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Archivi e archivistica comunicazione storia dell'Arma dei Carabinieri storia delle forze dell'ordine italiane

Esperienza in archivio

di Maria Letizia Annaloro, dottoressa magistrale in archivista e biblioteconomia

Le pagine che seguono contengono alcune considerazioni che la dottoressa Maria Letizia Annaloro ha voluto condividere con noi di Storia dei Carabinieri sulla sua esperienza presso l’archivio dell’Ufficio Storico (ora Direzione dei Beni Storici e Documentali) del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri).

A suo tempo, la dottoressa ha svolto presso l’Ufficio Storico di allora una tesi di laurea triennale in Lettere Moderne con la cattedra di Archivistica Generale della facoltà di Lettere e Filosofia di “Sapienza Università di Roma”. La tesi era seguita dall’ordinario Giovanni (Gianni) Paoloni collaborato dalla professoressa Francesca Nemore. L’esperienza condotta dalla dottoressa le ha consentito di sostenere la discussione della propria tesi di laurea triennale e quindi di continuare gli studi con il conseguimento della laurea magistrale.

La copertina dell’inventario della Compagnia Carabinieri di Modica pubblicato dalla dottoressa Maria Letizia Annaloro

Al termine del percorso formativo, e in parallelo a quello, la dottoressa ha continuato a perfezionare la tesi di laurea dedicata all’inventario della Compagnia Carabinieri di Modica e reparti dipendenti che, aggiornato e integrato da un saggio introduttivo di Flavio Carbone, è stato stampato con il titolo di “Inventario del fondo Compagnia Carabinieri di Modica e reparti dipendenti (1923-1971)“.

Il volume è stato pubblicato nel 2021 a cura dell’Ufficio Storico del V Reparto dello Stato Maggiore della Difesa, nell’ambito della collana “Istituzioni e fonti militari” (è possibile scaricare il volume in formato adobe acrobat qui direttamente dal sito della Difesa).

Lasciamo dunque la parola alla dottoressa Annaloro:

Parto da un presupposto poco scientifico, ma carico di onestà raccontando in breve la mia esperienza che definirei singolare.  

Mi sono accostata all’Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri in occasione della mia richiesta di collaborazione per la stesura della tesi di laurea assolvendo le funzioni utili per la creazione di un inventario, mezzo di ricerca importante, che avrebbe richiesto un tempo prolungato e una presenza giornaliera all’interno dell’Ufficio, a differenza della mera consultazione di materiale documentario per una semplice ricerca. 

Per un archivista la costruzione di un inventario rappresenta il suo momento di gloria; quindi, non c’è da stupirsi se inizialmente vi è stata in me la tendenza a considerare questa esperienza in una prospettiva autoreferenziale, piuttosto che un’attività al servizio dell’utenza. In quel momento ero così concentrata a portare al termine il mio obiettivo che non ricordavo più il perché lo stessi facendo e il contesto in cui stessi svolgendo il mio lavoro.

Quando sono entrata in archivio ho notato alcuni aspetti propri del luogo che non possono essere descritti nemmeno dall’enciclopedia più accurata: il silenzio, che solo in un archivio poco frequentato, silenzioso, senza distrazioni troppo appetibili può regalare grandi soddisfazioni; sembra di stare da soli, ma in realtà non lo siamo; l’atmosfera che si respira in religioso silenzio è scandito e sottolineato dal rumore delle pagine che vengono sfogliate, dai passi di coloro che lo vivono tutti i giorni, quei granelli di polvere visibili nei fasci di luce provenienti dalle finestre.

Dopo un momento di forte impatto emotivo, sono passata alla consultazione del materiale che, gentilmente, mi era stato messo a disposizione per il fondo da trattare. La raccolta di queste informazioni era utile per riflettere sulla natura delle carte e sulla struttura dell’istituzione.  

Fin dal primo momento percepivo sicuramente l’impatto con un’organizzazione militare confermando le differenze con il mondo civile, in quanto ci si approccia a una mentalità militare e per me è stato uno shock, tanto che nei primi momenti ero convinta di non farcela e di voler andar via.

Vivendola tutti i giorni mi sono resa conto dell’organizzazione impressionante che necessitava la gestione della mia richiesta che ai miei occhi sembrava molto semplice. In realtà col passare del tempo quella che era una richiesta iniziale apparentemente ben definita nella intenzionalità che motivava lo svolgimento del mio lavoro presso l’Ufficio, si stava trasformando in un percorso formativo che andava al di là della crescita professionale, ma diventava un percorso di crescita personale rafforzando la presa di coscienza della propria unità morale, delle credenze e tradizioni.

Dal punto di vista professionale ha contribuito ad accrescere la responsabilizzazione e le consapevolezze acquisite nel corso della formazione universitaria aggiungendo una serie di informazioni utili per la lettura della documentazione trattata, in cui rituali e simboli sono parti integranti del contesto. Di fondamentale supporto per la conoscenza dei materiali forniti è stata la presenza del Maresciallo Maggiore Marcello Di Fede e dell’Appuntato Scelto qualifica speciale Davide Fusco, aiutandomi a interpretare le carte affinché portassi al completamento la redazione dell’inventario.

Dopo mesi di duro lavoro, ho tirato le somme, esposto il mio operato, ho giustificato le mie scelte non solo agli altri, ma soprattutto a me stessa. Il mio obiettivo era quello di mettere in luce l’unicità di questo incredibile patrimonio che racconta storie legate tra loro attraverso documenti, mostrando a tutti che l’archivio è un luogo di studio e ricerca non solo per un’élite di studenti universitari, ricercatori e professionisti, ma rappresenta una  fonte di conoscenza per tutti grazie alla quale si possono scoprire tantissime cose sull’istituzione, la storia e la cultura dei territori in cui opera, aggiungendo tasselli importanti per la ricostruzione di una storia non solo locale ma ampliando la visione della storia nazionale.

Ad oggi dobbiamo intendere l’archivio non come quella parte dell’istituzione preposta alla conservazione del materiale storico documentario di cui si vuole avere futura memoria, né come la somma dei documenti che ha immagazzinato, ma come principio dell’organizzazione e selezione del prodotto culturale costituito da regole attraverso cui conserviamo e condividiamo i momenti della vita delle singole persone che hanno contribuito a sedimentarlo.

Nel ringraziare la dottoressa Annaloro della sua preziosa testimonianza, invitiamo i lettori di questo blog e della newsletter a contribuire all’iniziativa con le proprie esperienze nella ricerca storica e negli archivi.

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comunicazione Public History storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

Memoria in Movimento – Dal bombardamento di Roma alla caduta del fascismo

di Simona Giarrusso

Roma, 9 ottobre 2022. Villa Ada, il gruppo di trekker al termine della giornata

Domenica 9 ottobre 2022, gli allievi accompagnatori volontari dell’Associazione romana Inforidea, Simona Giarrusso e Gianmichele Alveti, hanno proposto un trekking urbano dal titolo “Memoria in movimento, Dal bombardamento di Roma alla caduta del fascismo”, un itinerario non solo nello spazio ma anche nel tempo, per ripercorrere gli ultimi sei giorni di vita del movimento fondato da Mussolini.

La proposta si inserisce nell’ambito della Giornata Nazionale del Camminare, iniziativa gratuita promossa da Federtrek (federazione di associazioni di promozione sociale).

Roma, 9 ottobre 2022. Un momento dell’esposizione in piazzale Aldo Moro, ingresso principale della città universitaria, sede dell’Università Sapienza.

All’appuntamento, fissato alle 9:00 alla fermata Policlinico della metro B, si sono ritrovate circa 30 persone. Dopo le presentazioni iniziali, il gruppo si è incamminato verso la città universitaria, il quartiere San Lorenzo, lo scalo ferroviario, la basilica di San Lorenzo fuori le mura e il Verano, rievocando, attraverso la lettura di testimonianze dell’epoca, i tragici avvenimenti del 19 luglio ‘43 quando, a partire dalle 11:03 del mattino, circa mille tonnellate di bombe alleate si abbatterono sull’intero quartiere.

Tutti i partecipanti, con le teste in su, si sono messi alla ricerca delle tracce della guerra, ancora evidenti qua e là nelle facciate delle abitazioni sventrate, sulle quali hanno preso forma bellissimi murales sul tema. Non sono mancati momenti di profonda commozione: le guide hanno fatto rivivere ai presenti i suoni della guerra con la riproduzione dell’audio del bombardamento.

Dopo il doveroso ricordo delle figure del Comandante Generale dei Carabinieri, Generale di corpo d’armata Azolino Hazon, e del Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma, Colonnello Ulderico Barengo, caduti proprio sotto le bombe nel piazzale del Verano, dove si erano recati per organizzare personalmente le prime operazioni di soccorso, la comitiva si è rimessa in cammino in direzione di Villa Torlonia, residenza del duce dal 1925.

Roma, 9 ottobre 2022, piazzale del Verano. Il luogo di apposizione della lapide commemorativa della morte del generale Hazon e del colonnello Barengo

Nella splendida cornice della villa ottocentesca, il gruppo ha fatto una lunga sosta per consumare il pranzo al sacco e per bere un caffè nella suggestiva Limonaia. Subito dopo, sempre uniti, i partecipanti si sono avvicinati ai “luoghi di Mussolini”. E’ partito da qui il racconto degli avvenimenti della notte tra il 24 e il 25 luglio, delle ore successive alla seduta del Gran Consiglio, degli ultimi istanti che il duce trascorse nel Casino Nobile. Attraversando il cancello della via Nomentana, il gruppo ha seguito idealmente l’Alfa Romeo Sedan a bordo della quale Mussolini, il pomeriggio del 25 luglio, si recò all’appuntamento con il re Vittorio Emanuele III nel palazzo reale a Villa Savoia (oggi Villa Ada).

A Villa Ada è iniziata la fase più concitata e avvincente della giornata: la narrazione dell’arresto del duce operato dai Carabinieri. Il racconto ha tenuto i partecipanti con il fiato sospeso e l’attenzione è stata così alta che, sebbene giunti al termine del percorso, dopo aver camminato per circa 13 Km, tutti hanno aderito alla proposta di proseguire ancora un po’ per raggiungere un sito poco visibile, ormai quasi completamente inghiottito dalla folta vegetazione: il bunker dei reali di casa Savoia. Si è conclusa così, intorno alle 17:00, una giornata trascorsa all’insegna del “camminare lento”, dell’amicizia, della Storia, delle storie. I consensi sono stati così forti e le richieste così numerose (purtroppo, dato il numero massimo accettato di 30 partecipanti non è stato possibile esaudire tutte le richieste di adesione pervenute) che gli accompagnatori hanno promesso di replicare quanto prima.

Una breve annotazione (di Flavio Carbone)

La narrazione che Simona Giarrusso ha presentato in questo post aiuta a comprendere quanto siano indispensabili le iniziative di condivisione tra diverse realtà locali e nazionali.

Si tratta essenzialmente di Public History nata proprio allo scopo di far conoscere la storia, le storie che i cittadini hanno dinanzi agli occhi ma che scoprono grazie a tante associazioni (come l’Inforidea) che svolgono un lavoro paziente di tessitura delle reti della conoscenza in realtà fortemente urbanizzate come nel caso della Capitale.

L’augurio è che iniziative simili possano essere sviluppate ed integrate con altre in un quadro più ampio che aiuti i cittadini italiani a comprendere tanti fenomeni del nostro passato.

Auspichiamo in questo senso che si riesca a realizzare anche una giornata di questo tipo dedicata ai luoghi di Roma che hanno un forte legame con la Storia dell’Arma dei Carabinieri sin dalla proclamazione di Roma capitale del Regno il 17 marzo 1861 (ci candidiamo come partner).

Noi di Storia dei Carabinieri ringraziamo di cuore Simona per aver voluto condividere su questo blog l’esperienza.

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comunicazione regno di Sardegna storia dell'Arma dei Carabinieri storia delle forze dell'ordine italiane Storia militare

XLVIII International Congress of Military History

L’Arma dei Carabinieri nella difesa dei confini, una prospettiva diacronica

Il logo adottato in occasione del congresso

Dal 28 agosto al 2 settembre 2022, si è tenuto in Polonia, a Wroclaw e Opole, il XLVII congresso della Commissione Internazionale di Storia Militare. La Commissione polacca di storia militare ha scelto come tema generale del congresso: “The Defense of Borders in Military History, from the Middle Ages to the Present Day”. Nel corso delle sedute tenutesi sia a Wroclaw sia a Opole si sono succeduti diversi contributi che hanno offerto interessanti spunti alla comprensione della storia militare attraverso differenti chiavi di lettura.

In questo contesto, la commissione polacca ha accettato un contributo che ha inteso rileggere il ruolo dei Carabinieri nelle zone di confine e alle frontiere in un’ottica di lungo periodo.

Flavio Carbone ha presentato il 30 agosto 2022 la comunicazione “The Italian Carabinieri Corps in the borders defence. A diachronic perspective“.

L’inizio della presentazione dedicata alla prospettiva diacronica legata al ruolo dei Carabinieri nella difesa dei confini

Il testo era inserito nell’ambito della sessione V A del 30 agosto presso l’Hotel Plaza, gestita da Georg Frerks. Insieme al tema dedicato ai Carabinieri sono state presentate altre due relazioni: Davide Borsani ha parlato di “Imperial rationales and national constraints in the build-up of the British naval base in Singapore”, mentre Sung-Ho Cho, della Corea del Sud, ha tenuto un intervento su “The North Korean Anticommunists’ Guerrilla Warfare during the Korean War”.

Il testo di Flavio Carbone ha voluto mettere in relazione i Carabinieri con la difesa dei confini superando la concezione unica del confine politico e guardando alla difesa di altri confini come quelli delle idee e della libertà di espressione o i confini sanitari dove il ruolo dei Carabinieri era legato alla separazione dei sudditi sani e non investiti dalla malattia da quelli colpiti dalle epidemie così fortemente presenti soprattutto tra gli anni Trenta e gli anni Ottanta del XIX secolo.

Si pensi poi al ruolo dei Carabinieri nella raccolta delle informazioni oltre confine nel corso delle guerre di Indipendenza ma soprattutto nel primo Conflitto Mondiale, allorquando questi rappresentarono uno dei capisaldi per l’acquisizione di preziosi elementi necessari a definire entità, consistenza e movimenti di truppe nemiche che si muovevano da e per quei confini politici che sarebbero stati messi in discussione al termine delle guerre.

Infine una riflessione è stata dedicata al ruolo svolto dai Carabinieri soprattutto tra il 1943 e il 1945, quando questi ebbero un ruolo di primo piano nella difesa dei cittadini italiani vittime dei soprusi ora dei repubblichini, ora dei tedeschi. Furono i Carabinieri, in molte occasioni, a testimoniare “con la fedeltà sino alla morte, l’amore […] ai fratelli italiani“.

Una delle slide della presentazione tenuta a Wroclaw che mostra il confine amministrativo tra il Piemonte e la Liguria con il progressivo passaggio di competenze tra Carabinieri Reali e Reale Gendarmeria ligure.

La relazione presentata ha ricevuto l’apprezzamento da parte dell’uditorio poco noto anche tra gli stessi studiosi che hanno seguito i lavori.

Abstract

Throughout its more than 200 years of existence, the Italian Carabinieri Corps participated the all the events of the military life of the pre-unitary Kingdom of Sardinia
and then the new born Kingdom of Italy from 1861.

The Carabinieri, founded in 1814 after defeat of Napoleon, played a main role as a law enforcement agency with military status as a part of the so-called Armata Sarda
(Sardinian Army). Among all the activities on the Carabinieri corps, there was the need to control the borders both as a police force and on the same time as army component providing the first alert in case of invasion. The Carabinieri performed this task specifically in wartime during the Second Italian Independence War, the First and the Second World War securing the borders and participating in the active defence of the
Italian borders.
The paper will present the borders control and defence task during the long period of Carabinieri Corps life in a diachronic perspective.

Un momento iniziale della presentazione del 30 agosto 2022

Una breve galleria di immagini montate su YouTube offre una panoramica delle principali attività svoltesi durante il congresso internazionale.

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comunicazione intervista Podcast Podcasting recensione storia dell'Arma dei Carabinieri

Il podcast, la seconda stagione

Qualche considerazione di fine stagione

Storia dei Carabinieri il podcast
Il nuovo logo del progetto editoriale di Storia dei Carabinieri

Con l’episodio 36 dedicato al primo centenario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri terminano gli episodi “ordinari” della seconda stagione, a cui seguono tuttavia un episodio extra (il numero 004) che contiene la registrazione dell’incontro tenutosi presso la legione allievi Carabinieri l’8 febbraio 2017 in occasione della giornata del Ricordo degli esuli giuliano-istriano-dalmati e quindi termina definitivamente con una puntata dedicata ad alcune considerazioni conclusive in fine stagione.

Nel corso della seconda stagione sono stati pubblicati complessivamente 30 episodi, dei quali un promo e una conclusione, quattro interviste (a Diego Scarabelli, Giuseppe Di Petrillo, Paolo Formiconi, Maria Gabriella Pasqualini), due recensioni (ai volumi di Cioccoloni e Gaspari), una piccola storia (dedicato al Carabiniere Giovanni Paderi) e quattro episodi extra attraverso le registrazioni di incontri tenuti nel corso degli anni (7 ottobre 2016, 3 novembre 2016, 22 marzo 2018 e 8 febbraio 2017, in ordine di pubblicazione nel podcast).

Il periodo storico di riferimento coperto dalla stagione è stato compreso tra le prime sfide dei Carabinieri con l’Unità d’Italia a partire dal 1861, ricordate con l’episodio 19 bis della serie generale, sino alla celebrazione del primo centenario di fondazione dell’Arma, di cui si è parlato nell’episodio 36, ricorrenza caduta proprio mentre le nubi di una tragedia immane si stavano addensando all’orizzonte con lo scoppio della prima Guerra Mondiale.

Tenuto conto della scadenza bisettimanale di pubblicazione degli episodi del podcast, si è ritenuto opportuno inserire altre iniziative all’interno della scaletta editoriale dell’iniziativa.

In questo senso, si tratta di progetti di comunicazione che si inseriscono in modo parallelo a quello della programmazione regolare. Oltre agli episodi di introduzione e conclusione della stazione, sono state scelte quattro diverse tipologie: innanzitutto le interviste, poi le recensioni, le piccole storie e quindi gli episodi extra. La prima tipologia ha permesso una interazione diretta con alcuni autori di volumi che hanno trattato aspetti diversi della storia dei Carabinieri. Con Diego Scarabelli, è stato affrontato il problema della mafia (la minuscola è voluta) e del rapporto con le forze dell’ordine, con le strette relazioni con il potere politico e con la società soprattutto attraverso le pagine del rapporto giudiziario a firma del maresciallo Paolo Bordonaro, apparso poi in un volume a firma di Scarabelli intitolato “Lotta alla mafia siciliana” (qui un estratto apparso sul Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri nel 2017. Nell’intervista con Domenico Di Petrillo, si è parlato invece della lotta al terrorismo armato che le forze dell’ordine, ma l’Arma in particolare, hanno condotto tra gli anni Settanta e Ottanta dello scorso secolo, ragionando sul volume pubblicato da lui dal titolo “Il lungo assedio“. A seguire si sono poi succeduti tra gli incontri, quello con Paolo Formiconi con cui si è discusso del ruolo dei soldati italiani in Siberia nel corso del primo conflitto mondiale e in particolare dell’avventura eccezionale vissuta dal maggiore dei Carabinieri Cosma Manera, personaggio incredibile soprattutto per l’esperienza nell’Estremo Oriente di tanti irredenti. Infine, attraverso la chiacchierata avuta con Maria Gabriella Pasqualini, è stato possibile fare alcune riflessioni sul ruolo dei Carabinieri all’estero attraverso i due volumi pubblicati oramai più di venti anni fa che ancora oggi rappresentano un riferimento importante, sia per gli studiosi, sia per i curiosi che intendono approfondire uno dei tanti aspetti meno conosciuti della storia dei Carabinieri tra il 1855 e il 2001.

La copertina dell’intervista a Maria Gabriella Pasqualini disponibile su Anchor.fm, su Spotify e le principali piattaforme di distribuzione.

Spostando invece l’attenzione alle recensioni, è sembrato importante offrire una seconda modalità di comunicazione diversa realizzando dei prodotti dedicati alla presentazione di volumi di interesse. In questo senso, sono stati realizzati due episodi dedicati alla storia dei Carabinieri in Sicilia attraverso il volume che ripercorre la vita professionale e militare del generale Ugo Luca e quello divulgativo sui Carabinieri caduti nella lotta alla criminalità organizzata in Trinacria.

I quattro episodi extra invece provengono dal piccolo archivio delle registrazioni audio realizzate tra il 2016 e il 2018 nel corso di diverse attività tenutesi presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri e in altri luoghi di studio, di ricerca e di divulgazione. In occasione di alcune ricorrenze significative è dunque sembrato importante far ascoltare la voce di chi ha preso parte ad alcuni incontri tenutisi proprio presso il Museo Storico nel quadro delle iniziative chiamate “i giovedì al Museo”. Si tratta dell’incontro tenutosi il 7 ottobre 2016 in occasione della triste ricorrenza della deportazione dei Carabinieri a Roma avvenuta il 7 ottobre 1943, una settimana prima del drammatico rastrellamento del ghetto che vide portare alla morte migliaia di cittadini italiani. In occasione della ricorrenza del 4 novembre (festa delle Forze Armate e dell’Unità nazionale), si è pubblicato l’audio di un incontro tenutosi il 3 novembre 2016 presso il Museo Storico, interamente dedicato alla bandiera dell’Arma ricordata anche grazie al contributo del dottor Emanuele Martinez, apprezzato esperto museale. Sono state rese disponibili poi le tracce audio degli incontri del 22 marzo 2018 dedicato al colonnello Antonio Vannugli e al Reggimento Carabinieri Reali mobilitato e infine della ricorrenza della giornata del ricordo (10 febbraio), attraverso la registrazione della mattinata tenutasi presso l’aula magna della Legione Allievi Carabinieri l’8 febbraio 2017.

Infine, è stato dedicato un nuovo formato editoriale alle “piccole storie”. In questo caso, si è scelto di narrare le vicende dei Carabinieri meno noti che hanno svolto un servizio ordinario nell’Arma e che, magari, al termine della ferma hanno deciso di rientrare in famiglia o comunque al paese d’origine per intraprendere altre attività. Tali militari non sono ricordati perché decorati o per aver compiuto atti di valori; la narrazione delle “piccole storie” vuole portare all’attenzione del pubblico le vicende dei militari che hanno svolto onestamente il periodo di servizio nell’Arma ma senza che questi abbiano ricevuto riconoscimenti particolari, si potrebbe dire che si intende far scoprire la vita e le vicende del “Carabiniere medio”.

La copertina dell’episodio n. 1 delle piccole storie dedicato a Giovanni Paderni. Particolare del foglio di congedo illimitato.

Così è stato realizzato un primo episodio grazie alla interessante collaborazione avviata con Matteo Paderi, discendente del Carabiniere Giovanni Paderi e attivo promotore dell’account Instagram regio_esercito che pubblica quotidianamente contenuti dedicati alle forze armate italiane con particolare riferimento al periodo 1914-1945. In questo episodio si sono alternate le voci dei due autori, dando vita a una nuova modalità di comunicazione della storia dei Carabinieri.

Infine, una nota di particolare soddisfazione per chi scrive. L’impegno e la dedizione al progetto di public history sulla storia dei Carabinieri ha avuto un effetto di emulazione. In questo senso, si può affermare che il podcasting abbia suscitato interesse spingendo l’Istituzione ad adottare una iniziativa analoga. Nello specifico, al momento (12 febbraio 2022), sul nuovo sito dell’Arma dei Carabinieri è presente, nell’area dei media & comunicazione, anche una parte intitolata appositamente podcast.

Schermata dell’area media & comunicazione del sito Carabinieri.it con una porzione dedicata ai podcast.

Si parlerà più diffusamente di questa iniziativa in un altro post. Quello che interessa in questa sede è lasciare la parola alla voce del podcast Storia dell’Arma dei Carabinieri che è possibile ascoltare qui per il primo episodio. In questo senso, sono sufficienti i primi 13 secondi e qui sarà possibile comprenderne le ragioni.

Podcast dell’Arma dei Carabinieri, Storia dell’Arma dei Carabinieri, episodio 1.

Naturalmente, noi consigliamo di ascoltare tutti gli episodi pubblicati sinora.

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comunicazione Podcast Podcasting storia dell'Arma dei Carabinieri

Il nuovo logo di Storia dei Carabinieri

la presentazione ufficiale

Con il lancio dell’iniziativa di comunicazione che si basa principalmente su questo blog e sul podcast (qui il link su Spotify.com) è stato presentato più di un anno fa (11 ottobre 2020) il progetto di podcasting e il logo che inizialmente era stato individuato.

Una nuova modalità di scelta

In realtà, tra il 29 settembre e il 4 ottobre 2021, all’interno del canale Telegram al quale afferisce una parte della community di Storia dei Carabinieri è stato lanciato un sondaggio per individuare un nuovo logo più accattivante, ma sempre in linea con il progetto di comunicazione.

Così grazie all’aiuto di un amico membro della community, avvocato ma soprattutto in questo caso podcaster, Paolo Rèndina, è stato individuato il nuovo logo che presentiamo ufficialmente oggi.

Il nuovo logo adottato nell’ottobre 2021 dalla community di Storia dei Carabinieri

Il significato del logo

Sin dall’inizio del progetto sono stati adottati due elementi caratteristici per la comunicazione visiva, il cappello da Carabiniere Reale del 1814 e un’immagine stilizzata di un microfono, simbolo per eccellenza del podcasting. Si è dunque deciso di mantenere tali simboli rivisitandoli sia nel formato, sia nella posizione sia nel colore.

In questo senso, mentre per il cappello si tratta di una immagine fotografica rielaborata, per il microfono si è scelto di sostituire il disegno con uno più accattivante. Il colore di fondo inizialmente celeste, caratteristico delle prime uniformi, è stato sostituito da uno sfondo bianco mentre un cerchio rosso/blu (colori caratteristici dei Carabinieri a partire dal decennio 1820) circonda il tutto. Sono ancora presenti il nome dell’autore principale del progetto e il titolo in questo caso riproposto in una sorta di croce bicolore.

Sembra chiaro che, oltre a questa scelta di tipo stilistico, i contenuti siano rimasti immutati, al più migliorati con l’attenzione rivolta al lettore/utente dei social.

A tal proposito, l’obiettivo principale del progetto consiste nell’utilizzare il podcasting (nella dimensione più ampia del significato) per comunicare la storia dei Carabinieri seguendo i principali processi di public history. Oltre al podcast basato sulla piattaforma Anchor.fm e disponibile su tutti i principali canali di distribuzione e il blog presente in queste pagine, il progetto è integrato dal canale Telegram e da un profilo Instagram. Completano l’offerta un canale YouTube che ha ospitato un paio di progetti minori nel corso del 2021 e una newsletter dedicata agli aggiornamenti di tutto il progetto nel suo complesso.

A tale proposito, invitiamo tutti i lettori del blog ad iscriversi gratuitamente alla newsletter come mezzo d’informazione che garantisce un aggiornamento continuo delle attività in corso.

Eccoci giunti alla conclusione. Con questo post abbiamo l’ambizione di continuare e di rafforzare il progetto e invitiamo tutte le persone interessate a contattarci per individuare insieme forme di collaborazione. Una delle caratteristiche del progetto è l’inclusione mentre si rifugge l’esclusione.

Qui tutti i link utili per seguire e partecipare all’iniziativa.

Benvenuti nel 2022!