di Samanta Segatori
Si ringrazia la Professoressa Samanta Segatori per aver condiviso nel blog La Storia dei Carabinieri alcuni brevi passaggi di due visite che ha curato, con altre docenti della Scuola, presso il Museo Storico dell’Arma.
11 novembre 2025.
L’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria arriva al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri con due classi terze della scuola secondaria di primo grado.
Accolte con un emozionante concerto dal Quartetto di sax della Banda dell’Arma, iniziano poi un percorso tra storia, arte, documenti e testimonianze.
I ragazzi si fermano a lungo davanti ai dipinti raffiguranti “La carica di Pastrengo”, il sacrificio di Salvo d’Acquisto e ripercorrono, insieme al Capitano Anna Cipparrone, momenti salienti dal Risorgimento alla storia contemporanea.
Rimangono ammutoliti e commossi davanti alla teca in cui sono riposte le armi deformate dal calore e sporche di terra così come quando sono state raccolte dopo la strage del 12 novembre 2003 a Nassiriya.
I ragazzi rivivono in quel racconto il dramma della strage di quegli uomini uccisi dall’esplosivo, dei dodici carabinieri mai più tornati a casa.
Rimangono colpiti dai doni lasciati dalle scuole per rendere omaggio alle donne e agli uomini che ogni giorno indossano la divisa anche e soprattutto per loro.
19 marzo 2026.
Una classe dell’Istituto Comprensivo del Parco della Vittoria, la 3 L, accompagnata dalla Professoressa Samanta Segatori, torna al Museo, in quel luogo che con garbo, calore e grande competenza li aveva accolti.
Portano con loro piccoli doni pensati e realizzati come un grazie sentito ed emozionato per tutto quello che le Forze Armate e l’Arma dei Carabinieri in particolare fanno ogni giorno.

Hanno riflettuto a lungo su cosa ideare, volevano qualcosa di speciale. Sono accolti nel Salone d’onore dal Direttore, Colonnello Gaetano Vitucci, e da alcuni militari: il Capitano Anna Cipparrone, il Vice Brigadiere Daniele Mancinelli e l’Appuntato Scelto QS Edoardo Grossi.
I ragazzi raccontano le loro idee, presentano le loro testimonianze, condividono le loro emozioni e sono gli unici protagonisti di un momento speciale e irripetibile.

Così tra foto di rito, risate e chiacchiere, ringraziano l’Arma dei Carabinieri per il tempo che ha loro concesso e le emozioni che ha saputo loro regalare, ma ciò che più conta è che si vada oltre.
Emerge ancora una volta quanto sia importante il rapporto nato tra la scuola e il Museo e si progettano collaborazioni future e nuovi incontri dettati dalla consapevolezza che oggi la scuola come istituzione non è un microcosmo chiuso in se stesso, ma un luogo la cui anima ha necessità di proiettarsi all’esterno per fare rete sociale.
La Scuola è diventata negli anni “piattaforma relazionale”, spazio di condivisione, di inclusione che ha necessità di incontrare l’altro, anche e soprattutto attraverso realtà che, come il Museo Storico dell’Arma, rappresentano, storia, arte e cultura della legalità.

Qui i ragazzi hanno sperimentato un concetto di connessione a tutto tondo, sono stati accolti e guidati nelle variegate storie di chi ha scelto di indossare una divisa a servizio degli altri, di chi crede che i valori studiati nel percorso risorgimentale esistano ancora e soprattutto che non siano obsoleti, ma ancora adeguatamente rappresentati da donne e uomini che credono fermamente nel giuramento prestato.











