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Museo storico Public History recensione storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

SPRUNGEINSATZ MONTEROTONDO 9-10 settembre 1943

Perché parlare di un libro dedicato ad un episodio minore della primissima fase della Resistenza ai tedeschi?

Giovedì 2 ottobre 2025, presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, nell’ambito de I giovedì del Museo, l’autore, dottor Guido Ronconi, moderato dal tenente colonnello Flavio Carbone, ha presentato il volume Sprungeinsatz Monterotondo 9-10 settembre 1943, apparso oramai qualche tempo fa- Ha accompagnato la presentazione l’aiuto significativo del dottor Giovanni Cecini.

Dunque, si crede utile rispondere alla domanda iniziale. Innanzitutto, va ricordato che i Carabinieri presenti a Monterotondo ebbero un ruolo di primo piano nella difesa delle installazioni militari presenti, ovvero, lo Stato Maggiore del Regio Esercito che si era spostato da Roma alla sua sede di campagna.

Un secondo elemento, davvero non banale, è l’attività condotta dall’autore nel fare una ricerca che ha impegnato non poco tempo e risorse e che guarda con attenzione anche a fonti che generalmente non sono avvicinate dagli studiosi italiani.

Ma andiamo con ordine.

Ci vuole tempo nel fare le cose. Va anche detto che bisogna liberarsi da tanti impegni per dedicarsi a questa attività di blogging, come in tante altre.

2 ottobre 2025. Il salone d’onore con il pubblico presente

Così abbiamo pensato di dedicare un post ad una iniziativa che è partita da molto lontano e che si concentra su di una vicenda considerata minore, cioè una operazione militare condotta a Monterotondo il 9-10 settembre 1943, dove anche in questo caso i Carabinieri combatterono, insieme ad altre unità del Regio Esercito, per contrastare un’azione di paracadutisti tedeschi che tendeva a catturare l’intero Stato Maggiore italiano. Purtroppo, l’intelligence non deve mai essere stato il punto forte tedesco, tanto che non avevano idea che stavano attaccando un palazzo semivuoto. Ciò non fece venire meno la difesa delle Forze Armate italiane che ebbero la meglio.

Dunque iniziamo con un ringraziamento al dottor Guido Ronconi che ha accettato di presentare il volume nel Museo Storico dell’Arma, sotto la moderazione di Flavio Carbone e con la collaborazione attiva di Giovanni Cecini, storico, divulgatore e YouTuber ben noto negli ambienti della Storia Militare e anche per voi che siete lettori di questo blog.

La presentazione è stata introdotta da un saluto iniziale del Direttore del Museo Storico, tenente colonnello Raffaele Gesmundo, a cui ha fatto seguito il parigrado Flavio Carbone. Con l’ingresso in scena del dottor Giovanni Cecini, si è avviata la discussione soprattutto offrendo un contesto militare nel quale si è sviluppata l’operazione dei paracadutisti. Quindi, intorno ad un episodio così particolare, è continuata la discussione concentrata sull’opera di Guido Ronconi che ha avuto il grande merito di chiarire il clima di quei giorni drammatici e di mettere chiaramente in mostra la combattività dei reparti italiani con comandanti capaci e motivati.

Non crediamo sia necessario dire di più, perché in realtà è stato possibile unire le forze e realizzare un video disponibile su YouTube, all’interno del canale della Storia dei Carabinieri, su quello di Giovanni Cecini e infine rilasciato da Guido Ronconi sui suoi canali.

A questo punto non sembra il caso di rinviarvi che all’ascolto della presentazione.

Alla prossima!

PS Vi ricordiamo che il principale canale delle nostre iniziative è il blog che affianca e integra il podcast La Storia dei Carabinieri. Ascoltateci sulle principali piattaforme di distribuzione di podcast, a vostra scelta e piacere!

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Esposizione museale Museo storico storia dell'Arma dei Carabinieri

Un salto al Museo Storico

di Samanta Segatori

Si ringrazia la Professoressa Samanta Segatori per aver condiviso nel blog La Storia dei Carabinieri alcuni brevi passaggi di due visite che ha curato, con altre docenti della Scuola, presso il Museo Storico dell’Arma.

11 novembre 2025.

L’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria arriva al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri con due classi terze della scuola secondaria di primo grado.

Accolte con un emozionante concerto dal Quartetto di sax della Banda dell’Arma, iniziano poi un percorso tra storia, arte, documenti e testimonianze.

I ragazzi si fermano a lungo davanti ai dipinti raffiguranti “La carica di Pastrengo”, il sacrificio di Salvo d’Acquisto e ripercorrono, insieme al Capitano Anna Cipparrone, momenti salienti dal Risorgimento alla storia contemporanea.

Rimangono ammutoliti e commossi davanti alla teca in cui sono riposte le armi deformate dal calore e sporche di terra così come quando sono state raccolte dopo la strage del 12 novembre 2003 a Nassiriya.

I ragazzi rivivono in quel racconto il dramma della strage di quegli uomini uccisi dall’esplosivo, dei dodici carabinieri mai più tornati a casa.

Rimangono colpiti dai doni lasciati dalle scuole per rendere omaggio alle donne e agli uomini che ogni giorno indossano la divisa anche e soprattutto per loro.

19 marzo 2026.

Una classe dell’Istituto Comprensivo del Parco della Vittoria, la 3 L, accompagnata dalla Professoressa Samanta Segatori, torna al Museo, in quel luogo che con garbo, calore e grande competenza li aveva accolti.

Portano con loro piccoli doni pensati e realizzati come un grazie sentito ed emozionato per tutto quello che le Forze Armate e l’Arma dei Carabinieri in particolare fanno ogni giorno.

Nel corso dell’incontro, il Direttore del Museo ha offerto un volume della Storia dell’Arma

Hanno riflettuto a lungo su cosa ideare, volevano qualcosa di speciale. Sono accolti nel Salone d’onore dal Direttore, Colonnello Gaetano Vitucci, e da alcuni militari:  il Capitano Anna Cipparrone, il Vice Brigadiere Daniele Mancinelli e l’Appuntato Scelto QS Edoardo Grossi.

I ragazzi raccontano le loro idee, presentano le loro testimonianze, condividono le loro emozioni e sono gli unici protagonisti di un momento speciale e irripetibile.

Alcuni studenti della 3L dell’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria con la Professoressa Samanta Segatori al termine della visita al Museo Storico.

Così tra foto di rito, risate e chiacchiere, ringraziano l’Arma dei Carabinieri per il tempo che ha loro concesso e le emozioni che ha saputo loro regalare, ma ciò che più conta è che si vada oltre.

Emerge ancora una volta quanto sia importante il rapporto nato tra la scuola e il Museo e si progettano collaborazioni future e nuovi incontri dettati dalla consapevolezza che oggi la scuola come istituzione non è un microcosmo chiuso in se stesso, ma un luogo la cui anima ha necessità di proiettarsi all’esterno per fare rete sociale.

La Scuola è diventata negli anni “piattaforma relazionale”, spazio di condivisione, di inclusione che ha necessità di incontrare l’altro, anche e soprattutto attraverso realtà che, come il Museo Storico dell’Arma, rappresentano, storia, arte e cultura della legalità.

Un momento di dialogo tra alcuni studenti e il capitano Anna Cipparrone, ufficiale in servizio al Museo Storico.

Qui i ragazzi hanno sperimentato un concetto di connessione a tutto tondo, sono stati accolti e guidati nelle variegate storie di chi ha scelto di indossare una divisa a servizio degli altri, di chi crede che i valori studiati nel percorso risorgimentale esistano ancora e soprattutto che non siano obsoleti, ma ancora adeguatamente rappresentati da donne e uomini che credono fermamente nel giuramento prestato.

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comunicazione Museo storico Public History storia dell'Arma dei Carabinieri

Notiziario Storico 2025

Sei numeri di Storia dell’Arma dei Carabinieri

Con l’annualità 2025 appena terminata, il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri ha concluso il suo decimo anno di vita. Un traguardo importante per un periodico di carattere divulgativo, basato sulla sola storia dell’Arma, che fa comprendere la lungimiranza della sfida che affrontarono i primissimi progettisti della proposta editoriale lanciata nel 2016.

Allora, si trattava di soddisfare una richiesta che aveva avanzato il Comandante Generale dell’epoca; oggi si tratta invece di adeguare alla realtà odierna, in continua mutazione, i contenuti digitali di cui l’Istituzione si pregia di essere attenta custode, ma forse si potrebbe dire pronta a immaginare ciò che una società in mutazione continua comporta.

Un punto di passaggio importante, verrebbe da dire, che ha consentito una crescita importante degli autori e dei lettori, attenti ai contenuti che aiutano a comprendere quel mondo talvolta antico nel quale ci si può immergere.

In questo senso, si può considerare ampiamente raggiunto l’obiettivo di divulgare in modo leggero e gradevole oltre 200 anni di Storia dell’Arma, di una istituzione che è sempre stata vicina ai cittadini.

Certamente, va sottolineato che per fare ciò si deve guardare al cosiddetto backoffice e cioè a quelle attività significative per la crescita di un percorso di diffusione della storia. Il riferimento, chiaramente comprensibile, è dedicato a quel patrimonio culturale che gli archivi custodiscono e che deve essere preservato, sottoponendo a tutela quelle carte che tanto possono riuscire a raccontare.

Dunque, queste poche righe presentato qualche riflessione in ordine sparso sui sei numeri del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri e sul suo contenuto apparso nel corso del decimo anno di vita del periodico. In merito alla nuove copertina si è già scritto precedentemente.

Si è scelto di aggregare per macroaree gli articoli apparsi, dunque in base al periodo storico e in base all’argomento.

Ecco dunque che i contenuti si possono considerare in una prospettiva diversa rispetto quella presentata nei sei fascicoli dell’anno X del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri.

Periodi storici analizzati

La narrazione proposta nelle numeri del Notiziario copre tutta la storia dei Carabinieri e oltre due secoli di storia italiana, ma vi è una attenzione maggiore al periodo della Seconda Guerra Mondiale, in conseguenza della ricorrenza degli ottant’anni dalla fine della guerra.

Dalla fondazione alla fine del lungo Risorgimento italiano

Vi sono due contributi, uno concentrato sul Genovesato e sulla transizione dal modello della Gendarmeria Imperiale ai Carabinieri Reali (1797-1825), mentre un secondo analizza il fenomeno di lotta al Brigantaggio meridionale post-unitario in Molise (1861-1869).

Dall’Unità d’Italia alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale

La criminalità rurale e quella organizzata rappresentano i fenomeni criminali del periodo. Un contributo è dedicato ai sequestri di persona in Sicilia nel periodo 1870-1890, un secondo è legato all’omicidio del Carabinieri Piccinelli a Grassano (1875) e un terzo si focalizza sulla fine del brigantaggio in Maremma (1896). Di questo periodo sono presenti scritti relativi alla riorganizzazione della gendarmeria in Albania, sui Carabinieri aviatori nel corso del primo conflitto mondiale e la ricorrenza del centenario di fondazione ufficiale del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri (1925).

La Seconda Guerra Mondiale e la Resistenza (1940-1945)

Sebbene, in genere si reputi necessario distinguere il 1940/1943 dal 1943/1945, in ordine alla periodizzazione temporale, si è ritenuto più economico mantenere insieme i due momenti distinti della guerra. Si parla dunque del cosiddetto arresto di Mussolini, della difesa di Roma, della Guerra di Liberazione attraverso magnifiche figure di resistenti con gli alamari come il tenente Fausto Cossu, il brigadiere Alberto Araldi e il Capitano Giorgio Geniola, ma anche le drammatiche sofferenze degli Internati Militari Italiani. Dal punto di vista criminale, emerge la vicenda della cosiddetta Banda dei Niscemesi che operò in Sicilia (1943-1947), mischiando separatismo e criminalità.

Dal Secondo dopoguerra ad oggi

I contributi per l’ultima lunga fase di storia ricordano un drammatico fatto di cronaca noto come il caso di Villarbasse, 1945, a cui segue l’intervento dell’Arma in occasione del terremo del Belice (1968). La ricorrenza dei 65 anni di fondazione del Servizio Aereo dell’Arma dei Carabinieri porta a raccontarne la storia e l’evoluzione. Si parla anche della specialità Subacquei dell’Arma. Spostando l’attenzione a tempi più recenti, si giunge a raccontare i quasi trent’anni delle Multinational Specialised Unit e vent’anni del Center of Excellence for Stability Police Units.

Tipologie di argomenti

Personaggi

I personaggi rappresentano bene una necessità narrativa del Notiziario Storico. Emergono così le figure di personaggi della storia dell’Arma come Cossu, Araldi, Geniola, ma anche Tosetti, Di Blasi, Bartolini e Alfonso, insieme a vittime del dovere cadute per mano criminale o in occasione di calamità naturali come Piccinelli, Fogliaro, Cannella.

Comandi e reparti dell’Arma

Si parla della nascita della Divisione Carabinieri Reali di Genova, del ruolo della Scuola Centrale Carabinieri Reali di Firenze quale centro di reclutamento per le formazioni partigiane, ma le ricorrenze permettono di parlare anche delle MSU e del CoESPU.

Servizio d’istituto

Nel servizio d’istituto si ritrovano le funzioni di Forze dell’Ordine, sia nella funzione preventiva, sia nella funzione repressiva. Dunque emerge la lotta al Brigantaggio meridionale e quello maremmano, il contrasto ai fenomeni criminali nella Sicilia tra il 1943 e il 1947, ma anche le indagini legate al grave fatto di cronaca di Villarbasse o alla caccia al brigante Musolino.

Momenti di storia nazionale

In questa categoria si possono raggruppare sia la caduta del fascismo, gli ultimi mesi di vita del dittatore decaduto, ma anche l’intervento dell’Arma in occasione di grandi calamità naturali.

Musei, Archivi e Biblioteche (MAB)

Si parla del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri ricordandone la fondazione con l’erezione ad ente morale nel dicembre 1925. Un passo importante per una prima conservazione e valorizzazione di una parte modesta dell’enorme patrimonio documentario che i Carabinieri custodiscono.

Armi e uniformi

Una rubrica e un’attenzione alle armi e alle uniformi rappresenta, o dovrebbe rappresentare, una costante nella presentazione del patrimonio esposto o comunque custodito nel Museo. In questo senso, si sottolinea l’importanza che è attribuita alle armi come nel caso della Colt 1911, del moschetto 91/24 e ancora della spada dell’Islam.

Conclusioni

Dai sei numeri del Notiziario si può declinare un’immagine dell’Arma dei Carabinieri come una Istituzione in grado di garantire la continuità dello Stato, a differenza di altre che arrogano titoli senza averne. L’Arma, anche attraverso i testi divulgativi presentati, si dimostra capace di adattarsi a contesti politici estremi senza smarrire la propria identità e la fedeltà ai propri valori.

Le pagine della rivista presentano una sorta di mosaico dove la grande storia, come le guerre, la caduta del regime, il passaggio da una forma di Stato ad un’altra, si intreccia indissolubilmente con la microstoria di tanti piccoli eroismi individuali di semplici Carabinieri nel corso della lunga storia dell’Istituzione. In questo senso, si deve sottolineare la funzione del Notiziario Storico quale strumento di memoria attiva, attraverso il riutilizzo dei documenti d’archivio e degli oggetti museali presentati non tanto come oggetti da mostrare, ma come un potente strumento didattico per formare la coscienza civica delle nuove generazioni.

In definitiva, i testi ancora una volta fanno emergere il ruolo dell’Arma dalla doppia natura di Arma combattente e Forze dell’Ordine o, forse sarebbe meglio dire, quale presidio sociale a favore della collettività.

Tabella cronologica degli articoli del 2025

NumeroPeriodoTitolo sommarioAutoreFascicolo
11797-1825GenovesatoG. Notarnicola4
21861-1862Briganti in Molise (Parte I)C. Burgio3
31862-1869Briganti in Molise (Parte II)C. Burgio4
41870-1890Rapimenti nella Sicilia post-unitariaF. Sergi3
51875Grassano 1875. Omicidio PiccinelliA. De Rosa6
61896-1897L’imboscata del CrocinoG. Salierno1
71897-1901La cattura del brigante MusolinoF. Caldari6
81908Gli eroi del 1908 (Terremoto Messina)F. Sergi1
91914-1940Carabinieri in Albania (Parte I)C. Burgio5
101922-1926Salto dell’Appuntato Emilio MartinoF. Caravetta5
111925Istituzione del Museo StoricoG. Iannella6
121937La spada dell’IslamD. Mancinelli6
131939La morte dell’Appuntato FogliaroF. Caravetta2
141940-1947Carabinieri in Albania (Parte II)C. Burgio6
151941Il Maresciallo Daniele Ferrari (Culqualber)Capriglio-Montipò1
161943 (Luglio)Generale Hazon e arresto MussoliniM. Sole4
171943 (Sett.)Il Carabiniere Alberto De MaioM. D’Angella6
181943-1947La Banda dei NiscemesiC. Burgio1
191943-1944Due Carabinieri Partigiani a FirenzeM. Sole2
201943-1944Il Maresciallo Costabile Di BiasiG. Severino3
211943-1945Odissea balcanica (IMI)Barbieri-Verrecchia5
221944-1945Morte di un carabiniere (Tosetti)C. Burgio2
231944-1945Cossu e Araldi (Resistenza Piacenza)M. Riscaldati3
241945 (Apr.)Mistero sulle ultime ore del duceM. Sole3
251945 (Nov.)Il massacro di VillarbasseE. Cursi4
261953-OggiCarabinieri subacqueiF. Caldari2
271960-OggiCarabinieri volanti (Servizio Aereo)F. Caldari1
281968Il vicebrigadiere di Montevago (Belice)F. Sergi6
291997-OggiQuasi trent’anni di MSUF. Caldari3
302005-OggiCoESPUF. Caldari4
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comunicazione Museo storico regno di Sardegna storia dell'Arma dei Carabinieri

Notiziario Storico 3/2024

Un fascicolo prima dell’estate

Pubblicato il fascicolo maggio/giugno 2024 che ci permette di avvicinarci alla lettura prima della consueta pausa estiva (almeno per chi va a scuola).

Abbiamo di fronte un ulteriore contributo dedicato alla storia dei Carabinieri.

Noi vi consigliamo di sfogliarlo sullo schermo di un televisore o di un personal computer, partendo dall’inizio ma se credete potete anche scaricarlo e leggerlo sul tablet o smartphone.

La pagina web dell’Arma dei Carabinieri dedicata al Notiziario Storico 3/2024

Ne Le pagine di storia si parla della memorie di un ufficiale che ha vissuto la triste fase dell’internamento sotto il giogo tedesco, il diario di Cacopardo. Segue una storia del 2 giugno e continua la presentazione dei comandanti generali con il profilo di Fabrizio Lazari. Nelle Cronache di ieri il titolo è Il ladro e il carabiniere in cui si parla della morte in servizio del Carabiniere Angelo Mascalchi, ucciso a Cetraro nel 1933 durante un servizio per la cattura di un ladro che, nella fuga, lo freddò con un colpo di pistola alla tempia. A proposito di… tocca la 1a missione interfoze di polizia e la nascita dei Carabineros de Bolivia di Gerardo Severino, mentre La sottile “albertina” è il tema trattato da Daniele Mancinelli in Curiosando nel Museo dell’Arma. Pasquale Di Russo è invece narrato nei Carabinieri da ricordare. Infine, com’è oramai abitudine, conclude il notiziario L’Almanacco racconta facendoci fare un salto a cento e duecento anni fa.

Insomma si parla di comandanti, di Carabinieri e ufficiali, di estero (molto interessante il contributo di Gerardo Severino) e anche di armi con la nobile spada Albertina che troviamo al fianco degli ufficiali durante il periodo Carloalbertino per l’appunto.

In sostanza un altro numero da leggere e da studiare, in qualche caso, utile per arricchire quel bagaglio di conoscenze personali dedicate alla storia dell’Arma dei Carabinieri.

Buona lettura!

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Museo storico storia dell'Arma dei Carabinieri

La Battaglia di Eluet el Asel

Scoprire la storia giocando. Una modalità di Public History

Come si può far conoscere la storia degli uomini inquadrati in un’unità militare che ha svolto un ruolo importante nel corso di un conflitto? Certamente, un primo elemento è dato dalla ricerca negli archivi e dal conseguente esito naturale rappresentato dalla pubblicazione di un volume.

Nel caso dei Carabinieri Reali Paracadutisti e dell’epopea in Africa Settentrionale con la spettacolare capacità combattiva dimostrata a Eluet el Asel il 19 dicembre 1941, ci ha pensato un autore, Enrico Cursi, Appuntato Scelto QS Paracadutista, che ha stampato con Edizioni Chillemi il volume intitolato “I leoni del deserto. Storia del primo Battaglione Paracadutisti Carabinieri Reali 1940-1942″ apparso nel 2014.

La copertina del volume I leoni del deserto

Una seconda modalità è legata alla pubblicazione di un argomento contermine che permetta di divulgare le attività di quello stesso reparto. Non sempre il volume riesce ad attrarre una grande platea di appassionati e dunque si sceglie strategicamente di diversificare l’offerta attraverso un prodotto editoriale di tipo divulgativo, diremmo patinato, che possa attrarre curiosità e dia un approfondimento minimo in grado poi di convogliare i più curiosi nella lettura di un libro.

In questo caso, si è parlato di “Carabinieri Paracadutisti 1940-1946” apparso nella collana “monografie” delle Edizioni Chillemi. Il fascicolo, in formato A4, è composto da 40 pagine con una copertina e 8 tavole interne a colori e ben 45 foto in bianco e nero. Per chi ha avuto la possibilità di sfogliare la monografia, si tratta senza dubbio di un prodotto di qualità che permette di creare quella relazione a tratti avvincente tra un passato e un presente, riportando anche immagini di vita quotidiana o facendo emergere piccole narrazioni di una giornata tipo di un Carabinieri Paracadutista di quegli anni. Si può dire che si tratti di un lavoro ben riuscito.

Un’ulteriore possibilità, esplorata in questa occasione, e tema principale di questo post è la realizzazione di un gioco da tavolo (boardgame) che permetta di “giocare” la battaglia o il fatto d’arme.

In questo senso, abbiamo partecipato nelle seconde file dell’impresa realizzando il wargame intitolato “La battaglia di Eluet el Asel. Le gesta del 1° battaglione Carabinieri paracadutisti nel 1941”, attraverso la casa editrice Edizioni Chillemi che ha lanciato in parallelo la Chillemi games (qui il link al gioco). In questo modo è stato possibile avviare anche una diversificazione dei suoi prodotti editoriali, con l’obiettivo di offrire un panorama più vasto nella conoscenza della storia generale e in particolare di quella militare italiana.

Dunque, mi sembra si possa parlare brevemente della simulazione. Il prodotto editoriale è composto da una cartella abbastanza sottile che contiene un sacco di informazioni. Il regolamento di gioco, ovviamente la mappa in formato A3, i famosi counter, ovvero le pedine per il gioco integrate dai simboli relativi alle diverse situazioni di gioco e un segnalino per indicare il turno. A questi bisogna aggiungere un paio di dadi e si può dire effettivamente che ci sono tutti i requisiti per divertirsi qualche ora.

La simulazione è stata studiata e testata dagli amici dell’associazione Casus Belli, con sede in Latina, forse la più grande associazione di wargamer presente in Italia che realizza incontri a livello nazionale a Modena (ad esempio nell’ambito del Modena Play) e a Latina, all’interno dell’affascinante Museo di Piana delle Orme.

Lo scorso anno, il 20 aprile 2023, abbiamo avuto la possibilità di incontrarci al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri e raccontare una parte di questa attività. A tale proposito siamo riusciti anche a realizzare un video che è disponibile sul canale YouTube del progetto Storia dei Carabinieri (se non vi siete ancora iscritti, fatelo subito!).

Nella conversazione che abbiamo avuto nel corso dell’incontro è emerso subito il grande interesse verso una iniziativa del genere che riesca a mettere in relazione diverse questioni. Vorremmo toccare un paio di questioni in particolare: la crescita personale e lo sviluppo di competenze laterali.

Ragionare come raggiungere un obiettivo assegnato e confrontarsi con un avversario di gioco aiuta ogni persona che si immedesima nelle attività a sviluppare una capacità di analisi e di critica anche del proprio operato in grado di sviluppare quelle competenze laterali che possono condurre un comandante (o un professionista) ad assumere decisioni in tempi brevi, valutando tutte le opzioni disponibili in situazioni di crisi. Ci sembra che “solo” questo rappresenti un valore incredibile per introdurre e utilizzare tali strumenti (che poi diventano di carattere ludico) per aiutare uomini e donne a svolgere un ruolo decisivo in situazioni complesse. Crediamo che “La battaglia di Eluet el Asel” rappresenti un primo passo in quella direzione.

Un’ulteriore considerazione finale riguarda invece la questione storica. Adottare criteri di gioco aderenti a quello che sul terreno delle operazioni militari hanno vissuto i combattenti aiuta anche a comprendere le difficoltà che i comandanti e gli uomini hanno dovuto affrontare per raggiungere gli obiettivi loro assegnati. Anche questo ci sembra aiuti molto a conoscere la storia, magari l’histoire bataille quella che oggi viene un pò bistrattata. Si tratta in sostanza di public history ovvero di quel modo di narrare la storia.

Ma ne parleremo ancora in futuro.

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Esposizione museale Museo storico storia dell'Arma dei Carabinieri storia delle forze dell'ordine italiane Storia militare

Notiziario Storico dell’Arma nn. 5 e 6/2023 insieme allo speciale 4 giornate di Napoli

Oramai da un pò di tempo è stato pubblicato online il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri n. 5 del 2023 e il numero 6 dello stesso anno.

Inoltre è stato reso disponibile anche lo speciale 4 giornate di Napoli, collegato alla ricorrenza dell’80° anniversario della liberazione della città per mano di quei cittadini che tanto avevano sofferto nei giorni precedenti la sollevazione.

Insomma, tante cose interessanti che ci riportano ai momenti noti e meno noti della Storia dell’Arma grazie al Notiziario Storico.

Innanzitutto, la copertina del fascicolo 5 è dedicato all’XI battaglione Carabinieri mobilitato che, durante il secondo conflitto mondiale, operò principalmente in Albania per poi essere spostato in Montenegro dove esercitò funzioni di pubblica sicurezza e fu articolato in un dispositivo territoriale seguendo la struttura dell’epoca con stazioni, tenenze, compagnie assumendo poi la denominazione di Comando Carabinieri Reali del Montenegro. Il fatto di cronaca che vide protagonisti i suoi uomini sono ricordati come i fatti di Berane. Del battaglione mobilitato, ritornò in Italia alla fine della guerra anche il gagliardetto che rappresentava l’unità militare visto che i battaglioni all’epoca non avevano una bandiera di combattimento.

Il numero continua con la narrazione di un episodio di spionaggio investigato da un giovane capitano Giovanni Frignani, a cui segue un articolo sul comandante del corpo dei Carabinieri Reali nei moti del 1821. Nelle cronache di ieri si parla anche dell’eccidio di “Passo di Piazza” compiuto da truppe tedesche contro civili e Carabinieri prima della dichiarazione armistiziale. Due articoli sono decisamente interessanti, quello dedicato a Haswell Miller, pittore scozzese e il “Blaster di Han Solo” che compare nella rubrica “curiosando nel Museo dell’Arma”. La rubrica “Carabinieri da ricordare” presenta un medaglione del Carabiniere Paracadutista Luca Caravaggi Mazzonna, Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria”, caduto nel corso del fatto d’armi di Eluet el Asel. Completano il numero l’almanacco con un episodio dedicato al salvataggio di un uomo che stava annegando in un fiume della Savoia del 1823 e la fine della presenza dei Carabinieri a Costantinopoli al termine della missione internazionale.

Nel numero 6/2023, la copertina è dedicata alla 356a sezione celere Carabinieri Reali. Nell’articolo Gianluca Amore tocca le vicende e gli “sviluppi del reparto dall’istituzione
all’impiego nella campagna di Russia”.

Nella rubrica “pagine di storia” un articolo è dedicato alla narrazione delle vicende che portarono al cosiddetto arresto dell’ex duce. Segue poi un articolo intitolato “Giovanni Battista Laneri. Il dimenticato tenente carbonaro”. Nelle “Cronache di ieri” si narrano le vicende di un conflitto a fuoco accaduto a Camporeale (in provincia di Palermo) nel settembre 1910 che portò alla morte di un carabiniere, al ferimento del comandante la squadriglia e alla morte di uno dei due banditi che avevano condotto numerose azioni criminali in zona.
Un approfondimento è dedicato poi alla “Camorra a Bari” o meglio alla criminalità organizzata presente in Puglia nel corso dell’ultima parte del XIX secolo.

“Curiosando nel Museo dell’Arma” riporta la serie di impegni che hanno abbracciato la ricorrenza degli 80 anni dell’anniversario del sacrificio del vice brigadiere Salvo D’Acquisto e dell’inizio della Resistenza in Italia. In particolare, Vincenzo Longobardi racconta sia la presentazione del francobollo realizzato in occasione del 23 settembre 1943, quando il vice brigadiere napoletano donò la sua vita per salvare ostaggi innocenti e quindi l’inaugurazione della mostra intitolata “L’Arma nella Resistenza. Carabinieri per la Libertà 1943-1945”, organizzata su una serie di agili pannelli che riportano in modo sintetico gli elementi più significativi delle vicende che videro una parte dei Carabinieri protagonisti nel corso del biennio che portò il nostro Paese alla completa Liberazione dal nazi-fascismo.

Nella rubrica “Carabinieri da ricordare” si ricordano due militari dell’Arma che, nonostante abbiano vissuto le tragedie del secondo conflitto mondiale, gli scontri con i partigiani jugoslavi e il confronto con i tedeschi, riuscirono con alterne vicende a ritornare in Italia e a continuare una vita nella loro terra d’origine. Nell’ultima parte del Notiziario Storico “l’almanacco racconta” il 18 novembre 1823 emerge una curiosa vicenda che vede un Carabiniere valdese convertito alla fede di Santa Romana Chiesa, mentre il 21 novembre 1923 si ricorda la nascita del tenente colonnello Tuttobene ucciso dai brigatisti rossi a Genova il 25 gennaio 1980, insieme all’appuntato Antonino Casu.

Nello speciale dedicato alle 4 giornate di Napoli, invece, costituisce un approfondimento importante allineato alla cerimonia che si è tenuta il 6 ottobre 2023 a Napoli per l’appunto nel corso della quale il Comandante Generale ha consegnato la medaglia d’oro al merito dell’Arma al gonfalone della città metropolitana di Napoli a ricordo della partecipazione e del ruolo avuto dai Carabinieri nei giorni dell’insurrezione della città partenopea.

La struttura dello speciale è organizzata su di una prefazione a cui seguono nell’ordine “le 4 giornate di Napoli: la memoria condivisa”, la riscoperta del comportamento di valore di un sottufficiale dell’Arma, il brigadiere Angelo Mariano Molinari, il ricordo dei “martiri di Teverola”, a cui segue il ruolo dei comandanti di Stazione nel corso dell’insurrezione popolare, il Comitato di Liberazione Nazionale e il brigadiere Salvatore Garozzi e infine una ricognizione della “resistenza nei quartieri partenopei”.

Insomma tante pagine da leggere piene di approfondimenti e di aggiornamenti sulla Storia dell’Arma.

A breve sarà disponibile il primo numero del 2024 … Non ci resta che aspettarne la pubblicazione!

A presto!

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Armamento ed equipaggiamento comunicazione Museo storico Public History storia dell'Arma dei Carabinieri storia delle forze dell'ordine italiane

Notiziario Storico dell’Arma n. 4/2023

Anche durante l’estate si pubblica la Storia dell’Arma dei Carabinieri

Care amiche, cari amici, siamo in un agosto già inoltrato e da qualche giorno è stato pubblicato il numero 4 del Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri per il 2023.

Si tratta di un prodotto innovativo nel panorama della pubblicistica militare che offre molti contenuti poco conosciuti o addirittura sconosciuti anche a molti appartenenti all’Arma.

In questi nuovi scenari, il n. 4 dedica la copertina alla cerimonia funebre di due ufficiali dell’Arma che avrebbero potuto cambiare il destino dell’Italia, il generale Azolino Hazon e il colonnello Ulderico Barengo.

Infatti, nella rubrica “Pagine di storia”, Flavio Carbone e Ciro Niglio intitolano l’articolo “Fantasmi sotto le bombe. Indagini su un autista” rivolto per l’appunto al fantomatico autista che condusse l’autovettura dove i due ufficiali trovarono la morte.

La stessa rubrica contiene un articolo di Carmelo Burgio su Alessandro Saluzzo di Monesiglio, comandante del corpo dei Carabinieri Reali per un breve periodo prima di arrivare a reggere il ministero della Guerra. Il titolo è evocativo: Comandante da biblioteca. Il terzo articolo della rubrica è intitolato “A difesa del casello” di Zalalakà tenuta dai Carabinieri e dalle guardie di Finanza nell’estate del 1936, a impero proclamato ma con una situazione molto complessa in tutto il territorio dell’Africa Orientale Italiana.

Cronache di ieri riporta una interessante vicenda che vide protagonisti 3 Carabinieri insieme ad alcuni funzionari della Banca d’Italia raccontata con il titolo “Una scorta valori nel giorno dell’armistizio”.
Osvaldo Baldacci ci parla invece dei Carabinieri e il Palio di Siena, nella rubrica “A proposito di”. Forse l’articolo più interessante e stuzzicante per chi è appassionato lettore del famoso “indagatore degli incubi” è quello a firma di Daniele Mancinelli nella rubrica “Curiosando nel Museo dell’Arma”. Il curatore delle armi del Museo Storico ci presenta niente di meno che il “revolver di Dylan Dog”, un revolver Bodeo, modello 1889.

La rubrica “Carabinieri da ricordare” contiene un articolo di Marco Riscaldati intitolato “Il Carabiniere Vito Taddeo”, in cui si ripercorre la vita professionale e la morte di un giovane Carabiniere, caduto mentre stava procedendo, da solo, all’arresto di un pericoloso pregiudicato a bordo di una corriera in Lombardia.

Nell’Almanacco gli interventi di soccorso ai cittadini savoiardi in occasione di incendi accaduti quell’estate del 1823 e i miglioramenti economici introdotti a favore dei Carabinieri 100 anni dopo.

Speriamo che questo piccola presentazione possa incuriosirvi a scoprire qualche pagina di storia dei Carabinieri.

Alla prossima!

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Notiziario Storico dell’Arma n. 1 / 2023

Alla scoperta dei contenuti

Il Notiziario Storico 1/2023 contiene numerosi contributi di interesse per il lettore curioso. Le pagine di storia, la prima rubrica del periodico, accoglie “L’Ordine Militare di Savoia e le prime medaglie e i primi Carabinieri” a firma di Carmelo Burgio, a cui segue “I ricordi di Abramo” a firma di Marco Riscaldati. A proposito dell’Ordine Militare d’Italia, discendente diretto di quello presentato nelle pagine del Notiziario, segnaliamo che l’autore è anch’egli insignito dell’importante riconoscimento.

La sezione Cronache di ieri presenta l’articolo di Giovanni Salierno dal titolo “La banda del Gobbo” e quello di Fabrizio Sergi dedicato ad un episodio noto come “eccidio di Partinico”.

Segue poi “Il Fregio” di Vincenzo Longobardi proposto nella rubrica “a proposito di…”. Un aspetto molto interessante che sveglia l’attenzione soprattutto dei collezionisti ma anche di tutti quegli appassionati di uniformi che sono alla ricerca di aspetti particolari meno noti.

La copertina del Notiziario n. 1/2023 nello “sfogliatore” online del sito www.carabinieri.it

Curiosando nel Museo dell’Arma, Daniele Mancinelli scrive “Fuoco fulmineo”. Per chi non lo sappia ancora, Mancinelli è l’armaiolo del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, un brigadiere appassionato che ama approfondire le conoscenze acquisite continuando ad aggiornarsi nel campo delle armi con particolare riferimento a quelle antiche o comunque non più in uso alle Forze Armate e quindi all’Arma dei Carabinieri.

Nei “Carabinieri da ricordare” Gianluca Passalacqua narra del “Carabiniere Giulio Speranza”. Nella rubrica di chiusura “L’almanacco racconta”, vi sono due date, il 1° aprile 1823, primo giorno dei Carabinieri Reali sull’isola di Sardegna e il 15 febbraio 1923 con la concessione della Medaglia di Bronzo al Valor Militare al Carabiniere Sebastiano Pagano.

Sicuramente ci sarebbe ancora qualcosa da scrivere ma per il momento ci basta citare almeno i titoli degli articoli, riservandoci poi di fare qualche considerazione più avanti nel corso dell’anno.

Insomma, ora tocca al lettore appassionato divorare questo primo numero.

A presto!

 

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Carabinieri in Afghanistan

La penna (e la voce) del Generale Carmelo Burgio sul ruolo dell’Arma in una terra difficile

La locandina dell’evento con le attività svolte da Storia dei Carabinieri a favore dell’iniziativa.

Il Museo Storico ha ospitato il 2 febbraio 2023 la presentazione del volume scritto dal generale di corpo d’armata Carmelo Burgio intitolato: I carabinieri in Afghanistan. GIS, 1° reggimento Carabinieri Paracadutisti «Tuscania», 7° reggimento Carabinieri «Trentino-Alto Adige», 13° reggimento Carabinieri « Friuli Venezia Giulia» e altre unità dell’Arma.

Il volume, impreziosito dalle illustrazioni di Pietro Compagni e dalla prefazione del generale di corpo d’armata Marco Bertolini (già comandante del COI Difesa), è stato stampato da Itinera Progetti nel 2022.

L’esperienza del generale Burgio si basa principalmente sull’incarico ricoperto proprio in Afghanistan di comandante del Combined Training Assistance Group Police (CTAP-P).

2 febbraio 2023, un momento della presentazione al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, alla sinistra il direttore del Museo, generale di brigata Antonino Neosi, al centro il comandante dell’8° reggimento Carabinieri “Lazio”, colonnello Massimiliano Sole, l’autore, generale di corpo d’armata (r) Carmelo Burgio.

Il 27 agosto 2021 terminava la presenza nazionale in Afghanistan. Con il ritiro del contingente internazionale a seguito del crollo dell’esercito afgano, delle forze di sicurezza e di tutto il sistema di governo nel giro di pochissimi giorni, si registrava la fine delle attività avviate in quel Paese successivamente all’attacco al territorio degli Stati Uniti dell’11 settembre 2001.

Nonostante gli investimenti economici per costituire reparti addestrati, l’impegno del contingente internazionale per formare tali reparti e l’attenzione che i Paesi coinvolti avevano dato alla democratizzazione del sistema Paese coinvolgendo a più non posso le donne nella partecipazione attiva alla cosa pubblica, si deve registrare un sostanziale fallimento di quel sistema sostenuto dall’Occidente e da altri Paesi culturalmente vicini a questo.

Dunque, si è trattato di considerare quanto efficace o meno sia stata la missione ISAF (International Security Assistance Force) che, dal 2001 al 2014, ebbe un ruolo significativo nell’aiutare il governo afgano del tempo a combattere i talebani.

Il generale Burgio ha ricordato la sua esperienza personale legata alle fasi concettuali, organizzative ed esecutive dell’addestramento, della formazione e del monitoraggio delle forze di sicurezza locali.

Emerge evidente, sin dalle sue prime parole, la necessità di rivedere il concetto di forze di sicurezza che non poteva essere associato a quello che i cittadini delle democrazie occidentali sono soliti vedere nei servizi di pattugliamento dei centri urbani europei o d’Oltreoceano. Infatti, nel caso del sistema afgano, si rivelò indispensabile attribuire alle forze di polizia locali la possibilità di coprire capacità anche nell’area della counter-insurgency, raramente presenti in Occidente.

In questo senso, il personale dell’Arma che operò nel contesto afgano riuscì a dimostrare, con risultati concreti, il livello di addestramento e operativo che una forza dell’ordine a ordinamento militare così versatile come proprio l’Arma dei Carabinieri è in grado di esprimere.

L’alto ufficiale ha ricordato anche alcuni aneddoti legati alla propria esperienza di monitor quando, con interventi mirati grazie al ruolo che ricopriva, consentirono di allontanare ufficiali afgani, anche di grado elevato, che non si dimostrarono in grado di svolgere il proprio ruolo, oltre ad aver mostrato un atteggiamento che si potrebbe definire di “doppio gioco” verso quello che sarebbe dovuto essere un nemico.

Inoltre, va sottolineato anche la professionalità dimostrata ancora una volta dai militari dell’Arma nel disarticolare elementi terroristici che si erano infiltrati all’interno delle forze armate della host nation.

Come è noto, alla missione NATO di assistenza alle forze locali ISAF fece seguito nel 2015 l’operazione “Resolute support”, che terminò poi nel luglio 2021.

Conoscendo da tempo l’autore non sono mancate alcune riflessioni che, all’occhio meno esperto, sarebbero potute sembrare forse troppo dure ma che chiariscono forse ancor meglio la situazione reale del personale dell’Arma che visse l’esperienza afgana.

Al termine della presentazione, il generale Burgio ha accolto l’invito di alcuni presenti fermandosi a firmare alcune copie del suo ultimo volume.

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La Grande Guerra dei Carabinieri – La mostra

Attorno al mese di giugno 2017, l’Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri pianificò di realizzare una mostra che potesse chiudere in modo dignitoso la ricorrenza del centenario della prima Guerra Mondiale.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 15 dicembre 2017, l’atrio del salone d’onore con i pannelli della mostra montati

Nella fase di pianificazione dell’evento è stato possibile considerare come un fattore di successo l’attribuzione della direzione del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri al capo ufficio Storico. Ciò ha permesso di mettere in sinergia lo sforzo delle professionalità presenti presso il Museo e presso l’Ufficio.

In questo modo, la riflessione che ne è emersa ha prodotto un risultato di primo piano in relazione allo scopo che i due istituti culturali si erano prefissi: ricordare nel modo più completo possibile il contributo dell’Arma dei Carabinieri e dei militari stessi allo sforzo del Paese nel corso della prima Guerra Mondiale.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 15 dicembre 2017, uno scorcio del salone d’onore con i pannelli della mostra montati

Idealmente, si è ritenuto indispensabile spiegare al grande pubblico cosa significava essere Carabiniere a partire dal 1914 e sino al termine del conflitto; quali responsabilità erano in capo al singolo militare, talvolta in servizio isolato, e cosa i comandi si aspettavano dai Carabinieri.

Ecco che, dunque, si è parlato del periodo della neutralità con la furia interventista che riuscì ad avere ragione di buona parte della politica e dell’opinione pubblica. Si è affrontato il ruolo dell’Arma nella mobilitazione di tutto un esercito come mai era accaduto in Italia sino a quel momento e quindi del ruolo nel corso delle operazioni militari.

In questo senso, i Carabinieri prestarono servizio in prima linea e nelle retrovie, spesso combattendo fianco a fianco con i soldati che avrebbero dovuto controllare, talvolta, prendendo essi stessi l’iniziativa di fronte alla morte in combattimento di un ufficiale o di un comandante.

I Carabinieri ebbero un ruolo importante anche nel servizio militare di controspionaggio come ricorda, tra l’altro, un bel contributo poi pubblicato, ma furono piuttosto numerosi come componente nella giovanissima arma aerea che visse uno sviluppo incredibile proprio a causa della guerra.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 15 dicembre 2017, il Direttore del Museo, colonnello Alessandro Della Nebbia introduce agli studenti delle scuole superiori la mostra. Al suo fianco il Vice Comandante Generale, Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Coppola e il professore Lucio Villari.

Nella costruzione del percorso, non si sono volute dimenticare altre funzioni che i Carabinieri più anziani, o al contrario, i più giovani e meno esperti, dovevano assolvere come il servizio d’istituto nei territorio che non erano direttamente investiti dalle operazioni belliche o, il troppo spesso silente, compito nei servizi TF e TC, cioè Tutela Ferrovie e Tutela Coste, per impedire incursioni di battelli nemici, sbarchi di sabotatori o recupero di spie.

Insomma, nel corso del primo Conflitto Mondiale fu possibile trovare Carabinieri ovunque, anche all’estero. Se si vuole, la parte più rappresentativa fu garantita dalle tournée della Banda della legione Allievi (non ancora Banda dell’Arma), ma contingenti di Carabinieri furono presenti in Francia, in Grecia, Macedonia, Albania, Palestina e finanche in Cina e a Vladivostok, insieme al maggiore Cosma Manera, nell’estrema punta della Russia devastata dalla rivoluzione.

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 22 febbraio 2018. Un momento dell’iniziativa “Il teatro al Museo” realizzata interamente in-house dal personale del Museo. Sul palco il maresciallo Vincenzo Longobardi e l’appuntato Daniele Mancinelli.

Uno degli aspetti più interessanti e più belli di quell’iniziativa fu l’attiva partecipazione corale del personale sia del Museo Storico, sia dell’Ufficio Storico che offrì un contributo grande e disinteressato che andò ben oltre il normale senso del dovere di ciascun militare dell’Arma. In questa occasione, tutti si sentirono interamente e interiormente partecipi dell’onere collettivo e condiviso di realizzare una mostra che aiutasse i cittadini a comprendere uno dei momenti più difficili per la storia del nostro Paese e che portò anche grandi sofferenze nella famiglia dell’Arma.

Furono realizzati anche alcuni eventi collegati alla mostra. Il “teatro al Museo” faceva parte delle iniziative, al pari di presentazione di volumi, tavole rotonde e momenti musicali curati dalla Banda dell’Arma. Insomma, si trattò di un periodo molto fecondo di iniziative che riscosse grande successo di pubblico e un interesse superiore alle aspettative degli stessi organizzatori.

Con un pò di ritardo anche a causa della situazione pandemica, fu poi pubblicato anche un volume strettamente collegato all’evento, ma di questo se ne potrà parlare in un’altra occasione.

A presto!

Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, 25 gennaio 2018. Tavola rotonda “Intelligence e counter-intelligence nella prima Guerra Mondiale”. Il tavolo dei relatori.