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Museo storico Public History recensione storia dell'Arma dei Carabinieri Storia militare

SPRUNGEINSATZ MONTEROTONDO 9-10 settembre 1943

Perché parlare di un libro dedicato ad un episodio minore della primissima fase della Resistenza ai tedeschi?

Giovedì 2 ottobre 2025, presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, nell’ambito de I giovedì del Museo, l’autore, dottor Guido Ronconi, moderato dal tenente colonnello Flavio Carbone, ha presentato il volume Sprungeinsatz Monterotondo 9-10 settembre 1943, apparso oramai qualche tempo fa- Ha accompagnato la presentazione l’aiuto significativo del dottor Giovanni Cecini.

Dunque, si crede utile rispondere alla domanda iniziale. Innanzitutto, va ricordato che i Carabinieri presenti a Monterotondo ebbero un ruolo di primo piano nella difesa delle installazioni militari presenti, ovvero, lo Stato Maggiore del Regio Esercito che si era spostato da Roma alla sua sede di campagna.

Un secondo elemento, davvero non banale, è l’attività condotta dall’autore nel fare una ricerca che ha impegnato non poco tempo e risorse e che guarda con attenzione anche a fonti che generalmente non sono avvicinate dagli studiosi italiani.

Ma andiamo con ordine.

Ci vuole tempo nel fare le cose. Va anche detto che bisogna liberarsi da tanti impegni per dedicarsi a questa attività di blogging, come in tante altre.

2 ottobre 2025. Il salone d’onore con il pubblico presente

Così abbiamo pensato di dedicare un post ad una iniziativa che è partita da molto lontano e che si concentra su di una vicenda considerata minore, cioè una operazione militare condotta a Monterotondo il 9-10 settembre 1943, dove anche in questo caso i Carabinieri combatterono, insieme ad altre unità del Regio Esercito, per contrastare un’azione di paracadutisti tedeschi che tendeva a catturare l’intero Stato Maggiore italiano. Purtroppo, l’intelligence non deve mai essere stato il punto forte tedesco, tanto che non avevano idea che stavano attaccando un palazzo semivuoto. Ciò non fece venire meno la difesa delle Forze Armate italiane che ebbero la meglio.

Dunque iniziamo con un ringraziamento al dottor Guido Ronconi che ha accettato di presentare il volume nel Museo Storico dell’Arma, sotto la moderazione di Flavio Carbone e con la collaborazione attiva di Giovanni Cecini, storico, divulgatore e YouTuber ben noto negli ambienti della Storia Militare e anche per voi che siete lettori di questo blog.

La presentazione è stata introdotta da un saluto iniziale del Direttore del Museo Storico, tenente colonnello Raffaele Gesmundo, a cui ha fatto seguito il parigrado Flavio Carbone. Con l’ingresso in scena del dottor Giovanni Cecini, si è avviata la discussione soprattutto offrendo un contesto militare nel quale si è sviluppata l’operazione dei paracadutisti. Quindi, intorno ad un episodio così particolare, è continuata la discussione concentrata sull’opera di Guido Ronconi che ha avuto il grande merito di chiarire il clima di quei giorni drammatici e di mettere chiaramente in mostra la combattività dei reparti italiani con comandanti capaci e motivati.

Non crediamo sia necessario dire di più, perché in realtà è stato possibile unire le forze e realizzare un video disponibile su YouTube, all’interno del canale della Storia dei Carabinieri, su quello di Giovanni Cecini e infine rilasciato da Guido Ronconi sui suoi canali.

A questo punto non sembra il caso di rinviarvi che all’ascolto della presentazione.

Alla prossima!

PS Vi ricordiamo che il principale canale delle nostre iniziative è il blog che affianca e integra il podcast La Storia dei Carabinieri. Ascoltateci sulle principali piattaforme di distribuzione di podcast, a vostra scelta e piacere!

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Rivista Militare 170

Venerdì 27 marzo 2026, la Rivista Militare ha festeggiato i 170 anni di vita dalla sua antica fondazione

La Rivista Militare (già Rivista Militare italiana) presso la Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito, ha celebrato i 170 anni di vita. L’occasione ha permesso alla Direttore Responsabile e a tutto lo staff di ricordare adeguatamente la ricorrenza.

Per l’occasione, si è scelto dunque di realizzare un supplemento lasciandone la realizzazione a docenti e ricercatori universitari, ma anche di restituire un tangibile segno di riconoscenza ai convenuti. Dunque insieme al supplemento distribuito ai convenuti durante l’incontro, è stato possibile assistere alla presentazione di una cartolina commemorativa e all’annullo speciale realizzato per l’occasione.

Un bel momento di condivisione di un lungo percorso che è stato reso possibile grazie alla lungimiranza di un editore come Carlo Voghera e dei suoi eredi che hanno continuato a dare alle stampe il periodico sino al 1919.

La presentazione ha visto due principali relatori, il direttore responsabile del periodico da lunga data, colonnello Giuseppe Cacciaguerra, e il dottor Alessandro Bovini che si sono alternati nel conversare sul supplemento realizzato per ricordare i primi anni di vita del periodico e la lungimiranza dei fratelli Mezzacapo, ex allievi della Scuola Militare Nunziatella ed esuli a Torino, che vollero fortemente dare vita a un periodico dedicato agli studi militari.

A tale proposito sono ricordate le parole del Pinelli che affermava con molta onestà intellettuale che “esisteva nell’Armata Sarda la strana idea che lo studio a nulla valesse ad apprendere l’arte della guerra, ed il solo coraggio bastar potessi. Gli ufficiali studiosi, oltre ad essere quasi scherniti dai compagni che ironicamente chiamanvali “eruditi”, erano poi anche invisi al Governo” (p. 42). La cultura non piace(va).

Una storia insomma che nasce a Napoli, come tante vicende ma che poi diventa patrimonio della città ospite, una Torino risorgimentale che accoglie tanti esuli e diventa il punto di riferimento per la costruzione politica e sociale della nuova Italia unita, quel sogno che vedrà fronteggiarsi politicamente uomini del peso di Cavour, Mazzini, Garibaldi.

Insomma, un supplemento che mette in luce l’opera della Rivista Militare nella costruzione di un sapere tecnico-scientifico di altissimo livello, al pari dei migliori periodici del tempo.

Un aspetto molto interessante, però, lo fa emergere chiaramente il Direttore Responsabile Giuseppe Cacciaguerra quando sottolinea una caratteristica fondamentale della Rivista Militare, la possibilità di dibattere.

Si può affermare che fosse piuttosto comune sfogliare il periodico e scoprire tra gli autori ufficiali di gradi diversi, finanche dei subalterni che presentavano in quelle pagine le proprie idee e osservazioni sul funzionamento dei servizi o introducendo proposte di modifiche ordinative o ancora intervenendo sulla formazione delle reclute e sul ruolo dell’Esercito nella società. Ciò almeno sino alla Prima Guerra Mondiale, quando la censura rallentò il confronto per scomparire sotto il regime, per ritornare nelle parole del Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito (1943-1945), generale di corpo d’armata Paolo Berardi, si dovette attendere il primo numero del 1945 per poter avere almeno la parola del CSM a supporto di quel dialogo tra professionisti che si era interrotto ben prima del fascismo, ma che questo aveva generosamente mantenuto.

La mattinata si è conclusa con una piccola ma significativa cerimonia di apposizione dello speciale annullo postale realizzato proprio per l’occasione. Anche questa attenzione è stata particolarmente apprezzata dai presenti.

Un momento informale con gli amici Giovanni Cecini (Youtuber affermato) e Franco Di Santo (blogger di Storia e Soldati) entrambi attenti storici militari e non solo …

La presentazione è stata anche una grande occasione per incontrare e salutare altri studiosi e amici che non sempre il tempo e gli impegni aiutano a rivedere. In questo caso, tra gli altri, è stato un piacere salutare Franco Di Santo, ufficiale dell’Esercito in quiescenza, attento studioso di cose militari e blogger con Storia e Soldati, insieme a Giovanni Cecini, ben noto Youtuber concentrato sulla storia militare, ma anche su altri temi.

Infine, ci è parso più che opportuno salutare il Direttore Responsabile che ha avuto la grande capacità di portare avanti una rivista come quella dell’Esercito superando sfide brillanti e mettendo sempre in prima posizione l’interesse della collettività e il bene comune. Mi piace ricordare in questa sede, tra i tanti lavori di qualità condotti sinora, l’idea di realizzare una rivista delle Forze Armate in edizione speciale braille, a favore dei non vedenti, attraverso una serie abstract dei contributi più significativi realizzati nel corso dell’anno.

A tutti noi non resta che festeggiare il 170° compleanno della Rivista Militare. Auguri!

Un’ultima nota. Si consiglia l’iscrizione al nostro podcast La Storia dei Carabinieri (ci trovate su tutte le piattaforme di distribuzione) perché prossimamente sarà disponibile la registrazione audio (ci scusiamo per la qualità non ottimale) della presentazione del supplemento.

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Esposizione museale Museo storico storia dell'Arma dei Carabinieri

Un salto al Museo Storico

di Samanta Segatori

Si ringrazia la Professoressa Samanta Segatori per aver condiviso nel blog La Storia dei Carabinieri alcuni brevi passaggi di due visite che ha curato, con altre docenti della Scuola, presso il Museo Storico dell’Arma.

11 novembre 2025.

L’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria arriva al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri con due classi terze della scuola secondaria di primo grado.

Accolte con un emozionante concerto dal Quartetto di sax della Banda dell’Arma, iniziano poi un percorso tra storia, arte, documenti e testimonianze.

I ragazzi si fermano a lungo davanti ai dipinti raffiguranti “La carica di Pastrengo”, il sacrificio di Salvo d’Acquisto e ripercorrono, insieme al Capitano Anna Cipparrone, momenti salienti dal Risorgimento alla storia contemporanea.

Rimangono ammutoliti e commossi davanti alla teca in cui sono riposte le armi deformate dal calore e sporche di terra così come quando sono state raccolte dopo la strage del 12 novembre 2003 a Nassiriya.

I ragazzi rivivono in quel racconto il dramma della strage di quegli uomini uccisi dall’esplosivo, dei dodici carabinieri mai più tornati a casa.

Rimangono colpiti dai doni lasciati dalle scuole per rendere omaggio alle donne e agli uomini che ogni giorno indossano la divisa anche e soprattutto per loro.

19 marzo 2026.

Una classe dell’Istituto Comprensivo del Parco della Vittoria, la 3 L, accompagnata dalla Professoressa Samanta Segatori, torna al Museo, in quel luogo che con garbo, calore e grande competenza li aveva accolti.

Portano con loro piccoli doni pensati e realizzati come un grazie sentito ed emozionato per tutto quello che le Forze Armate e l’Arma dei Carabinieri in particolare fanno ogni giorno.

Nel corso dell’incontro, il Direttore del Museo ha offerto un volume della Storia dell’Arma

Hanno riflettuto a lungo su cosa ideare, volevano qualcosa di speciale. Sono accolti nel Salone d’onore dal Direttore, Colonnello Gaetano Vitucci, e da alcuni militari:  il Capitano Anna Cipparrone, il Vice Brigadiere Daniele Mancinelli e l’Appuntato Scelto QS Edoardo Grossi.

I ragazzi raccontano le loro idee, presentano le loro testimonianze, condividono le loro emozioni e sono gli unici protagonisti di un momento speciale e irripetibile.

Alcuni studenti della 3L dell’Istituto Comprensivo Parco della Vittoria con la Professoressa Samanta Segatori al termine della visita al Museo Storico.

Così tra foto di rito, risate e chiacchiere, ringraziano l’Arma dei Carabinieri per il tempo che ha loro concesso e le emozioni che ha saputo loro regalare, ma ciò che più conta è che si vada oltre.

Emerge ancora una volta quanto sia importante il rapporto nato tra la scuola e il Museo e si progettano collaborazioni future e nuovi incontri dettati dalla consapevolezza che oggi la scuola come istituzione non è un microcosmo chiuso in se stesso, ma un luogo la cui anima ha necessità di proiettarsi all’esterno per fare rete sociale.

La Scuola è diventata negli anni “piattaforma relazionale”, spazio di condivisione, di inclusione che ha necessità di incontrare l’altro, anche e soprattutto attraverso realtà che, come il Museo Storico dell’Arma, rappresentano, storia, arte e cultura della legalità.

Un momento di dialogo tra alcuni studenti e il capitano Anna Cipparrone, ufficiale in servizio al Museo Storico.

Qui i ragazzi hanno sperimentato un concetto di connessione a tutto tondo, sono stati accolti e guidati nelle variegate storie di chi ha scelto di indossare una divisa a servizio degli altri, di chi crede che i valori studiati nel percorso risorgimentale esistano ancora e soprattutto che non siano obsoleti, ma ancora adeguatamente rappresentati da donne e uomini che credono fermamente nel giuramento prestato.