o agli iscribendi previo pagamento della quota annuale della SISM.

Una volta costituito, si darà avvio al “reclutamento” dei volenterosi per lanciare sin dai primissimi mesi del 2023 iniziative nel settore specifico. A questo punto non possiamo far altro che suggerire: #staytuned!

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Guard-a-voi!

Una piccola mostra a Torino per celebrare il bicentenario della Scuola Allievi Carabinieri istituita come Deposito Allievi

Il drappo di una bandiera indicata come appartenente alla Legione Allievi di Torino

La ricorrenza del bicentenario di istituzione del deposito allievi Carabinieri Reali nel lontano 1822 ha consentito di presentare una piccola mostra dedicata ai 2 secoli di vita del principale centro di istruzione dell’Arma dei Carabinieri: la Legione Allievi Carabinieri.

La mostra “Guard-a-voi! Due secoli della Scuola Allievi Carabinieri di Torino” è rimasta aperta al pubblico dal 1° al 31 luglio 2022 presso il Mastio della Cittadella in corso Galileo Ferraris a Torino. La mostra era visitabile tutti i giorni in orario 9:00-12:00 e 15:00-19:00.

Locandina delle celebrazioni del bicentenario del Deposito Allievi Carabinieri Reali di Torino

Successivamente, a partire da giovedì 20 ottobre 2022, presso la prestigiosa sede del Consiglio regionale del Piemonte, a Palazzo Lascaris, è stata aperta la mostra “Guard’a voi! Due secoli della Scuola Allievi Carabinieri di Torino” (ingresso gratuito).

La mostra è aperta al pubblico da venerdì 21 ottobre al 7 dicembre 2022, tutti i giorni dal lunedì al venerdì, con orario dalle ore 09.00 alle ore 17.00.

L’ingresso del percorso espositivo realizzato all’interno di Palazzo Lascaris a Torino. La mostra si tiene nelle sale della Galleria Carla Spagnuolo.

Il 17 ottobre 2022, è stato inaugurata la seconda fase della mostra “Guard-a-voi!” presso Palazzo Lascaris. “La Scuola Allievi Carabinieri – ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia – forma da due secoli i militari che sono presidio delle istituzioni e della convivenza civile nel nostro Paese. Un vanto e un fiore all’occhiello per Torino e per tutto il Piemonte che siamo lieti di presentare in questa mostra storica allestita nella nostra sede”. Interverranno all’inaugurazione il presidente Allasia, il generale Carlo Cerrina Comandante della Legione Allievi Carabinieri di Roma e il divulgatore storico e curatore della mostra Michele D’Andrea. Hanno fornito consulenza storica Michele D’Andrea e Enrico Ricchiardi.

La fibbia della bandoliera che riporta la sigla AC per Allievo Carabiniere

Il 12 ottobre 1822 nacque a Torino il Deposito Allievi Carabinieri Reali, oggi Scuola Allievi Carabinieri con sede all’interno della caserma Cernaia. “Guard’a voi!” sembra importante ricordarlo (ma abbiamo in aiuto il comodo pieghevole realizzato in occasione della mostra) era l’antico comando di Attenti! adottato dall’Arma Sarda prima e dall’Esercito italiano poi sino al 1870.

Il percorso si snoda attraverso un ipotetico dialogo con quello che il ruolo matricolare custodito presso l’Archivio di Stato sezioni riunite di via Piave ha individuato come il primo iscritto; si trattava del carabiniere Lorenzo Scovazzi originario di Quaranti (Alessandria), nato nel 1779.

Il visitatore si muove attraverso alcuni pannelli che lo introducono nella vita dell’Arma attraverso i due secoli di vita dell’antico Deposito del Regno di Sardegna, poi divenuta 14a legione (legione allievi) Carabinieri Reali con il regno d’Italia.
La mostra è stata realizzata attraverso una ricerca di documenti e disegni d’epoca, mettendo a disposizione antiche uniformi e fotografiche che aiutano il visitatore a scoprire alcune curiosità legate alla vita degli allievi Carabinieri (si cita il mezzo letto a cui dovevano adattarsi secondo gli usi degli eserciti prenapoleonici e della prima Restaurazione, le scarpe non anatomiche), ma si svelano anche questioni davvero sconosciute come la liaison proposta tra i Carabinieri e il colore azzurro delle maglie dei giocatori delle nostre nazionali.

Gli ultimi pannelli realizzati per la parte finale del percorso espositivo.

L’ultima parte della mostra è dedicata alla quotidianità. Infatti, grandi immagini fotografiche mostrano giovani Carabinieri, di entrambi i sessi, mentre prestano il giuramento solenne di fedeltà alla Repubblica Italiana, insieme all’imposizione degli alamari sull’uniforme.

La mostra è aperta anche a gruppi di studenti che possono prenotarsi sul sito del consiglio regionale del Piemonte a questo link.