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Settimana del podcast 2026

La Settimana del Podcast rappresenta un evento annuale realizzato dall’Associazione Italiana Podcasting (Assipod), rivolto ai soci e a selezionati partner dell’associazione allo scopo di rendere realmente possibile poter ideare, organizzare e pubblicare un podcast, da indipendente.

Anche quest’anno, come una bella consuetudine, sono riuscito a liberarmi da tutti gli impegni ed essere presente per tutte le attività concrete dal lunedì di preparazione al venerdì. Il sabato che rappresenta forse la giornata più piena di attività, mio malgrado, non mi è stato permesso esserci.

Come si sviluppa la Settimana del podcast? Presto detto. Assipod.org, Associazione Italiana Podcasting, offre una grande possibilità di crescita per chi vuole “sporcarsi le mani”, ovvero entrare negli aspetti più tecnici del podcasting e offrire un corso, il podcamp, pensato proprio per permettere di apprendere tutte le modalità che consentono di lanciare un proprio podcast, da indipendenti.

Tutte le informazioni sono sul sito di Assipod.org, ma qualche cosa la vorrei condividere su questo blog, qualche esperienza personale.

L’idea di realizzare un podcast basato sulle mie conoscenze in campo storico mi era balenato attorno al 2016 o 2017, stavo cercando le modalità per capire come fare e lanciarmi in quella che mi sembrava una vera e propria avventura. Purtroppo, non riuscivo a trovare un modo di partire, certo avevo raccolto alcune informazioni, scoperto un paio di software in grado di aiutarmi ma non riuscito ancora a sbrogliare il bando della matassa, come costruire un podcast, come creare una stagione, come registrare e montare. Insomma l’idea sì, era bellissima, ma non riusciva a partire.

Dunque, non ne avevo fatto nulla, ma l’idea era lì, ferma, non ancora realizzata. Dunque c’è stato bisogno di aspettare, di aspettare il momento giusto che è arrivato durante una fase estremamente difficile per l’Italia e per tutto il mondo, la Pandemia COVID-Sars che ha reso il pianeta estremamente facile. Come spesso capita a chi si trova in difficoltà, i momenti di crisi rappresentano delle opportunità di crescita. Così, mi sono attivato per avviare timidamente la creazione di un progetto che mi sembrava davvero incredibile. Nel maggio 2020, finalmente, sono presenti sul web le prime puntate della prima stagione. Ancora adesso che scrivo ho difficoltà a riconoscermi in quella voce così tremante e indecisa. Tuttavia, era fatta.

C’era però qualcosa che non riuscivo ancora a realizzare, mancava ancora parecchio nonostante avessi superato quel fosso enorme che esiste tra il dire e il fare. Così scoprì, ad attività già avviate, che nel 2022 si era tenuta, a Roma, la settimana del podcast, una settimana piena di eventi e di attività per chi si voleva cimentare nell’impresa.

Dunque, perduta quella speranza, l’anno successivo, da bravo e disciplinare apprendista stregone, dopo essermi iscritto ad Assipod.org, ho preso parte alla Settimana del Podcast 2023. Sin dai primi giorni, ho fatto un bagno di umiltà, scoprendo il vero mondo del podcasting e trovando tante persone interessate a lanciare le loro iniziative e curiose di conoscere le iniziative degli altri. Un bel bagno di condivisione e di sapere, una crescita personale a livelli esponenziali. Quell’oramai lontana Settimana del podcast 2023 aveva creato una connessione (come dice una podcaster affermata come Adriana Migliucci) potentissima tale da diventare attivo facilitatore a favore delle nuove socie e dei nuovi soci che ambivano a padroneggiare lo strumento.

In realtà, come sanno coloro che già hanno un pò di esperienza, non sono le attrezzature tecniche, bensì le idee che devono essere trasformate in realtà grazie a quelle pochissime attrezzature necessarie e, sopratutto al desiderio di realizzare i propri progetti.

Così, anno dopo anno, mi sono avventurato e ho confermato la disponibilità a fare il volontario, ad aiutare chi si metteva in gioco e imparava a raccontare sè stesso di fronte a un microfono. Anno dopo anno, sono riuscito a fare ciò e così anche il 2026.

La prima giornata di preparazione è stata molto intensa ma subito nel pomeriggio la presentazione del podcamp 2026 ai partecipanti ha rappresentato una prima bella soddisfazione. Tante persone, soprattutto tante donne hanno accettato una sfida non comune, mettersi in gioco e superare le (presunte) difficoltà per scoprire invece la bellezza di uno strumento potentissimo che mette in sintonia il podcaster con gli ascoltatori, i suoi follower.

I bei momenti di approfondimento sono state anche le masterclass dove anche noi più esperti abbiamo imparato. Onestamente il mondo del podcast tra le cose affascinanti ha anche la continua crescita e la grande capacità di metterti in contatto con tante persone diverse, offrendo a ciascuno una crescita personale e professionale molto alta. Un aspetto che mi colpisce molto da quando mi sono affacciato in questo mondo così particolare e affascinante.

Una settimana piena, direi stancante, ma ricca di emozioni e di esperienze che hanno consentito tutti noi di offrire una parte piccola del proprio tempo per aiutare altri aspiranti podcaster a realizzare i loro sogni.

Tra tutte le persone che la Settimana del Podcast mi ha permesso di conoscere, ne voglio ringraziare una in particolare che ha voluto salutarmi (e ringraziarmi) con un simpatico omaggio che ho accettato e conservato con grande piacere per l’attenzione (non scontata) che ha voluto dedicare a me e agli altri facilitatori e docenti del podcamp.

Insomma, una bella e grande avventura che ho raccontato una una lunga introduzione autobiografica necessaria a far comprendere lo spirito di condivisione che la Settimana del Podcast genera in tanti volontari.

Ah, per chi è interessato, suggerisco di iscriversi come socia/o Assipod (qui il link), approfittare delle giornate di formazione Assipod mediamente una al mese da settembre a giugno (esclusa il mese della settimana), ma soprattutto prepararsi spiritualmente alla prossima Settimana del Podcast 2027.

A presto.

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comunicazione storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

I piccoli gesti

L’iniziativa di AMUSE per i Martiri delle Fosse Ardeatine

Le associazioni senza fini di lucro spesso svolgono un ruolo importante che non sempre è adeguatamente conosciuto in una società digitale, così veloce; tuttavia queste, insieme alle Istituzioni, possono rappresentare un ausilio significativo nella costruzione di un comune sentire.

L’associazione AMUSE – Amici del Municipio Secondo di Roma riunisce persone interessate ad approfondire la conoscenza della storia del II Municipio del comune di Roma. Una storia complessa, sicuramente più giovane, rispetto ad altri municipi, ma non per questo meno interessante.

Tra le tante iniziative avviate dall’associazione, ci è sembrato importante ricordarne una dedicata ai Martiri della Fosse Ardeatine che sono vissuti nel municipio.

Roma, 16 gennaio 2026. Un momento della breve presentazione del tenente colonnello Giovanni Frignani tenuta dall’autore del volume sull’ufficiale, Mario Avagliano.

Il percorso di approfondimento è iniziato qualche tempo fa, nel 2024, quando, sempre per iniziativa dell’Associazione è stato possibile tenere una “passeggiata” all’interno del territorio municipale che si è concentrata su i seguenti punti. Il 24 settembre del 2024, su iniziativa dell’Associazione AMUSE è stato possibile realizzare effettivamente una passeggiata che si è fermata nei pressi delle abitazioni dove risiedevano i generali della Regia Aeronautica Roberto Lordi (via Antonio Bertoloni 26/B) e Sabato Martelli Castaldi (via Bruxelles 67), nonché il tenente colonnello dei Carabinieri Reali Giovanni Frignani (via Panama 114).

In realtà, il percorso è stato molto più lungo perché si è snodati lungo le strade dove abitavano i Martiri delle Fosse Ardeatine residenti nel Secondo Municipio. Dunque, oltre ai 3 ufficiali citati, il percorso ha raggiunto anche anche Luigi Bruno di Belmonte (via Vincenzo Bellini 16) e Aldo Finzi (via Panama 26).

In questa occasione, si sono succeduti nella narrazione delle brevi biografie dei Martiri delle Fosse Ardeatine Mario Avagliano, Edoardo Grassia e Flavio Carbone.

Roma, 16 gennaio 2026. Il posizionamento della pietra della memoria in via Panama n. 114.

A questa opportunità di confronto e di conoscenza, è seguito molto altro.

Innanzitutto, una conferenza stampa di presentazione delle iniziative successive, tenutasi il 19 novembre 2025, presso il Centro Scout (Largo dello Scautismo 1, già Largo S. Ippolito) che ha avuto lo scopo di presentare il progetto “Pietre d’inciampo”.

L’impegno più consistente del lungo percorso, in particolare, si è condensato i giorni del 15 e del 16 gennaio 2026 quando è stato finalmente possibile posizionare le “pietre d’inciampo” dinanzi i portoni d’ingresso delle abitazioni di uomini catturati e poi massacrati alle Fosse Ardeatine. Se ne è parlato brevemente nel Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri 1/2026.

Il progetto realizzato per iniziativa di AMUSE (Amici Municipio Secondo) in collaborazione con l’Associazione Arte in Memoria e l’amministrazione del Municipio II di Roma ha permesso di realizzare l’iniziativa nei quartieri Nomentano, Parioli, Pinciano e Trieste.

Roma, 16 gennaio 2026. Un momento dell’intervento della Professoressa Ada Chiara Zevi

In particolare, per chi scrive, l’attenzione si è concentrata su via Panama n. 114, dove abitava il tenente colonnello Giovanni Frignani, comandante del Gruppo di Roma Interno che fu protagonista, insieme a due capitani suoi dipendenti, del cosiddetto “arresto” di Mussolini.

Qui ci si sofferma su di un aspetto. Nella maggior parte dei casi, la cattura dei membri della Resistenza romana, avviene per delazione. Tuttavia, è anche vero che nonostante le torture subite da questi, a via Tasso gli esiti sono nulli. I torturati non parlano. Purtroppo, non poterono raccontare le loro vicende a noi posteri, se non attraverso lo strazio dei loro corpi lasciati decomporre nelle cave ardeatine.

Roma, 16 gennaio 2026. Al termine della cerimonia, il dottor Mario Avagliano, Giovanni Frignani discendente dell’ufficiale, alcuni militari dell’Arma che hanno presenziato alla breve cerimonia.

Resta da considerare un aspetto. Come è stato detto anche altrove, si tratta di iniziative importanti che, dal basso, o meglio iniziative volute da parti consapevoli della società civile che, insieme alle Istituzioni, non vogliono dimenticare.

Comunicare la Resistenza e far conoscere ciò che donne e uomini seppero fare in quei mesi difficili per il nostro Paese rimane un impegno di tutti i cittadini.

E dunque, a noi non resta che invitare il lettore che si trovi a passare per una di quelle vie, a Roma, in Italia e in Europa, a soffermarsi dinanzi a una qualsiasi “pietra di inciampo” e ricordare chi è vissuto in quel luogo con un breve momento di raccoglimento.