La Settimana del Podcast rappresenta un evento annuale realizzato dall’Associazione Italiana Podcasting (Assipod), rivolto ai soci e a selezionati partner dell’associazione allo scopo di rendere realmente possibile poter ideare, organizzare e pubblicare un podcast, da indipendente.
Anche quest’anno, come una bella consuetudine, sono riuscito a liberarmi da tutti gli impegni ed essere presente per tutte le attività concrete dal lunedì di preparazione al venerdì. Il sabato che rappresenta forse la giornata più piena di attività, mio malgrado, non mi è stato permesso esserci.
Come si sviluppa la Settimana del podcast? Presto detto. Assipod.org, Associazione Italiana Podcasting, offre una grande possibilità di crescita per chi vuole “sporcarsi le mani”, ovvero entrare negli aspetti più tecnici del podcasting e offrire un corso, il podcamp, pensato proprio per permettere di apprendere tutte le modalità che consentono di lanciare un proprio podcast, da indipendenti.
Tutte le informazioni sono sul sito di Assipod.org, ma qualche cosa la vorrei condividere su questo blog, qualche esperienza personale.
L’idea di realizzare un podcast basato sulle mie conoscenze in campo storico mi era balenato attorno al 2016 o 2017, stavo cercando le modalità per capire come fare e lanciarmi in quella che mi sembrava una vera e propria avventura. Purtroppo, non riuscivo a trovare un modo di partire, certo avevo raccolto alcune informazioni, scoperto un paio di software in grado di aiutarmi ma non riuscito ancora a sbrogliare il bando della matassa, come costruire un podcast, come creare una stagione, come registrare e montare. Insomma l’idea sì, era bellissima, ma non riusciva a partire.
Dunque, non ne avevo fatto nulla, ma l’idea era lì, ferma, non ancora realizzata. Dunque c’è stato bisogno di aspettare, di aspettare il momento giusto che è arrivato durante una fase estremamente difficile per l’Italia e per tutto il mondo, la Pandemia COVID-Sars che ha reso il pianeta estremamente facile. Come spesso capita a chi si trova in difficoltà, i momenti di crisi rappresentano delle opportunità di crescita. Così, mi sono attivato per avviare timidamente la creazione di un progetto che mi sembrava davvero incredibile. Nel maggio 2020, finalmente, sono presenti sul web le prime puntate della prima stagione. Ancora adesso che scrivo ho difficoltà a riconoscermi in quella voce così tremante e indecisa. Tuttavia, era fatta.
C’era però qualcosa che non riuscivo ancora a realizzare, mancava ancora parecchio nonostante avessi superato quel fosso enorme che esiste tra il dire e il fare. Così scoprì, ad attività già avviate, che nel 2022 si era tenuta, a Roma, la settimana del podcast, una settimana piena di eventi e di attività per chi si voleva cimentare nell’impresa.
Dunque, perduta quella speranza, l’anno successivo, da bravo e disciplinare apprendista stregone, dopo essermi iscritto ad Assipod.org, ho preso parte alla Settimana del Podcast 2023. Sin dai primi giorni, ho fatto un bagno di umiltà, scoprendo il vero mondo del podcasting e trovando tante persone interessate a lanciare le loro iniziative e curiose di conoscere le iniziative degli altri. Un bel bagno di condivisione e di sapere, una crescita personale a livelli esponenziali. Quell’oramai lontana Settimana del podcast 2023 aveva creato una connessione (come dice una podcaster affermata come Adriana Migliucci) potentissima tale da diventare attivo facilitatore a favore delle nuove socie e dei nuovi soci che ambivano a padroneggiare lo strumento.
In realtà, come sanno coloro che già hanno un pò di esperienza, non sono le attrezzature tecniche, bensì le idee che devono essere trasformate in realtà grazie a quelle pochissime attrezzature necessarie e, sopratutto al desiderio di realizzare i propri progetti.
Così, anno dopo anno, mi sono avventurato e ho confermato la disponibilità a fare il volontario, ad aiutare chi si metteva in gioco e imparava a raccontare sè stesso di fronte a un microfono. Anno dopo anno, sono riuscito a fare ciò e così anche il 2026.
La prima giornata di preparazione è stata molto intensa ma subito nel pomeriggio la presentazione del podcamp 2026 ai partecipanti ha rappresentato una prima bella soddisfazione. Tante persone, soprattutto tante donne hanno accettato una sfida non comune, mettersi in gioco e superare le (presunte) difficoltà per scoprire invece la bellezza di uno strumento potentissimo che mette in sintonia il podcaster con gli ascoltatori, i suoi follower.
I bei momenti di approfondimento sono state anche le masterclass dove anche noi più esperti abbiamo imparato. Onestamente il mondo del podcast tra le cose affascinanti ha anche la continua crescita e la grande capacità di metterti in contatto con tante persone diverse, offrendo a ciascuno una crescita personale e professionale molto alta. Un aspetto che mi colpisce molto da quando mi sono affacciato in questo mondo così particolare e affascinante.
Una settimana piena, direi stancante, ma ricca di emozioni e di esperienze che hanno consentito tutti noi di offrire una parte piccola del proprio tempo per aiutare altri aspiranti podcaster a realizzare i loro sogni.
Tra tutte le persone che la Settimana del Podcast mi ha permesso di conoscere, ne voglio ringraziare una in particolare che ha voluto salutarmi (e ringraziarmi) con un simpatico omaggio che ho accettato e conservato con grande piacere per l’attenzione (non scontata) che ha voluto dedicare a me e agli altri facilitatori e docenti del podcamp.


Insomma, una bella e grande avventura che ho raccontato una una lunga introduzione autobiografica necessaria a far comprendere lo spirito di condivisione che la Settimana del Podcast genera in tanti volontari.
Ah, per chi è interessato, suggerisco di iscriversi come socia/o Assipod (qui il link), approfittare delle giornate di formazione Assipod mediamente una al mese da settembre a giugno (esclusa il mese della settimana), ma soprattutto prepararsi spiritualmente alla prossima Settimana del Podcast 2027.
A presto.






